Da Enmigrinta: Abitudini e tradizioni pasquali rumene

di Monica Flintoaca

La più grande festa cristiana, festeggiata già (sotto altra forma) dal 1400 a.C., la resurrezione di Gesù è un’opportunità per il popolo rumeno e per l’intero mondo cristiano per vivere momenti di contentezza e crescita spirituale, ma anche di festeggiare nel cuore della comunità.
Pasqua (“Pastele” in rumeno) è la festa della resurrezione e la sua etimologia deriva dal-
l’ebraico “pesch” (passaggio). La Pasqua festeggiata dagli ebrei simboleggiava il passaggio del popolo prescelto attraverso il Mar Rosso, e l’uscita dalla schiavitù egiziana con il viaggio verso la Terra Promessa, a Canaan. La Pasqua, per i cristiani, è innanzitutto la festa della resurrezione di Gesù, fonte ed origine della resurrezione futura di ogni cristiano, secondo la fede.
“Paresmi” è il termine che in rumeno identifica i quaranta giorni della quaresima. All’approssimarsi del periodo pasquale, vengono osservate diverse abitudini e tradizioni. Nella cultura rumena, l’uovo è al centro della tradizione alimentare pasquale. Secondo la tradizione, le uova venivano raccolte il quarto mercoledì di quaresima, chiamato anche “Mercoledi delle paresimi”. Esiste ancora l’abitudine, dall’inizio della quaresima fino a questo giorno che le donne non raccolgono le uova dagli allevamenti. Una volta era forte la credenza che le uova raccolte in quella giornata non dovessero venir consumate prima del giorno di Pasqua. In quel periodo le uova venivano conservate e dipinte di rosso.

Uova di pasqua romena. Fonte: www.ricetterumene.it

Uova di pasqua romena. Fonte: www.ricetterumene.it

L’uovo dipinto, come simbolo di vita, richiamava Gesù che esce dal sepolcro e ritorna alla vita stessa, così come dall’uovo nasce la vita.
In Bucovina (regione della Romania nota anche all’estero per l’arte della decorazione delle uova) quelle dipinte di rosso vengono chiamate “le mele”, mentre quelle decorate, uova “incondeiate”. Le decorazione delle uova pasquali sono estremamente varie, comprendenti simboli geometrici, vegetali, animali antropomorfi e religiosi.
Alcuni dei simboli, ed i loro rispettivi significati, sono:

– la riga dritta verticale, che simboleggia la vita;

– la riga dritta orizzontale, che simboleggia la morte;

– la riga doppia dritta, l’eternità;

– la riga con dei rettangoli, il pensiero e la conoscenza, la sapienza;

– la riga leggermente ondulata, acqua e purezza;

– la spirale , il tempo e l’eternità;

– la doppia spirale, il legame tra la vita e la morte.

Diverse leggende circolano nel folklore rumeno riguardo alle uova dipinte di rosso. E tra queste una che narra di Maria, la madre di Gesù, che piangendo per la commozione nel vedere suo figlio resuscitato, posando un cesto pieno di uova a terra vicino al figlio, le gocce del sangue che colavano dalle ferite avrebbero tinto le uova. Da questo, derivereb-
be la tradizione popolare di dipingerle, appunto, di rosso.
Nel giorno di Pasqua, le uova dipinte vengono rotte secondo alcune regole precise. Per prime, devono spaccare le uova, le persone più anziane della casa, per primi i maschi, e inizialmente la “testa” dell’uovo cozzandoli uno con l’altro. In quel momento deve essere pronunciata la frase “Cristo è risorto” alla quale, la persona che tiene il secondo uovo risponde “E’ vero che è risorto.”
Nella già citata Bucovina, nel nord della Romania, i gusci delle uova rosse vengono gettate nelle acque dei fiumi, affinché l’acqua le porti a “Blajimi”, il luogo immaginario in cui vivrebbero i bambini non battezzati, alla “fine del mondo” vicino all’ “acqua di sabato”, in modo che anche lì sappiano che è giunta la Pasqua per tutti i cri-
stiani.
Tra i contadini esiste ancora l’abitudine, la mattina della domenica di Pasqua, di lavarsi il viso con acqua fresca, nuova, nella quale sia stato collocato un uovo dipinto di rosso. In questo modo, si crede, la bellezza verrà mantenuta per un altro anno. In alcune regioni i gusci vengono conservati e messi nella terra a primavera, quando si lavorano i campi. Questa tradizione ha lo scopo di propiziare il raccolto. L’agnello è un altro simbolo di questa festività. Simboleggia il sacrificio di Gesù, morto in croce, per la cristianità. E’ un caratteristico alimento pasquale, preparato generalmente intero, non lessato e senza la rottura di nessun osso, secondo la tradizione.
Ma sono molti i simboli e le tradizioni del popolo rumeno, impossibili da citare tutte, in occasione delle festività pasquali, la più grande festa cristiana, la resurrezione di Gesù.

Articolo apparso su Enmigrinta. edizione di Marzo 2015

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