Immigrato e imprenditore: un reportage comparativo tra Bulgaria e Calabria

Uno dei fattori più importanti per un investitore straniero, diretto verso un paese, è quali sono le condizioni generali per fare un business, nello stato in cui ci si sta dirigendo.
Secondo l’ultima relazione “Fare Affari 2014” recentemente pubblicata della Banca mondiale, fra i 189 paesi elencati, due Stati membri dell’Unione europea – Bulgaria e Italia, sono classificati fra le nazioni meno attraenti. La Bulgaria è scesa al 58° nella classifica, mentre l’Italia è messa ancora peggio stando al 65° posto.
Anche se con una bassa imposta sulla società, la Bulgaria resta un posto scomodo per gli imprenditori a scegliere dove investire i propri soldi. Per stilare la classifica si prendono in considerazione vari parametri tra i quali, uno dei più importanti è la pesantezza dell’iter burocratico: quanto è facile registrare una società, quanto tempo e denaro serve per ottenere i permessi, per il pagamento delle tasse, ecc. Per confronto, Germania, Estonia, Lituania, Lettonia e Macedonia sono tra i primi 25 nella classifica, mentre in posizioni simili a quelle di Bulgaria e Italia troviamo paesi quali Tonga, Botswana e Brunei.

 

Bulgaria

Gli imprenditori bulgari si lamentano di solito costantemente delle procedure burocratiche e amministrative, ma tra loro ci sono molti uomini d’affari con origine straniera che hanno scelto la Bulgaria come loro casa – secondo le statistiche non ufficiali dell’associazione industriali bulgara, il numero è oltre 50.000 uomini d’affari con origine straniera che attualmente dirigono i propri affari in Bulgaria. Durante la preparazione di questa relazione ci siamo rivolti a pochi di loro – gli stranieri, per capire come vedono la situazione in Bulgaria.

 

Adnan Lidiyanov

Adnan Lidianov

Adnan Lidianov

Adnan Lidiyanov ha 59 anni, E’ nato in Libano, ma vive in Bulgaria da 36 anni. Si è laureato in economia a Sofia e dopo gli studi ha deciso di stabilirsi permanentemente in Bulgaria. Qui eha fondato la sua famiglia e ha due figli. Nel 1992 ha registrato la sua società: La Dal Siat Ltd., che è una delle aziende bulgare leader nel campo della contabilità. Impiega 16 persone e i suoi clienti sono aziende da Sofia e dall’intera Bulgaria.

“In Bulgaria, mi sento a mio agio. Sono a casa. Sono cittadino bulgaro e non ho mai sentito alcun tipo di discriminazione per il fatto che io sia un arabo o libanese. Posso sicuramente dire che non è così difficile fare affari in Bulgaria né è diverso dal fare affari in un altro paese europeo. Ha delle specifiche proprie, naturalmente, ma in generale, le pratiche e la cornice legale sono accettabili per uno straniero e ci sono buone condizioni per fare business qui ‘, ha dichiarato il signor Lidiyanov.

 

Fatema Hadzhi

Fatema Hadzhi

Fatema Hadzhi

È della stessa opinione Fatema Hadzhi, 55 anni, manager della società Jacques-Mo Ltd, basata a Sofia. Anche lei è di origine Libanese (da Beirut) e vive in Bulgaria dal 1994. Le piaceva la Bulgaria a causa del clima, la gente ospitale e le condizioni di vita. L’imprenditrice libanese dice che inizialmente lei è venuta in Bulgaria come turista e poi ha deciso di stabilirsi permanentemente a Sofia con la sua famiglia.

Fatema ha ottime capacità culinarie e ha deciso di iniziare la propria attività con l’apertura di un ristorante libanese a Sofia. Oggi il ristorante Phoenicia, che gestisce insieme al marito Mohammad Suhail, gode di un’enorme popolarità e offre l’autentica cucina libanese. La signora Hadzhi dice che non ha mai affrontato seri problemi nel fare affari in Bulgaria, nessuno le ha mai chiesto una “bustarella”, né mai nessumo ha esercitato pressioni su di lei in quanto donna d’affari-straniera. Anche la maggior parte dei suoi amici sono bulgari e lei ha ormai una vera vita sociale in Bulgaria. La sua impresa familiare ha successo e attualmente impiega più di 20 persone, la maggior parte delle quali sono bulgare.

‘Per uno straniero in Bulgaria non è particolarmente difficile creare il proprio business. Basta seguire le regole ed essere sicuri di offrire i migliori prodotti o servizi ‘, aggiunge l’imprenditrice.

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Radzhinder kumar

Radzhinder Kumar è originario di New Delhi, in India. E’ un ristoratore capitato per caso in Bulgaria nel 1995, quando arrivò per lavorare come chef in un ristorante indiano a Sofia. E’ a quel tempo che incontrò la futura moglie – la danzatrice bulgara Kapka- con la quale è sposato da oltre 17 anni ormai. A un certo punto hanno deciso di avviare la propria attività e, nel 2009, Kumar ha aperto il proprio ristorante, Rangeela, nel centro città di Sofia. Radzhinder è il manager dell’azienda ed è anche lo chef. Mentre la moglie Kapka è la sua assistente nella gestione dell’azienda di famiglia. Radzhinder dice che si sente molto bene, ma a volte non è facile fare affari in Bulgaria, a causa delle procedure amministrative, burocrazia e i numerosi documenti che è necessario per l’imprenditore fornire ogni volta, non importa se straniero o bulgaro.

Lo chef Radzhinder kumar con la moglie e la figlia

Lo chef Radzhinder kumar con la moglie e la figlia

Che lui sia uno straniero non è mai stato un pregio o un difetto– dice. E’ sempre stato trattato come un bulgaro e non è mai stato discriminato. Ritiene che la Bulgaria è un paese molto tollerante nei confronti degli stranieri, ed egli considera la Bulgaria come la sua seconda patria. L’unica obiezione di Mr. Kumar è contro i troppi interventi amministrativi nel business, che scoraggiano gli investimenti. Aldilà di questo -dice- lui è un classico esempio di uno straniero che può fare business di successo in Bulgaria senza difficoltà né ostacoli.

 

Dr. Hasan Barmawi

Hasan Barmawi è console onorario della Giordania in Bulgaria. È nato il 15 dicembre del 1960 a Amman, Giordania. E’ sposato con una donna bulgara e hanno tre figli: due maschi e una femmina. Oltre a essere console onorario, Hassan Barmawi è anche il Presidente della camera per la cooperazione economica bulgaro-giordana e Presidente dell’associazione della camera economica bulgaro-araba. Dopo la laurea e il master in economia, nel 1997, ottenne un dottorato di ricerca in economia internazionale presso l’Università di Sofia,  Secondo Hassan Barmawi, la Bulgaria ha creato ottime condizioni per fare business e il fatto che in Bulgaria ci sono migliaia di cittadini giordani, alcuni dei quali operano nelle proprie aziende, è abbastanza significativo in questo senso.

Dr. Hasan Barmawi:console onorario della Giordania in Sofia e imprenditore

Dr. Hasan Barmawi:console onorario della Giordania in Sofia e imprenditore

Il dottor Barmawi asserisce che finora nessuno dei suoi connazionali in Bulgaria si è lamentato che qualcuno voleva una tangente o è stato pressato in qualche modo solo perché straniero. L’amministrazione Bulgara- aggiunge- ha rispetto dper gli imprenditori stranieri perché contribuiscono a creare posti di lavoro. I locali hanno verso gli stranieri un atteggiamento molto positivo. Hassan Barmawi ha anche aggiunto che i Giordani vengono sempre più a investire in Bulgaria a causa del miglioramento del contesto economico.

 

Calabria

Dopo Sofia, siamo andati in Calabria ad accertare sul posto, come vanno le cose per la piccola impresa “straniera”.
La Calabria è la regione più povera d’Italia. La sua economia è ostacolata dalla troppa corruzione e dalla criminalità organizzata, in modo particolare la famigerata Ndrangheta. La ricchezza principale in Calabria è la’agricoltura. L’ulivo rappresenta circa il 70% delle coltivazioni arboree. Il bergamotto e l’arancio è coltivato in modo intensivo, dal XVIII secolo, esclusivamente nella zona costiera vicino a Reggio Calabria. Il settore industriale e manifatturiero contribuisce a un valore aggiunto del 7,2% lordo. Nel settore manifatturiero i rami principali sono i prodotti alimentari, bevande e tabacco con un contributo al settore molto vicino alla media nazionale. Negli ultimi decenni sono emerse alcune industrie chimiche e petrolchimiche, nelle aree di Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Quali sono le attuali difficoltà economiche nella parte più povera della penisola, dal punto di vista degli stranieri, di chi ha deciso di correre il rischio di lanciare la propria piccola impresa in Calabria?
Nella terza città più grande della regione – Lamezia Terme- (con 72 000 di abitanti) vivono e lavorano un gran numero di stranieri provenienti da Europa, Africa e Asia. Alcuni di loro sono operai, ma tra loro ci sono persone che hanno registrato la propria azienda e fanno fronte con successo alle difficoltà del business.

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Khadija Aguejdi
Khadija Aguejdi 50 anni, è originaria del Marocco settentrionale. Giunse in Italia nel 1990 e nel corso degli anni ha svolto varie attività. Nel 2002, ha registrato la propria azienda e aperto un piccolo negozio a Lamezia Terme in cui vende articoli da regalo, bigiotteria e cosmetici.

aguejdi

Khadija Aguejdi titolare del negozio Bella Oggi, Lamezia Terme

Nel suo negozio, Bella Oggi, su una delle piazze centrali di Lamezia Terme, parla delle sue esperienze, e di com’è fare affari in Italia. «Non sento al momento qualche speciale atteggiamento della società verso di me, solo perché sono straniera. In realtà, mi sento più italiana che marocchina. Come problema per le piccole imprese in Italia posso dire che le tasse sono molto alte. Ho un’azienda molto piccola e indipendentemente dal profitto occorre pagare molte tasse e contributi. Ma le regole sono per tutti e le seguo rigorosamente. Se sei uno straniero o no, ha poca importanza. E’ più importante quello si fa e come si fa, non solo per se stessi, ma per la società. Personalmente mi piace vivere in Calabria, nonostante lasituazione stagnante del paese».

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Huang Liyi

Il signor Huang Liyi ha 46 anni. Di origine cinese, ha vissuto e lavorato per 6 anni in Calabria. Nel 2012, ha deciso di avviare un’attività in proprio: un negozio di abbigliamento, in Via Trento – una delle vie centrali di Lamezia Terme. L’attività gira con l’aiuto della moglie e dei due figli. Nel suo negozio è possibile acquistare diversi vestiti, valigie, borse, scarpe e altro ancora.

Il negozio del Signor Huang Liyi a Lamezia Terme

Il negozio del Signor Huang Liyi a Lamezia Terme

«la mia attività va abbastanza bene nonostante la crisi in Italia, al momento, non mi lamento -dice. Mi sento bene in Calabria e non ho particolari problemi perché io sono uno straniero, salvo che ancora non parlo ancora fluentemente la lingua italiana. Il comune di Lamezia Terme fa molto per l’integrazione degli stranieri, ma personalmente non ho molto tempo per imparare l’italiano. Posso dire che se sei una persona intraprendente  il tuo business avrà successo».

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Shamim Salem

Shamim Salem è invece di Dhaka – la capitale del Bangladesh. E’ arrivato in Italia 10 anni fa e parla bene l’italiano. Inizialmente lavorava a Roma, poi si é trasferito a Lamezia Terme, dove due anni fa aveva iniziato la propria attività di vendita di ornamenti e bigiotteria. Oggi, il negozio di bigiotteria di Salem è uno dei più visitati in Lamezia Terme e gode di una clientela di affezionati. Salem dice di sentirsi completamente integrato nella società italiana e che non incontra particolari problemi nella sua attività, qui, in Calabria. Suo fratello Sinan lavora con lui nel negozio. «Non mi sento come un imprenditore di serie B per la mia origine. Sì, l’Italia ha una amministrazione del lavoro lenta e una burocrazia pesante, ma questo è l’ambiente degli affari qui e noi ne facciamo parte».

 

Due paesi dell’Europa meridionale con gli stessi problemi per la piccola impresa, con un’amministrazione a dir poco flemmatica, ma con un vivo spirito imprenditoriale in entrambi i paesi, indipendentemente dalle origini degli imprenditori.

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Inchiesta di Valentin Todorov (Novi Iskar online – Bulgaria) e Meryem Maktoum (Prospetive Altre- Italia)

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il rapporto è stato preparato nell’ambito del progetto MEDIANE, con il sostegno del Consiglio d’Europa

 

 

 

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