Barriere “anti rom” di Firenze: quel confronto delle versioni che non c’è mai stato

Transenne ai binari: una discriminazione priva di contraddittorio. Intervista ai cittadini rom della Stazione di Santa Maria Novella.

” Tu dovrai sempre confrontare le versioni delle parti in causa”, dice la tavoletta dei dieci comandamenti del buon giornalismo. Ma questa regola non viene quasi mai applicata quando si parla di categorie socialmente svantaggiate e stigmatizzate.

Nell’ultima settimana la stampa locale e nazionale ha largamente parlato del caso delle transenne “anti rom” della stazione Santa Maria Novella di Firenze. Ma nessuna testata ha riportato una parola dei primi incolpati: i cittadini rom presenti in stazione. La nostra Amélie Tapella è andata lì e ha dimostrato che se la stampa non parla con certe categorie è perché non vuole, o li considera indegni di dire la loro, non perché sia impossibile.

 

Firenze: 25/07/2014 – Di Amélie tapella

La scorsa settimana i media italiani hanno diffuso la notizia che alla Stazione di Firenze Santa Maria Novella sono state installate delle transenne in testa ai binari dell’alta velocità per controllare i biglietti dei viaggiatori. In realtà tale provvedimento è stato subito ribattezzato dai giornali come “barriera anti-rom”, svelando il vero intento sotteso a tale misura, ovvero “fermare l’assalto dei rom che stazionano lungo la banchina per caricare o scaricare dai treni bagagli dei viaggiatori in cambio di denaro”.

Firenze Stazione. photo by Eneko Astigarraga on Flickr

Firenze Stazione. photo by Eneko Astigarraga on Flickr

In accordo con quanto riportato dal Corriere Fiorentino l’iniziativa è stata promossa dal nuovo amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Michele d’Elia dopo un incontro con il sindaco di Firenze Dario Nardella. Quest’ultimo aveva espresso diverse critiche riguardo alla presenza dei rom in stazione perché “provocano da mesi un ‘grave danno d’immagine alla città’”. Così è stato dato il via al “piano sicurezza” della prefettura che ha disposto in testa ai quattro binari dell’alta velocità [una quarantina tra] poliziotti e vigilantes privati, che grazie all’aiuto di transenne mobili limitano l’assalto”. Infatti, dalla comunicazione della prefettura di Firenze del 20 febbraio 2014 si evince che la Stazione SMN è stata da allora eletta come “zona speciale”, presidiata dentro e fuori da agenti di polizia, carabinieri, polfer e vigili urbani per “tenere lontano i disturbatori […] mendicanti, in particolare di etnia rom”. Questione a cui avevano già reagito l’Associazione Carta di Roma e il giornalista Lorenzo Guadagnucci (Giornalisti contro il Razzismo e AltraEconomia).

Tra le altre preoccupazioni espresse dai giornali è stata sottolineato il decoro delle barriere, troppo simili a quelle usate nei cantieri e per questo “provocano un pessimo effetto estetico. Le brutte transenne saranno però sostituite da un modello simile a quelle in ottone […]”, oppure che “il provvedimento non è sufficiente e sposta solamente il problema più in là”.

A detta di Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV-Italo), “Da qualche tempo nelle stazioni italiane e tra queste Firenze Santa Maria Novella […], la pressione sociale della crisi economica si riversa sulla tranquillità dei viaggiatori e dipendenti delle imprese ferroviarie” e chiede di conseguenza l’aumento del livello di sicurezza. Infatti sembra che i rom “molestino i passeggeri in transito: nuova retata di zingarelle e abusivi, […] carabinieri impegnati in una guerra tra “guardie e ladri””.

L’utilizzo di un’espressione dall’alto contenuto discriminatorio è tanto più grave se vige la totale assenza di un contraddittorio. Sebbene alcuni giornali abbiano preso in parte le distanze (con il virgolettato) dalla dicitura “anti-rom”, nessuno ha pensato di intervistare direttamente i soggetti a cui è rivolta. Anzi, tra i testimoni spiccano addirittura dei passanti, come la signora Anna: “Non per essere razzisti ma non era certo piacevole dover sempre fare attenzione alla borsa, al portafogli e al computer salendo sul treno” e lo stesso sindaco sembra addirittura sorprendersi del fatto che “questi rom si presentano con l’avvocato quando un poliziotto cerca di fermarli”.

Binari a Firenze SMN. photo by currybet on Flickr

Binari a Firenze SMN. photo by currybet on Flickr

In seguito alla modalità con cui è stata trattata la questione, la Redazione di Prospettive ha deciso di chiedere direttamente l’opinione dei i rom della Stazione SMN per capire il loro punto di vista e garantire allo stesso tempo un contraddittorio conforme a quanto dichiarato dalle Linee Guida della Carta di Roma, di seguito le loro storie:

Marios è cittadino rumeno e si trova in Italia da 5 anni.

Cosa fate qui alla Stazione Santa Maria Novella?

Noi aiutiamo le persone con le valigie, chiediamo 10 o 20 cent, non di più, non siamo abusivi non facciamo casino, trovare lavoro è difficile nemmeno gli italiani ce l’hanno, è molto difficile”.

In Italia come si trova?

Mah…in Romania la situazione è diversa, sono venuto qui per trovare lavoro, ho fatto il muratore e poi dopo due anni a causa della crisi l’ho perso”.

Avete mai avuto modo di parlarne con la stampa della vostra situazione?

I giornalisti ci chiedono di fare foto ma non sappiamo mai perché, non ci chiedono mai niente”.

Con noi ha voglia di parlare anche il Signor Costel, anche lui è in Italia da cinque anni e ha lasciato tutta la famiglia in Romania.

Come vi relazionate con le persone in stazione?

Male, sempre”.

Perché secondo lei reagiscono così nei vostri confronti, a lei sembra giusto?

Perché forse siamo troppi, non abbiamo i documenti. Non penso sia giusto ma…penso che sarebbe diverso se fossimo solo due o tre, l’ha detto anche il poliziotto, se fossimo due o tre sarebbe diverso”

I giornali hanno scritto tante cose su di voi, soprattutto negli ultimi giorni, dicono che rubate, è vero?

No, non è così, se noi rubassimo non staremmo nemmeno un giorno di più qui. La stazione è piccola, se noi facessimo questo genere di cose andremmo subito in galera ma soprattutto noi abbiamo dei figli, non facciamo queste cose.

Prima lei mi ha detto che si definisce come rom, cosa pensa quando le persone vi trattano male proprio perché siete rom?

Io mi sento bene con l’essere rom, sono rom sto bene così, non mi importa quello che dicono, zingaro…io sono questo, è la mia vita”.

Allora secondo lei perché vi discriminano?

“Non lo so”

Come si comportano con voi gli addetti alle ferrovie?

Prima erano più tranquilli con noi, ora per qualsiasi cosa ti mandano via, ti picchiano, ti urlano addosso, hanno picchiato delle ragazze. Ti urlano: vai fuori! Esci dalla stazione! Ad esempio oggi appena ha iniziato a piovere ci hanno fatto uscire sotto la pioggia. Quando metti la valigia sul treno poi ti picchiano, quando vado a fare denuncia non posso farla”.

Binario a Firenze SMN. photo by poluz on Flickr

Binario a Firenze SMN. photo by poluz on Flickr

Parliamo ora con la signora Cornelia.

Da dove viene e da quanti anni è che si trova qui a Firenze?

Anche io sono della Romania, sono qui da 3 anni, ho la famiglia in Romania, i miei bambini non li vedo da un anno e piangono senza di me, vivono con i miei genitori. Abbiamo cercato lavoro in Romania ma non ce n’è, ci sono problemi anche di acqua, quindi siamo venuti qui. Qui ci trattano male, mi pizzicano il braccio, vedi? Così. – e continua – Un giorno ero sul treno per Venezia, ho aiutato una signora con i bagagli e mi ha picchiato, sono anche incinta di due mesi e in queste condizioni è davvero difficile. Mi sento arrabbiata e triste quando succede questo. In Romania non è così come qua. Sono tutti bravi, non ci sono problemi con noi rom, quando hanno degli spiccioli ce li danno”.

Cosa pensa delle transenne che hanno messo ai binari?

Transenne? Non si può più passare, non so perché le hanno messe, è tre mesi che la situazione è peggiorata, è dura anche mangiare, non mangiamo da tre mesi, io poi sono incinta. Sono qui con le mie due figlie, loro chiedono qualcosa per mangiare e le trattano male”.

Vanno a scuola le sue figlie?

Hanno 21 e 19 anni, hanno studiato in Romania, sanno scrivere”.

A lei che lavoro piacerebbe fare? Lo sa che i giornali scrivono che voi rubate?

A me andrebbe bene tutto, fare le pulizie ad esempio, pulire le strade, qualsiasi cosa. Noi quando vediamo qualcuno rubare andiamo subito a denunciarlo, noi non rubiamo! Noi lo diciamo ai poliziotti, che mi dicono “ah tu sei brava”, si che sono brava, io non chiedo niente di più di 10 o 20 centesimi. A me hanno picchiato dieci volte in un giorno solo”.

L’ha mai raccontato alla stampa?

No, un giornalista è venuto oggi con la telecamera, io gli ho chiesto perché ci riprendeva e lui ha urlato lasciami stare, voi siete tutti zingari! Così ci ha filmati senza dirci perché e chiederci niente”.

Sempre sulla questione dei furti intervengono anche il Signor Yonuts e il Signor Marian.

Ci dicono che rubiamo, ma io non è vero”

Perché lo dicono? Perché ce l’hanno con voi?

Non lo so perché fanno così. Ce l’hanno con noi perché i giornali scrivono che siamo abusivi e rubiamo, non siamo così, abbiamo una casa, una famiglia, noi veniamo per rubare secondo voi? No, siamo uomini bravi, seri. Io sono qui da 7, 8 anni in questa stazione, ogni tanto torno in Romania, io non sono mai andato in carcere, nessuno di noi. Qui siamo in venti, sono stato alla stazione di Termini a Roma e là sono 150 in totale gli stranieri, rumeni, rom…ma là è diverso, non è così” – e continua – Qui a SMN ci sono anche degli italiani poveri che chiedono soldi, a loro però non dicono niente! Eppure anche loro vanno a chiedere soldi alle macchinette, napoletani, bolognesi, fiorentini”.

Cosa ne pensa delle barriere anti-rom?

Penso che dove sono le barriere dovrebbero chiedere i biglietti, invece non lo fanno con tutti, dopo un po’ si stancano, ma quando passiamo noi allora ci fermano! Perché vedono la pelle più scura”.

In stazione ci sono molti individui che creano problemi, e li creano anche a noi. Se vediamo qualcuno rubare noi andiamo alla polizia a dirglielo ma non ci crede. Una volta è accaduto che ho aiutato una signora a portare il bagaglio sul treno, quando gliel’ho appoggiato nel vagone ha detto che avevo rubato. Le risposto di tranquillizzarsi e di venire con me dalla polizia per chiarire il tutto. Ci sono molte telecamere in stazione, una volta che abbiamo visto il video insieme si è ricreduta e mi ha chiesto scusa, ti giuro ogni tanto fanno così!”.

In realtà non sapevamo che i giornali avessero scritto anti-rom. Pensare a quante persone vengono pagate solo per controllare noi! Un sacco di soldi senza motivo, stanno lì, chiacchierano, parlano tra di loro, organizzano le serate…perché non si occupano di chi davvero crea problemi? Vengono da Prato, Lucca, Pistoia. Ci dicono: non posso stare in ufficio perché devo stare qui per voi. Ma noi non siamo abusivi, ci sono le telecamere, andiamo a vedere chi è aggressivo in stazione, guardate come si comportano con noi i poliziotti. Noi vogliamo vivere, abbiamo una famiglia. Ora vedi queste scale? Una signora anziana potrebbe avere bisogno di aiuto”.

Per l’estate alcuni di voi mi hanno detto che tornate in Romania.

Sì, che facciamo qui? Moriamo di fame? In Romania la vita è meno cara, un chilo di pane è 20 centesimo, di carne 1,50…In Italia non riusciamo a pagare l’affitto, la luce, dobbiamo già pagare l’affitto della casa in Romania, l’acqua, la luce, la scuola per i figli, i vestiti…”

Avete mai pensato di portare i vostri figli in Italia?

Ma no, mica possiamo far vivere i nostri figli in un campo! Non possiamo farli vivere li. Come vivono qui i bambini? Non c’è acqua, non c’è la scuola, nessuno di noi porterebbe mai i suoi figli qui”.

Lo sapete che esiste il pregiudizio che i rom vogliono vivere nei campi?Lei cosa ne pensa?

Noi non viviamo nemmeno nei campi, viviamo in tenda, anche io vorrei una roulotte per dormire bene, senza zanzare. Ma ovviamente vorrei vivere in una casa, tu quando vai a casa la sera fai un bagno? Fai una doccia? Ebbene noi non la facciamo, puzziamo. Dicono che puzziamo, ma dove ci laviamo?”

Ma non avete nemmeno l’acqua?

No, dobbiamo comprare l’acqua anche per lavarci al supermercato. Non c’è possibilità di chiamare i miei bambini qui in Italia, i bambini vogliono prendere questo, quello e io non so dire di no! Ma qui non posso. Io a casa posso fare la spesa e far durare il cibo una settimana, qui invece devo buttare tutto perché non abbiamo il frigo. Vogliono mandare noi via di qua. Ad esempio la mia ragazza quando vede le altre coppie al bar che bevono qualcosa insieme mi chiede: ma perché non mi porti anche a me fuori? Non ho i soldi purtroppo ma mi piacerebbe molto”.

Firenze SMN. photo by otzberg on Flickr

Firenze SMN. photo by otzberg on Flickr

Dal 20 febbraio 2014 sono più di 60 i casi di discriminazione, violenza e razzismo contro i Rom riportati all’UNAR, 5 gli esposti fatti alla procura da parte dell’Associazione Nazione Rom per aggressioni sui treni e ai margini dei binari nei loro confronti” – ci spiega il legale rappresentante Marcello Zuinisi.

Marcello lo incontro proprio lo stesso giorno in cui è stata diffusa la notizia delle transenne ma era lì anche perché un capotreno aveva appena preso a pugni una signora rom Antun Iorghita, poi soccorsa dall’ambulanza. Diversi anche gli esposti presentati verso alcuni quotidiani a causa del linguaggio discriminatorio utilizzato, ritenuto responsabile di incitamento all’odio razziale verso i rom.

Per presidiare la legalità e la sicurezza per ogni cittadino e affermare una possibilità di vita”, i Rom di S.M.N. con l’Associazione Nazione Rom, hanno incontrato il sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro Franca Biondelli a cui hanno presentato una proposta volta a creare “una cooperativa portabagagli fatta da rom, cingalesi, italiani disoccupati, ovvero per coloro che rientrano nella categoria sociale di poveri. Questo porterebbe degli stipendi, ad un servizio pubblico e non più abusivo, utile alla società e i soldi verrebbero detratti dai costi della polizia impiegata dalle ferrovie per impedire l’accesso alla stazione ai rom” – ci spiega il legale rappresentante di Nazione Rom.

Purtroppo la storia non finisce qui: a pochi giorni dal blocco dei binari le autorità hanno provveduto ad introdurre ulteriori transenne anche alle biglietterie automatiche, creando un ulteriore clima di tensione, oltre che ad un enorme rallentamento per i viaggiatori. “Una misura presa da Ferrovie per contrastare l’assedio ai turisti di un gruppo di 40 rom ritenuti responsabili della questua molesta e del facchinaggio abusivo nei confronti dei viaggiatori che arrivano o partono dalla stazione fiorentina”.

Proprio qualche giorno fa è apparso questo titolo sui giornali: “Ferrovie dello Stato. La solidarietà corre sui binari: oltre 215mila interventi nel 2013 nei centri aperti 365 giorni l’anno”.

La solidarietà non è uguale per tutti. Forse è vero: l’Italia è in preda ad una preoccupante psicosi anti Rom.

Un particolare ringraziamento va a Marcello Zuinisi e all’Associazione Nazione Rom per la preziosa collaborazione e il supporto forniti per la realizzazione di questo articolo, oltre che per il lavoro che portano avanti ogni giorno per aiutare i gruppi di minoranze rom.

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  1. Jacopo
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