Richiedenti … professionalità

P1060014LUCCA – La pizza non sapeva neanche cosa fosse. Almeno fino a un paio di anni fa. Adesso parla mentre impasta, le mani sporche di farina, la mozzarella tagliata a piccoli pezzi, pronta per essere cosparsa sui dischi di pasta già pronti, stesi ad arte, sottili al punto giusto.

Oury Ba ha appena 19 anni. Lavora come pizzaiolo a Lammari, in provincia di Lucca. Adesso la pizza gli piace molto, sia da mangiare che da preparare. A offrirgli la possibilità di scoprirlo è stato il progetto “Richiedenti professionalità”, un percorso di formazione professionale, inserimento lavorativo e autonomia abitativa promosso dalla cooperativa Odissea (parte del consorzio So&Co), con il finanziamento della Fondazione Banca del Monte di Lucca e il sostegno del Comune di Capannori, rivolto a circa trenta profughi arrivati in lucchesia a seguito della guerra libica.

“Sono giunto nella piana lucchese nel 2012 – racconta Oury in un ottimo italiano -. Dopo aver lasciato il mio paese d’origine – la Guinea – ho intrapreso un lungo viaggio che mi ha portato in Libia, poi a Lampedusa, dopo ancora in una Casa di Accoglienza in Garfagnana, sui monti lucchesi, e infine nella Casa di Lunata, a Capannori”.

“Quando ero in Guinea nemmeno immaginavo che avrei lavorato nell’ambito della ristorazione – afferma -. Pensavo piuttosto che mi sarei occupato di commercio. Ho scoperto invece che il mondo culinario mi attraeva molto grazie al corso per cuochi che ho potuto frequentare grazie al progetto “Richiedenti professionalità”.

“Per circa due mesi ho avuto modo di partecipare gratuitamente a una serie di lezioni sia teoriche che pratiche incentrate sulla cucina italiana. Al termine ho potuto completare il mio percorso con un periodo di stage all’interno di una famosa pizzeria del territorio. Le cose sono andate molto bene: il lavoro mi attirava molto, imparavo in fretta. I proprietari e i colleghi si sono trovati bene con me e io con loro, al punto che hanno deciso di prolungare il mio tirocinio approfittando della possibilità offerta dalla Regione Toscana di attivare stage retribuiti della durata di 12 mesi”.

“Sono quindi rimasto nelle cucine della pizzeria per ancora un anno. Si è trattato di una fase importante per me, in cui ho consolidato quanto imparato, accumulato conoscenze nuove, acquisito i trucchi del mestiere. Mi sono fatto insomma una buona esperienza nel settore, proprio quello che ancora mancava al mio percorso professionale”.

“Terminato il tirocinio, il mio impegno e la mia dedizione sono stati premiati: ho potuto firmare un contratto che mi consentirà di proseguire nel mio lavoro per almeno un anno, con leventuale possibilità di un futuro rinnovo”.

Oury è soddisfatto del suo cammino. Lo si vede dallo sguardo sicuro, dalla fierezza con cui racconta le varie tappe del suo iter, sia lavorativo che, più in generale, di vita. “Adesso faccio un lavoro che mi piace, perfeziono la mia tecnica ogni giorno. Grazie a questa stabilità lavorativa, dunque a una certa indipendenza economica, ho potuto terminare il mio soggiorno nella Casa di Accoglienza e, assieme a due compagni conosciuti lì, sono potuto andare a vivere in un piccolo appartamento in affitto”.

“Tutti questi traguardi – ammette – li ho raggiunti grazie all’opportunità di formazione offerta sia a me che ad altri miei compagni dal progetto “Richiedenti professionalità”. Studiare, sviluppare capacità, acquisire conoscenze e metterle in pratica è infatti fondamentale per la crescita di un individuo, per la sua realizzazione personale. Odissea e So&Co mi hanno aiutato a farlo: il percorso che mi hanno proposto non solo mi ha permesso di imparare il mestiere di pizzaiolo, ma anche di scoprire una passione nascosta in me e che forse, altrimenti, non avrei mai scoperto”.

Ma la storia di Oury non è la sola prova tangibile della buona riuscita del progetto. La quasi totalità di esperienze lavorative andate a buon fine e la conseguente autonomia abitativa raggiunta dai soggetti coinvolti ne danno infatti ulteriore conferma.

“Richiedenti professionalità”, come lo stesso nome indica – dichiara Riccardo Bonetti, della cooperativa Odissea –, è nato con l’intento di sviluppare nei giovani profughi accolti in provincia di Lucca, nelle Case Accoglienza di Lunata e Boveglio, competenze e professionalità da spendere nel mondo del lavoro. I ragazzi sono dunque stati accompagnati in un percorso di integrazione fattivo e strutturato”.

“Abbiamo iniziato con uno studio preliminare sulle competenze pregresse dei richiedenti asilo e del mercato dell’occupazione nel nostro territorio, il tutto per riuscire a formulare proposte che tenessero legati i due aspetti. Sono stati diversi i corsi che abbiamo attivato e tra cui era possibile scegliere: dalla ristorazione all’edilizia, fino all’agricoltura. Con il supporto di una equipe multidisciplinare composta da un mediatore sociale, un mediatore linguistico-culturale, uno psicologo e un esperto del lavoro, è stato possibile collaborare con ogni singolo individuo, tenendo conto delle esperienze formative pregresse e delle attitudini personali”.

“Il progetto ha coinvolto anche una fitta rete di aziende e cooperative interessate a garantire stage retribuiti ai profughi, attraverso i quali creare vere e proprie opportunità non solo formative, ma anche di lavoro. È stato infine realizzato un monitoraggio in itinere che ha previsto incontri con i singoli soggetti della rete e ha consentito di valutare con questi i risultati conseguiti o ancora da conseguire, nonché le potenzialità rimaste inespresse”.

“Quasi tutti coloro che hanno preso parte al progetto – conclude Bonetti – sono riusciti a trovare un’occupazione e a raggiungere un’indipendenza economica che ha loro permesso di emanciparsi e terminare il soggiorno nella Casa Accoglienza che li ospitava”.

Risultati tanto positivi fanno pensare al futuro. A bollire in pentola è infatti un possibile prosieguo dell’iniziativa, per consolidare quanto raggiunto e per creare nuove professionalità.“Dall’esperienza fatta abbiamo imparato molto – conclude Bonetti – e siamo pronti a mettere in gioco quanto appreso in una progettazione futura che vada nella direzione di una sempre maggior integrazione e indipendenza dei nostri ospiti. Sarà sicuramente importante continuare a valorizzare al massimo le competenze dei singoli individui, cercando di favorire “quello che già c’è”, aiutandoli così a professionalizzarsi e sentirsi parte integrante del mondo del lavoro del nostro territorio. Al tempo stesso è fondamentale capire in quali settori sviluppare corsi che abbiano poi un certo riscontro “pratico” e formulare proposte non esageratamente teoriche, ma favorire la pratica e l’inserimento in stage che mettano in contatto aziende e richiedenti”.

E al futuro pensano anche i ragazzi che, come Oury, godono i frutti dell’impegno investito in questa partita, vinta con merito. “In futuro vorrei continuare a fare il pizzaiolo – confessa -, diventare sempre più esperto e capace. Spero di avere la possibilità di seguire altri corsi di formazione, per migliorare sempre di più”.

 

 

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