Dal Blog iromeni.com: Un’analisi del voto europeo/ La partecipazione politica dei cittadini romeni e l’ascesa dei movimenti nazionalisti

L’indomani delle elezioni europee e una volta ufficializzati i risultati, sono stati confermati i timori riguardanti la crescita della corrente anti -europeista all’interno del nuovo Parlamento Europeo. In molti paesi, il livello della partecipazione elettorale, alimentato da un calo di fiducia nelle istituzioni dell’UE, ha sfiorato i minimi storici.
Tuttavia, alcune categorie di elettori si sono dimostrati più attivi e interessati alle elezioni, malgrado, talvolta, le difficoltà burocratiche riscontrate. Gli elettori migranti romeni, presenti in Italia, sono un esempio degno di essere preso in considerazione per capire le dinamiche elettorali intra-UE e il grado d’interesse dei lavoratori presenti in altri paesi dell’Unione.
Sono 45.402 i cittadini romeni residenti in Italia, che si sono iscritti in tempo utile (entro il 24 febbraio) sulle liste elettorali aggiunte, per votare per i candidati italiani per il Parlamento Europeo. Nel 2009, il loro numero era di 28.467, quindi la crescita è evidente. Lo stesso interesse crescente è stato registrato per quanto riguarda la partecipazione elettorale presso le sedi messe a disposizione dalle autorità diplomatiche, per i cittadini che volevano esprimere la loro preferenza per i candidati romeni. Un numero di 3639  romeni presenti in Italia hanno votato per i candidati spettanti alla Romania. Ecco altri dati relativi alla partecipazione della  diaspora al voto per i candidati romeni: Spagna – 2292,  Francia – 2125, Belgio – 2078 ,  Germania – 1044, Gran Bretagna –  793,  Austria 756, Canada 485, Irlanda – 300, Danimarca – 115.
Come è andato il voto?
Riportiamo qui sotto la testimonianza di Adrian Bogdan, uno dei blogger romeni più attivi e seguiti in Italia. Ecco qui raccontata la sua esperienza.
“Oggi ho votato! Solo per le europee. Anche se come cittadino dell’UE avrei avuto il diritto di votare anche per l’amministrazione comunale, dove sono residente in Italia. Mi ero iscritto, sempre come la legge dice, prima della data di scadenza dell’iscrizione. Sono stato in comune più di una volta per iscrivermi. Prima perché dovevo portare la tessera elettorale romena e così dimostrare che io posso votare anche in Romania. Poi per rilasciare una dichiarazione sulla propria responsabilità che io sono un cittadino romeno con diritto di voto in Romania e quindi implicitamente anche qui. (non ho più trovato la tessera elettorale romena).
Pensavo fosse tutto a posto e che oggi ed io potevo votare tranquillamente. Invece sulla tessera elettorale che mi hanno dato, c’era scritto che posso votare solo alle europee e non alle amministrative. Motivo: Non avevo compilato il modulo d’iscrizione anche per le amministrative.
Adesso io sono una persona che, senza inutile vanto, crede d’intendersi abbastanza della politica e di queste cose.
E il pensiero che mi viene e diretto: ma se per me è stato assai complicato, e dovuto a una burocrazia vile alimentata dall’indifferenza dell’addetto comunale che mi ha fatto compilare quel modulo d’iscrizione (solo quello per l’europee), mi è comunque impedito di esercitare un mio diritto, allora moltissimi altri romeni come me in Italia, come mai potrebbero fare per esercitare questo loro diritto?
Cioè, chi è tra loro chi avrebbe pazienza e la forza per lottare con un apparecchio burocratico mostruoso come quello italiano, solo per votare?
“Vivo in Italia, mi sembra normale votare per i candidati italiani”, ci ha dichiarato in seguito Adrian Bogdan. “Perché è importante il voto? Perché, prima di tutto dimostri a te stesso che hai gli stessi diritti degli altri! Altrimenti, puoi solo lamentarti della mancanza di diritti. In molti li pretendono ma fanno ben poco per ottenerli. Purtroppo, in alcuni casi, ci vorrà la presa di coscienza da parte delle seconde generazioni, per vedere un cambiamento”.
Anche Adrian Chifu, consigliere romeno eletto per un secondo mandato nel comune di Verbania, considera che è importantissimo partecipare al voto.  “Purtroppo, due terzi dell’elettorato è spettatore passivo nel processo elettorale. E’ molto importante cosa fanno i politici per noi a Bruxelles, indipendentemente dal loro schieramento politico. Di destra o sinistra, importante è che i nostri interessi siano rappresentanti”.
Abbiamo chiesto a uno dei più attenti osservatori del fenomeno elettorale europeo, Doru Frantescu, di fare, insieme a noi, un’analisi dei recenti cambiamenti post – elettorali.
Doru Frantescu è direttore del VoteWatch Europe, organizzazione con sede a Bruxelles che analizza il processo decisionale europeo.
Il voto di ognuno è stato utile, perché, in mancanza di questi voti, è molto probabile che le forze nazionaliste avrebbero avuto risultati di gran lunga migliori. Di conseguenza, avrebbero avuto più probabilità di agire direttamente sulle politiche centrate su una minore accoglienza dei cittadini UE, anche romeni, che risiedono e lavorano in un altro paese dell’Unione”.
vweAnche se il numero dei cittadini migranti che votano alle europee ha registrato un leggero aumento, Frantescu considera che ancora non si è raggiunto un livello di rappresentatività adeguata: “Credo che non si usa abbastanza una buona possibilità di avere più rappresentanti al livello delle minoranze e/ o degli immigrati nella politica, tenendo conto del fatto che il requisito è soltanto quello di avere la residenza del paese adottivo, non necessariamente la cittadinanza.
Considero che è un peccato che non ci sia nemmeno un parlamentare romeno eletto in Spagna o Italia, visto che lì vivono le più numerose comunità di cittadini romeni all’interno dell’UE.
Posso fare l’esempio di comunità molto meglio organizzate: la comunità musulmana è riuscita, per esempio, a mandare i suoi rappresentanti nel Parlamento Europeo in più stati membri”.
Frantescu lancia anche un segnale di allarme: “Sarebbe importante accrescere il grado di partecipazione politica, soprattutto perché i partiti che militano per porre dei limiti ai fenomeni migratori intra UE hanno ottenuto un numero maggiore di posti nel PE e di sicuro cercheranno di introdurre o chiedere nuove misure restrittive”.
Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi sei mesi?
“I prossimi sei mesi della nuova legislatura saranno, presumibilmente,  molto agitati, la questione dell’immigrazione sarà probabilmente presente più del solito sull’agenda politica europea. Anche se le forze pro – europeiste continuano ad avere la maggioranza, ci sarà una pressione da parte dei gruppi nazionalistici, e questa pressione si rifletterà anche sulle politiche dei governi degli stati membri”.

Miruna Cajvaneanu, Roma, 16 giugno 2014

http://www.iromeni.com/2014/06/unanalisi-del-voto-europeo-la.html

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *