Badolato(CZ): I sogni e la passione dell’allenatrice Ana Negoi

Si chiama Ana Negoi Marina Alexandra, ed è l’allenatrice della squadra di pallamano “CS Meta 2 Badolato”, che nel campionato nazionale di serie A2 di quest’anno, si è aggiudicata la seconda posizione.

Ana Negoi, giocatrice e allenatrice.

Ana Negoi, giocatrice e allenatrice del CSM Badolato.

Ha 29 anni e vive in Italia da 8, giocava per questo sport dall’età di 9 anni prima in Romania e adesso, da 5 anni a questa parte, a Badolato, un comune della provincia di Catanzaro, prima come giocatrice, poi dopo 3 anni ha iniziato anche come allenatrice della sua squadra, e della squadra di bambini under-12 nello stesso Comune.

Prospettive altre: com’è iniziata la tua esperienza nella “CS Meta 2 Badolato”?

Ana Negoi: quando sono arrivata, 5 anni fa, era come giocatrice, dopo qualche anno, l’allora allenatrice della squadra se ne dovette andare e mi hanno proposto di subentrare al suo posto.

P.A.: quest’anno siete arrivate seconde in classifica nel campionato nazionale serie A2, un soffio dal passare in A1…

A.N.: si…la serie A2 dove abbiamo militato era divisa in 3 e le prime classificate avevano la possibilità di salire nella categoria massima che sarebbe l’A1, è ovvio che se dovessimo arrivare prime avremmo questa possibilità, anche se abbiamo già fatto questa esperienza 3 anni fa ed è stato molto difficile visti i costi alti e le spese che si dovevano affrontare. Per un paese così piccolo è impossibile una cosa del genere se non hai sponsor forti che ti aiutano.

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P.A.: i finanziamenti servono a cosa precisamente?

A.N.: i soldi servono per le gare, le trasferte, per l’acquisto di giocatori forti e soprattutto per avere un palazzetto regolamentare che noi non abbiamo. Quindi quando eravamo saliti in A1 alla fine siamo stati retrocessi  perché non avendo  mezzi economici è stato difficile stare al passo e dover sostenere tante spese in una volta. Attualmente il palazzetto dove noi giochiamo non è regolamentare per la serie A1, poiché è di 36m x 18m mentre le misure richieste sono 40m x 20m, ma nella serie A2 non sono obbligatorie queste misure e quindi possiamo giocare anche qui, invece allora giocare in casa significava spostarci ogni volta a Pentone in Sila.

P.A.: quindi è giocare per restare perennemente in A2?

A.N.: finché non si sono sponsor forti non ci pensiamo minimamente di passare in A1. Ma non si gioca solo per questo, si gioca per far crescere il nostro settore giovanile e perché siamo l’unica squadra calabrese che milita in un campionato così alto, inoltre è anche una bella soddisfazione per noi far crescere la nostre bambine e portarle avanti in questo sport. La nostra società offre la possibilità di praticare uno sport bellissimo e crescere tanto come persone e come atlete.  Quindi una Società seria in un paese di 3000 abitanti.

P.A.: avete provato a chiedere alla Regione di incentivarvi?

A.N.: La nostra società fa di tutto per mantenere vivo questo sport a Badolato e vista la scarsità di sponsor ha anche provato a chiedere tempo fa dei finanziamenti alla Regione, e per una sola volta in tanti anni di attività volevano darci 300 euro.

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P.A.: attualmente come vi finanziate quindi?

A.N.: una parte viene dal Comune, abbaimo qualche sponsor e poi ci sono forme di autofinanziamento.

P.A.: come viene visto questo sport a livello nazionale? C’è tanta gente che vi segue?

A.N: la pallamano non è uno sport molto conosciuto in Italia, in pochi sanno cos’è questo sport e come si gioca. Però qui a Badolato abbiamo un bel pubblico che ci segue. Anzi devo dire che sono contenta  che in questi 5 anni abbiamo conquistato un pubblico sempre più numeroso, e giocare in un palazzetto sempre pieno o quasi pieno ti aiuta tantissimo e dà tanta carica.

P.A: hai giocato anche in Romania. Li invece, com’è l’approccio verso questo sport? Volendo fare un confronto tra i due paesi qual’è la tua considerazione?

A.N.:  in Romania la pallamano si gioca a livelli professionisti, è molto conosciuta e seguita,  è molto diverso da qui, diciamo che è come il calcio.

P.A.: invece come va per la squadra under-12?

A.N.: proprio quest’anno ho cominciato ad allenare un gruppo di bambine dai 6 ai 9 anni quindi una novità e per adesso niente campionato perché troppo piccole. Invece le under-14 giocano nel campionato regionale ma sono pochissime squadre quindi non sappiamo contro chi giocare. Quest’anno hanno giocato solo contro il Lamezia andata e ritorno almeno 7 volte e non è bello. Ma a volte le convoco nella squadra dei grandi e fanno belle esperienze con noi.

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P.A.: per quanto riguarda la Nazionale di pallamano che mi dici?

A.N.: le migliori giocatrici del campionato sono selezionate, sono seguite a livello federale e sono scelte, ci sono anche tante straniere naturalizzate. Io non potrei giocare perché non ho ancora la cittadinanza italiana. Ancora non posso fare richiesta perché ci sono dei limiti di reddito che io ancora non raggiungo.

P.A.: quali sono i tuoi obiettivi adesso e quali i tuoi propositi come allenatrice per l’anno prossimo?

A.N.: sinceramente voglio giocare ancora perché amo questo sport e ho dedicato la mia vita a praticarlo, poi sicuramente far crescere i nostri settori giovanili e al più presto farli giocare nella serie A2 e divertirci ancora con questo bello sport. Per quanto riguarda i propositi per l’anno prossimo, il campionato è cambiato quindi la serie A2 si trasforma in una seconda divisione dove le migliori squadre delle serie B gareggeranno insieme a noi, quindi è tutto da capire come si svolgerà. Ma sicuramente come sempre l’importante è fare un bel campionato, di arrivare primi se si può e di far giocare tutte le ragazze perché solo facendo loro fare queste esperienze le faremo crescere.

 

 

 

 

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