Prato: Elezioni, seconde generazioni e sogni di cambiamento

Questa domenica ci sono state le elezioni europee e anche, in alcuni comuni, quelle amministrative. Molti, convinti di fare la scelta migliore, avranno scelto quello meno lontano dai propri ideali. Molti altri invece avranno preferito starsene a casa, andarsene al mare, pensando che il loro voto non avrebbe cambiato l’Italia ormai in declino, governata da politici inaffidabili, corrotti e sporchi.

MArco Wang

MArco Wang

In Toscana qualcosa ha invece scosso le elezioni amministrative. Qualcosa ha attirato l’attenzione di quella parte d’Italia fino ad oggi non rappresentata: le seconde generazioni.
Agli immigrati non è mai stato dato il diritto di voto. Il timore è che possano essere facili marionette di burattinai corruttori e corrotti della politica. La motivazione sarebbe riconducibile alle loro lacune culturali che non permetterebbero loro di essere obiettivi sulla scelta di voto. Ma la verità è che scarsamente il tema sul diritto di voto ha toccato gli immigrati, perché in tutti questi anni non sono mai stati realmente rappresentati. Sono stati oggetto di discussione, di campagna elettorale, ma mai figure determinanti di scelte politiche. Così gli anni sono trascorsi finché le seconde generazioni non si sono fatti avanti, inizialmente sull’arena sociale, oggi anche in politica.

A Campi Bisenzio quest’anno è salito in carica Angelo Hu, anni 20, come consigliere comunale sotto lista SEL. A Sesto Fiorentino, sotto la lista civica a sostegno della candidata sindaco Sara Biagiotti, PD, è stata nominata Lili Zheng, anni 37, ma a far più clamore che mai è stata la candidatura di Marco Wong, anni 51, per Prato.
Candidato consigliere sotto la lista SEL, a sostegno del candidato sindaco Matteo Biffoni (PD), Marco Wong si è riproposto, ma questa volta decisamente più convinto. Per la città si è fatto vedere, sui giornali si è parlato di lui, per la strada si è parlato di lui, sui social-network, sulle chat di gruppo non sono mancati citazioni sulla sua persona.
Ci sono state le solite minacce di morte, inviti a tornare nel suo paese (che purtroppo o per fortuna è l’Italia), inviti a fare politica nel suo paese, offese, insulti. È stato l’unico candidato consigliere a presenziare un dibattito tra candidati sindaci di Prato, assistendo all’amaro scenario di chi la sparava più grossa contro i cinesi: “Faremo più controlli alle aziende cinesi” e ancora “Loro ne faranno di più, ma noi li faremo anche di notte”.

La maggior parte dei ragazzi di seconda generazioni o forse quelli di terza generazione, per quanto in possesso di cittadinanza e quindi di diritto di voto, non si sono mai sentiti chiamati in causa, fino ad oggi. In molti sono accorsi a recuperare la propria tessera elettorale, in molti hanno chiesto informazioni sulle modalità di voto e scelta del proprio candidato. In molti questa domenica 25 maggio 2014 sono accorsi alle urne. Il numero preciso non è dato ancora saperlo, ma positive sono le vibrazioni.

Con la vittoria stracciante del candidato PD Matteo Biffoni, segnata dal 58,19% dei voti, più del doppio rispetto a R. Cenni, ormai ex sindaco di Prato, resta solo da attendere la nomina dei consiglieri.
Le liste più votate sotto Biffoni sono in ordine: lista PD con il 46,81% dei voti, seguita dalla lista civica “Con Matteo Biffoni per Prato”con un 6,31% e solo al terzo posto lista SEL con un 2,52%.

Benché Marco con soli 235 voti, non sia riuscito a raggiungere la soglia, a nome di tutti i suoi sostenitori, Marco ha vinto comunque: non si è arreso alle minacce, non si è abbassato agli insulti, con serietà e simpatia è andato avanti cercando di raggiungere quella meta chiamata speranza per Prato. Quella speranza di poterla non cambiare, ma migliorare. Seguendo la strada della positività percorsa ancora da persone in gamba, ma soprattutto da persone che comprendono il motivo della sua candidatura.

Malia Zheng

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