incontro con Wajdi Yousfi, una “faccia bella” dell’immigrazione

Ormai siamo abituati a leggere notizie che parlano di immigrati assassini, di clandestini spacciatori, di stranieri pericolosi ecc.
Nel 59% dei casi, la cronaca nera viene “etnicizzata”. Son sempre più i titoli, anche da prima pagina, che fanno riferimento alla nazionalità del protagonista di una determinata notizia di cronaca nera.
Queste notizie non solo generalizzano ed infangano gli immigrati, ma spesso e volentieri vengono strumentalizzate e storpiano la realtà dei fatti, causando così un forte disprezzo da parte delle comunità autoctone.
Nessuno parla invece di coloro che si sono rialzati, degli tanti ex clandestini che ce l’hanno fatta, dei tanti imprenditori immigrati che sono riusciti a resistere alla crisi grazie ai loro sacrifici e alla loro tenacia, che con il loro lavoro aiutano la crescita economica di questo paese e spesso e volentieri garantiscono un posto di lavoro anche a tanti italiani.

Stufo di sentire parlare sempre male degli immigrati, ho voluto raccontare la storia di qualcuno che ci ha messo la faccia, nel vero senso della parola, di qualcuno che non si vergogna di dire di essere tunisino e di appartenere al mondo arabo.

E’ la storia di Wajdi, giovane fotomodello che studia e lavoro a Firenze.

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