Novità interessanti in campo legislativo

Si segnalano una serie di i novità rilevanti nel campo della migrazione. Si tratta, per lo più, di riforme che aspettavamo da tempo e che più volte sono state sollecitate sia da associazioni che si occupano di stranieri, sia da questi stessi. E’ interessante notare, tra l’altro, come avvengono tutte successivamente al ritiro della delega e al superamento del Ministero per l’Integrazione. Ma vediamole con ordine.

Social Card per tutti.

La più rilevante è sicuramente quella che prevede, finalmente, la così detta Social Card anche per gli stranieri. In questo caso, più che di una novità legislative, si potrebbe parlare di una novità amministrativa o di mera attuazione. Seppure la legge prevedeva, almeno da dicembre 2013 il diritto degli stranieri a beneficiare della Social Card, gli enti che dovevano inoltrare la domanda (in questo caso, Poste e Inps) non avevano ancora predisposto il sistema per accogliere le richiesta da parte di chi non era cittadino europeo. Scoglio marginale ma insuperabile, almeno fino a Martedì 8 aprile. Da Martedì, quindi, il diritto è esteso anche al cittadino straniero in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Ne potrà beneficiare chi ha più di 65 anni e i genitori di figli che hanno meno di 3 anni.

Autisti “stranieri”

Cade inoltra, sempre ad Aprile, un altro divieto che aveva destato tanto scalpore ed interesse: l’esclusione dei cittadini non comunitari dai lavori di autista del trasporto pubblico. Aggrappandosi a una norma corporativa degli anni 30 che prevedeva espressamente il possesso della cittadinanza italiana per i lavoratori di trasporto pubblico, sia in ferrovie sia in strada, tantissime imprese di trasporto pubblico avevano sbattuto la porta in faccia a chi aveva fatto richiesta di lavoro senza avere la cittadinanza italiana. Norma formalmente superata già nel lontano 1998 quando era stata riconosciuta la parità tra lavoratori italiani e stranieri, ma mai pienamente realizzata in quanto aveva trovato l’ostacolo delle aziende che si rifiutavano di assumere. A fare chiarezza arriva il decreto legislativo n. 24 del 4 marzo 2014 che finalmente abroga, anche formalmente, questa distinzione permettendo, di fatto, ai lavoratori non comunitari che abbiano i necessari requisiti, la possibilità di lavorare nelle imprese di trasporto pubblico.

Prevenzione della tratta di esseri umani

L’ultima novità riguarda alcune modifiche che suonano come promesse future e che attuano la direttiva 2011/36/UE in merito alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime. Entro settembre 2014 il parlamento dovrà creare specifici programmi di assistenza e inserimento sociale a favore delle vittime, spesso colpevolmente dimenticate.

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