genova: “Superarsi”, storie di migrazioni

Superarsi«Io vedo tante famiglie che si stanno superando, che si stanno comprando la loro casetta, i loro appartamenti. Io ho conosciuto diverse ragazze che si sono comprate il loro appartamento. Lo stanno pagando con il mutuo. Superarsi è un punto a tuo favore quando esci dal Perù».

Da questa breve e anonima testimonianza si può immaginare un mondo vissuto da un migrante: dal desiderio di partenza, al momento dell’arrivo e poi la dura realtà oltre i confini. E da questo racconto nasce “Superare se stessi”, il titolo della mostra di voci migranti tra Europa e America, inaugurato al Castello d’Albertis visitabile fino a domenica 27 aprile. «Le frasi raccolte sono state scelte all’interno delle testimonianze orali custodite dall’associazione AREIA (Audio-archivio delle Migrazioni tra Europa e America Latina,) – spiega Fulvia Zega – . Le testimonianze riguardano due flussi migratori importanti, quella dall’Europa verso l’America Latina nell’800 e quella più recente verso il vecchio continente. Ma anche quella interna ai paesi latinoamericani e intercontinentale».

Superarsi2In una quarantina di pannelli, non si trovano immagini bensì parole, da spargere nell’aria al di fuori di ogni confine come i ciuffi di un soffione, simbolo dell’associazione Areia. «La mostra è un progetto nato da alcuni anni, a cura dalla professoressa Chiara Evangelista – continua Zega, socia Areia – . Queste frasi rappresentano la molteplicità dei tempi e dei percorsi fatti da chi è migrante. Diversa dal solito, sì, perché il momento centrale sono le parole e non l’immagine».

L’esposizione propone anche una serie di oggetti rappresentative di alcune frasi. «Da dieci anni facciamo un laboratorio dove ricercatori e non, si riuniscono per approfondire e discutere sulle diverse sfaccettature del mondo dell’emigrazione e la storia in generale – aggiunge Zega – . L’anno scorso abbiamo compiuto un anno e per celebrarlo è stato girato un video, a cura di Maria Elena Buslacchi».

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