L’Italia cambia … e l’informazione?

giornalismo-socialeTorino – Giovani di origine straniera dentro le redazioni: è così che l’informazione mainstream può davvero cambiare volto. Si è rivelata giusta la previsione dell’Associazione Nazionale Stampa Interculturale: per un giornalismo che sia fotografia fedele e non distorta dell’Italia che cambia serve una ventata di freschezza interculturale che soffi prima di tutto all’interno delle testate. A dimostrarlo (almeno a chi ancora non ne fosse convinto) la buona riuscita dei tirocini retribuiti promossi dall’Ansi e finanziati dall’Open Society Institute, da poco conclusi.

Fatima, Lucia e Paulina: scelte tra oltre 160 candidati, sono state loro le protagoniste degli stage trimestrali promossi all’interno del progetto europeo “Strengthening Ansi”. Ad ospitarle “La Repubblica” di Firenze e l’agenzia stampa “Redattore Sociale”, nelle sue sedi di Roma e Capodarco. Le ragazze, tutte con un bagaglio di esperienza giornalistica alle spalle, soprattutto in redazioni di media multiculturali, si sono messe alla prova proprio laddove l’informazione prende forma, prima di rimbalzare in rete o finire sulla carta stampata.

Quella che le ha viste protagoniste in questi mesi è stata una prova non facile: non è infatti stato semplice da parte loro inserirsi in contesti altamente professionalizzati, in cui i tempi sono veloci e il lavoro da svolgere molto e complesso. Ma, ad ogni modo, a detta loro, ma anche di chi è stato loro collega, si è trattato di esperienze profondamente formative. Si è infatti rivelata una bella sfida per le giovani cercare di far sentire la propria voce all’interno delle testate ospitanti, portando così il proprio contributo e il proprio punto di vista. È stato d’altra parte un esperimento nuovo e interessante per le redazioni coinvolte quello di confrontarsi sul posto di lavoro con giornalisti, o aspiranti tali, portatori di un background e di prospettive diversi dai propri.

Se le difficoltà ci sono state, certo non hanno spaventato, anzi. Era proprio questo proficuo corto circuito quello che Ansi voleva innescare. Fatima, Lucia e Paulina sono state tre piccoli semi di cambiamento che certo non possono far vinta la battaglia, ma che ne mantengono viva la forza e il significato. Il tutto in un panorama nazionale che sul tema si sta mostrando in movimento.

“In questi mesi abbiamo partecipato alle tipiche attività di redazione – affermano le tirocinanti -: da quella di desk alla redazione di articoli, dalla partecipazione a conferenze stampa alla redazione di comunicati, fino alla gestione di una web radio per Redattore Sociale”. Un’esperienza a 360 gradi, dunque, che ha permesso alle stagiste di acquisire competenze settoriali basilari e ha offerto loro l’occasione di poter toccare con mano tutte le fasi del processo informativo, dal confezionamento della notizia alla sua diffusione.

E anche se tre mesi passano in fretta, il segno che lasciano rimane comunque indelebile nel tempo. La presenza, seppur temporanea, delle stagiste del progetto “Strengthening Ansi” ha infatti aperto il confronto e il dibattito in redazioni altrimenti avvezze a misurarsi con la diversità culturale solo come tema da trattare e non come realtà presente al proprio interno. Tutto questo ha comportato qualche cambiamento, seppur timido, nell’approccio delle testate a fatti, questioni o dibattiti legati a tematiche relative a immigrazione e intercultura.

“La mia presenza – afferma Fatima Khachi – era alquanto inusuale per una redazione nazionale come quella di Firenze. Inizialmente ci sono state curiosità e domande sulle mie origini, sul mio percorso di studi e professionale. È capitato che il direttore abbia chiesto la mia opinione riguardo a fatti che hanno coinvolto cittadini stranieri, considerandomi per il mio background e la mia esperienza professionale e associativa una esperta di immigrazione”.

“Su alcuni temi specifici come ius soli, fenomeno migratorio e seconde generazioni sono stata direttamente interpellata – spiega Lucia Ghebreghiorges, stagista presso Redattore Sociale, nella sede di Roma -. I colleghi hanno voluto conoscere il mio punto di vista su simili aspetti, attingere alle mie conoscenze e accogliere il contributo che potevo apportare, feed back che altrimenti difficilmente avrebbero potuto avere”.

Quello dei tirocini è stato dunque un piccolo passo. Il cammino da compiere prima di poter arrivare a un profondo mutamento di prospettiva dell’informazione mainstream è però ancora lungo. Come infatti afferma Fatima, tirocinante di “La Repubblica”, non è semplice scardinare i cliché e cambiare radicalmente alcuni degli approcci più stereotipati adottati dai media per la trattazione di determinate tematiche.

“Le volte in cui capitava di dover affrontare il tema dell’immigrazione – ammette Fatima -, emergeva sempre il solito modus operandi: se il delinquente è di origine straniera si specifica l’origine, altrimenti no. Ogni tanto, però, ho notato che la mia presenza faceva sì che simili atteggiamenti venissero evitati”.

“Questa nostra prima esperienza di tirocini realizzati in testate giornalistiche – conclude la presidente di Ansi, Viorica Nechifor – si è rivelata davvero positiva. Innanzitutto è stata importante e significativa la massiccia risposta che abbiamo ricevuto – oltre 160 candidature da tutta Italia -: segnale lampante che su tutto il territorio nazionale sono presenti tantissimi giovani di origini non italiane con un altissimo livello di istruzione e tanta voglia di mettersi in gioco nel campo dell’informazione”.

“In merito allo svolgimento degli stage – continua -, i bilanci di questi mesi mi rendono molto ottimista. Le tre tirocinanti sono uscite da questa esperienza a testa alta, le redazioni ci hanno dato ottimi feed back, mentre dalle aule più prestigiose escono dei nuovi professionisti capaci di raccontare a più voci un’Italia che cambia”.

“E i segnali timidi, ma decisivi, di questo Paese che cambia – conclude Nechifor – provengono anche dalle piccole grandi vittorie di questi ultimi giorni. Dopo la grande soddisfazione per il parere espresso dal Ministero di Giustizia, che riconosce ufficialmente abrogata la norma dell’articolo 3 sui direttori responsabili esclusivamente italiani, siamo alle battute finali con la registrazione della nostra testata “Prospettivealtre.info“, guidata da una direttrice responsabile non italiana. Manca poco per veder comparire il nome del nostro portale tra quelli riconosciuti dal Tribunale di Torino, dove stiamo procedendo con l’iter ufficiale richiesto. Dunque ancora un po’ di pazienza e di fiducia: il giorno stesso in cui anche questa vittoria sarà intascata, i lettori di Prospettive Altre saranno i primi ad esserne informati”.

 

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