Sami Ariaz: esprimere la creatività a tutti i costi

Sami Ariaz

Sami Ariaz

È un giovane artista peruviano, rimango colpita dalle sue opere un po’ audaci e disinibite alcune, altre che rimandano a tempi antichi, quel bianco e nero che a volte quasi riflette un sottofondo di colori; insomma decido di chiamarlo, voglio sentire la sua storia e capire che cosa lo ha portato in Italia.

Lui è Sami Ariaz, classe ’82 e si definisce un artista figurativo, dopo le prime presentazioni mi dice subito: “questa chiamata sembra essere un segno, solo qualche settimana fa avevo perso tutto, casa, lavoro, ragazza e mi sono trovato all’improvviso a vivere per strada”.  Sono ancora più incuriosita, una curiosità che si accentua al sentire quella sua voce serena e molto simpatica, che mi spinge a voler capire un percorso artistico sviluppatosi in uno dei scenari non dei più facili.

Arriva in Italia, precisamente a La Spezia, a 17 anni seguendo la mamma, che è colei che lo conduce verso la tela; attualmente vive a Genova,  ha studiato tre anni  all’Accademia di Belle Arti di Carrara e due anni di specialistica all’Accademia ligustica di Belle Arti di Genova, dove è stato scenografo dell’opera teatrale “Arguedas” nel Teatro Akropolis, ha fatto il disegnatore, fotografo, storyboarder. Ha esposto presso la Galleria San Lorenzo di Milano, la Renzo Spagnoli di Firenze, alla Mostra Collettiva Made in Italy nel chiostro del museo di Sant’Agostino a Genova. Queste solo alcune delle sue esprienze.

Attualmente, dice, è difficile fare carriera artistica, occorre avere i giusti agganci in questo campo, qualcuno che possa investire su di un artista affinché arrivi ad esporre nelle più grandi gallerie. Vorrebbe poter esplorare meglio l’Europa ma non lo aiuta il fatto di essere cittadino peruviano, perché si è condannati ad essere esclusi a prescindere dall’entrare in alcuni territori europei, a causa dei numerosi traffici di droga di cui sono rei alcuni trafficanti del Perù. Ma nonostante tutto mi dice: “io continuo a produrre, lo faccio perché altrimenti mi si spegnerebbe l’unica luce che vedo in fondo al tunnel. […] ho avuto un momentaccio, ma attualmente sono apposto, mi arrangio con un altro lavoro, però ho il problema imminente della scadenza del permesso di soggiorno”.

dipinto 2Non faccio a meno di pensare che la cosa non mi stupisce, per quanto nel momento in cui ti ritrovi a viverla è bilico e disperazione: trovare qualcuno che ti faccia uno straccio di contratto di lavoro o sennò è la fine di tutto, per lui sarebbero stroncate le possibilità di fare carriera artistica e costituirebbe la perdita degli affetti più cari. Però traspare chiara la sua volontà di fare di tutto per difendere il suo sogno:  trovare un lavoro, qualsiasi lavoro, che gli permetta di finanziare la sua produzione artistica; questo gli consentirebbe di poter avere un numero di opere abbastanza consistente e di qualità da presentare ai più importanti galleristi, ed avere qualche possibilità di essere preso in considerazione per effettuare una mostra come si deve, cosa che gli permetterebbe di accedere al desiderio più grande: esporre nelle più grandi e prestigiose gallerie d’arte d’Italia ed essere così un artista apprezzato e realizzato.

Oggi a distanza di un paio di mesi è riuscito a rinnovare il suo permesso di soggiorno ed è a Parigi, con l’intimo auspicio che possa trovare la strada della svolta.

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