“Comunitari alle urne?”: risponde l’Ambasciata della Romania

La Romanìa dal 2004 è membro della NATO e dal 2007 membro dell’Unione Europea. Secondo i dati del 2012 la popolazione è di 20.121.641 abitanti. Negli ultimi anni la Romania è stata soggetta a forte migrazioni sia al suo interno sia verso l’estero; infatti la Romania con oltre 2,5 milioni di residenti in un altro Stato Membro dell’Unione Europea si è confermata nel panorama europeo come la collettività maggiormente propensa alla mobilità interna intercomunitaria. Sono poco più di 1 milione di persone di cittadinanza romena risiedere in Italia. Il maggior concentramento di queste è nella città di Torino e dintorni, si tratta attualmente di poco più di 46 mila persone, costituendo più del 50% delle persone provenienti da diversi paesi presenti su questo territorio.

Le motivazioni di questi numeri così sbilanciati tra di loro possono essere tanti; disinteressamento politico, un percorso elettorale nel paese d’origine che non si è dimostrato sempre fedele al consenso elettorale, la qualità elettorale sempre più degenerata e meno attraente in Italia, gli ostacoli burocratici e forse anche una forte disinformazione. Per questa ultima opzione avevo provato a sentire i pareri delle persone provenienti dalla Romania nel cuore di Torino qualche giorno prima. La maggior parte sapeva vagamente di avere il diritto al voto ma non aveva delle idee chiare su come ottenere le carte necessarie per esercitarlo, quando e dove. Dunque ho deciso di sentire qualcuno dall’Ambasciata di Romania di Roma per capire se anche le autorità diplomatiche romene fossero al corrente di questo fenomeno e quali fossero le loro riflessioni e gli eventuali sforzi per migliorare la situazione. Ci è stato chiesto di mandare le domande via mail e dopo alcuni giorni ci sono arrivate le risposte.

 

Ambasciatore Constantinescu

Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario S.E. Sig.ra Dana-Manuela Constantinescu

Prospettive Altre: Avete delle informazioni relative al livello di consapevolezza dei/delle cittadini/e europei/e presenti in Italia per quanto riguarda i loro diritti politici?

Ambasciata della Romania: Il livello di informazione dei cittadini romeni in Italia è basso. In ogni caso, questo aspetto ha poca rilevanza per quanto riguarda la mancanza di coinvolgimento dei cittadini romeni nella vita civile, essendo tutto dovuto più a un’approccio principalmente reattivo, che proattivo verso la vita politica.

 

P.A.: I dati emersi e gli studi realizzati su questo tema dimonstrano che c’è un basso livello di partecipazione dei/delle cittadini/e sia alle elezioni europarlamentare, sia a quelle locali. Condividete questa valutazione?

A. d. R.: L’Ambasciata non possiede i mezzi necessari per accedere alle statistiche sulla partecipazione dei cittadini romeni alle elezioni amministrative in Italia. Inoltre, non abbiamo dati sulla partecipazione dei romeni presenti in Italia alle elezioni del Parlamento europeo tenutesi nel 2009. Per quanto riguarda i processi elettorali relativi alla Romania tenuti nei seggi romeni organizati in Italia risulta che la percentuale di coloro che esercitano il loro diritto di voto ammonta a 1-2% dei romeni presenti in Italia.

 

P.A.: C’è una mancanza di interesse da parte delle persone romene, a quale motivo è dovuto questo fatto?

A. d. R.: Per quanto riguarda la partecipazione dei romeni alla vita politica in Italia, che sappiamo che è bassa, è dovuta al fatto che i lavoratori romeni si concentrino principalmente sulle questioni legate all’attività lavorativa.

 

P.A.: Quali sono le istituzioni che dovrebbero combatere contro questo fenomeno?

A. d. R.: Tengo a sottolineare che l’atto di stimolare il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica non subentra nelle competenze dell’Ambasciata. Tuttavia, le autorità romene presenti in Italia, tramite il dialogo che hanno costruito con la comunità romena in Italia, con le associazioni e con la stampa in lingua romena in Italia, hanno creato uno spazio pubblico di discussione sul tema, hanno spiegato i vantaggi pratici sul piano economico e sociale per esprimerele opzioni politiche sia nello stato ospitante, che nel contesto europeo.

L’Ambasciata ha fornito informazioni sugli aspetti pratici del processo di voto: abbiamo sottolineato la necessità di avere sempre dei documenti di identità romeni e italiani validi; abbiamo indicato le istituzioni italiane competenti per il processo elettorale, i dati-limite per la registrazione sulle liste elettorali, le condizioni di eleggibilità ecc.

 

P.A.: Secondo voi il diritto di voto dei/delle cittadini/e romeni/e alle elezioni europarlamentari rappresenta una misura favorevole per promuovere il concetto di cittadinanza europea?

A. d. R.: Ovviamente, così come succede a livello nazionale, il diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo è una parte integrante fondamentale della cittadinanza. Per i cittadini europei residenti in un altro paese membro dell’UE è molto importante capire che, esercitando il diritto di voto, hanno l’opportunità di decidere su una serie di diritti che li spettano nel nuovo paese di residenza. Nel contesto dell’aumento dei partiti con una visione scettica sui principi comunitari fondamentali, una bassa affluenza alle urne può influire sulla restrizione dei diritti.

 

P.A.: Quali sono i principali ostacoli che i/le romeni/e devono affrontare nella registrazione sulle liste elettorali supplementari in Italia?

A. d. R.: In questo momento, il processo d’iscrizione sulle liste elettorali per candidati italiani e di ottenere la tessera elettorale discrimina tra cittadini italiani e citadini comunitari, dato che esso richiede un maggiore numero di formalità, quindi un livello di coinvolgimento superiore da parte loro.

 

P.A.: Quali aspetti potrebbero avere un effetto positivo sulla loro partecipazione alla vita politica? L’appartenenza ad una organizzazione, ad un sindacato ecc.?

A. d. R.: E’ fondamentale parlare di più di questo tema. Come accennato prima, l’Ambasciata ha aperto il dibattito su questo argomento tramite i media in lingua romena in Italia.Il tema è sempre presente nell’agenda degli incontri tra l’Ambasciata e le associazioni romene presenti in Italia.Considerando la specificità della comunità romena in Italia, la diffusione dell’informazione e la stimolazione del coinvolgimento si deve fare in modo capillare. Oltre questo aspetto, data la prevalenza del lavoro tra le priorità dei lavoratori romeni in Italia, i sindacati sono un canale di comunicazione su questo tema, ma evidentemente non forniscono una copertura sufficiente.

 

P.A.: Quali sono i principali fattori che possono influire sul coinvolgimento politico?L’età? Sesso? Il livello di istruzione? Il contesto familiare? La situazione politica nel paese di origine?

A. d. R.: Prima di tutto conta avere la convinzione che il coinvolgimento personale di ognuno può contribuire a una buona gestione dei problemi della communità. Del resto, il coinvolgimento sul piano politico è una scelta personale e dipende dal livello della formazione civica ricevuta e dall’esperienza personale di ciascuno.

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