Torino: Ribka Sibhatu e la tragedia del popolo eritreo

ribka002Ribka Sibhatu è una scrittrice di origini eritree, nata ad Asmara nel 1962. Dopo vari episodi di repressione e di prigionia sia dal regime etiope, nel 1985 parte verso la Francia per arrivare poi in Italia. Laureata in Lingue e Letteratura all’Università La Sapienza di Roma. Scrittirice, ricercatrice e studiosa di poetica orale dell’Eritrea e animatrice di laboratori e di conferenze, gira tutta l’Italia per parlare della tragedia che vive il popolo Eritreo.

Arrivata a Torino il 16 marzo scorso, Ribka ha partecipato a due iniziative. La prima, organizzata dalla comunità eritrea (almeno non quella fedele al regime in posto),  una chiacchierata informale con aperitivo tradizionale Eritreo il 16 alle 17:00, presso ll’oratorio Don Bosco di Via Sarpi 117. Il secondo appuntamento, intitolato “Raccontare Lampedusa”, incentrato sulla tragedia del 3 ottobre 2013, al Cecchi point (Via Cecchi 17) il 17 alle ore 21.

Ribka racconta una storia fatta di molte storie. La storia che passando per i vari colonialismi porta alla tragedia che vive il popolo eritreo oggi.

Comincia dal colonialismo italiano, poi Inglese poi etiope. Racconta come queste occpazioni hanno ridotto in schiavitù un popolo dalla storia e dalla cultura millenaria.

Poi passa alla descrizione delle sofferenze del suo popolo sotto la dittatura di Isaias Afewerki. Un regime nato dalla guerriglia di indipendenza e rimasto al potere con un sistema di eccezione (detto di transizione) dal 1993 a oggi senza nessuna elezione.

“I giovani sono ridotti in schiavitù” dice Ribka. In quanto costretti a fare i soldati per buona parte della loro vita in un servizio militare di leva che può durare fino a 20 anni. L’unica università del paese è stata chiusa.”

Nonostante tutti i pericoli che li attendono lungo le rotte della migrazione: rapimenti, sfruttamento, aggressioni, rapine, uccisioni per trafico di organi, annegamenti in mare, portando le probabilità di sopravvivenza a soli 50%, i giovani partono e preferiscono affrontare questa avventura assurda piuttosto che di rimanere sepolti vivi in un paese caserma. “Questa è la -sostiene la relatrice- del fatto che la vita in Eritrea è veramente insostenibile.”

Poi continua con un racconto straziante degli accadimenti del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa e di come le vite di quei disperati potevano essere salvate se ci fosse stata la volontà politica di farlo.

Il racconto di Ribka, pur trattando di cose terribili non è un lamento. È un inno alla vita, un inno alla speranza che si mantiene nonostante tutto. Recita poesie, racconta aneddoti simpatici, lancia trilli e usa spesso l’ironia. Segno di forza di un popolo che ne ha viste di tutte i colori in secoli di colonialismi di varie provenienze e forme. Ma che non ha mai perso il gusto della vita.

 

Bibliografia di Ribka Sibhatu.

L’esatto numero delle stelle, Sinnos, Roma, 2012

Il cittadino che non c’è. L’immigrazione nei media italiani, EDUP, Roma, 2004

Aulò. Canto poesia dall’Eritrea, Sinnos, Roma, 2009

Latest Comments
  1. filippo pugliese
    Rispondi -
    • Prospettive-Altre
      Rispondi -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *