Quando i “romeni de Roma” possono ma non sanno

Questo articolo fa parte di un dossier intitolato “Voto dei comunitari, un diritto dimenticato[Vedere tutti i contenuti del dossier]. Un dossier che in collaborazione con gli operatori del progetto “Operation Vote” cerca di stabilire quanto le amministrazioni locali e i cittadini provenienti dai paesi della comunità Europea in esse residenti sanno del diritto di questi ultimi a votare nelle elezioni amministrative e in quelle europee. Quanto si sa e quanto si fa per farlo sapere?

Da Roma, Lucia Ghebreghiorges ci porta questa intervista con Miruna Cajvaneanu referente della campagna Operation vote per la capitale

Roma – Parte la Campagna Operation Vote, un’iniziativa promossa dal Cospe che mira a sensibilizzare i cittadini comunitari sulla possibilità di votare alle elezioni europee i rappresentanti italiani per le amministrative delle città coinvolte, ma in pochi esercitano questo diritto. Secondo una ricerca dell’associazione infatti, solo l’8% degli aventi diritto tra tutti i comunitari , è iscritto alle liste aggiunte per le europee e per le amministrative predisposte all’esercizio del diritto.

Per le elezioni europee – spiega il Cospe –   gli immigrati comunitari residenti possono scegliere se votare per i propri rappresentanti al parlamento europeo , in questo caso  rivolgendosi al consolato del proprio Paese, o al pari dei cittadini italiani, decidere di andare alle urne per i rappresentanti italiani. In quest’ultimo caso è necessario iscriversi ad una lista aggiunta presso il proprio comune di residenza entro il 24 febbraio, se non già precedentemente iscritti in occasione delle scorse elezioni europee. La stessa procedura vale anche per le amministrative: bisogna iscriversi a liste aggiunte con termini specifici per inoltrare l’iscrizione. Se poi non si volesse più partecipare ad altre future elezioni ci si dovrà cancellare dalle liste.

Sono soprattutto i romeni i cittadini comunitari residenti in Italia, pari a che 1.072.342 presenze, seguiti dai polacchi e in gran parte vivono nella capitale. Per conoscere la loro propensione ad iscriversi alle liste aggiunte , sia per le passate amministrative che in previsione delle imminenti elezioni europee, Prospettive ha intervistato Miruna Cajvaneanu, referente della campagna su Roma e Presidente di Europaeus, partner dell’iniziativa.

Prospettive Altre: Quali sono stati i risultati più concreti di Operation Vote in occasione delle ultime amministrative a Roma?

Miruna-CajvaneanuMiruna Cajvaneanu: A partire dal mese di marzo 2013, abbiamo, come associazione, svolto un’intensa attività di informazione, con migliaia di volantini in lingua romena distribuiti a Roma, incontri sul territorio con i nostri connazionali e articoli informativi pubblicati sui principali giornali e siti in lingua romena, come per esempio Gazeta Romaneasca. In alcuni casi, abbiamo contattato l’ufficio elettorale del comune per segnalare situazioni di blocco burocratico . Abbiamo fornito anche a tutti quelli interessati buste contenenti il modulo da compilare, con l’indirizzo dell’Ufficio Elettorale prestampato per facilitare l’iscrizione.

La situazione è migliorata, anche se non siamo arrivati a considerarci soddisfatti. Rispetto ad altri cittadini comunitari, abbiamo potuto costatare un livello sempre più alto d’interesse verso la partecipazione elettorale. I cittadini comunitari maggiorenni che vivono nella Capitale sono più di 70 mila, quelli che prima delle elezioni risultavano iscritti alla lista aggiunta erano 8113, solo  l’11% degli aventi diritto. Poco più della metà, 4416 persone erano cittadini romeni.

E’ comunque un passo avanti: nel 2008 , quando si sono svolte le ultime elezioni nella Capitale, solo 539 romeni avevano richiesto la tessera elettorale per votare. A metà settembre del 2012, sulle liste elettorali aggiunte risultavano iscritti 618 romeni. La situazione a Roma è comunque migliore rispetto ad altre città dove si sono svolte elezioni comunali negli anni passati.

Bisogna tener presente il fatto che manca un’informazione adeguata, spesso ci sono politici, giornalisti o addirittura funzionari pubblici che non sanno che i romeni, come cittadini comunitari, possono votare alle amministrative.

Prospettive Altre: Come reagiscono i romeni alla vostra campagna? Sopratutto quando si sensibilizza sulle europee e sulla possibilità di scegliere candidati italiani al Parlamento europeo piuttosto che romeni?

Miruna Cajvaneanu: I romeni che vivono in Italia si sentono più “europei” proprio perché questo lato della cittadinanza è più visibile quando vivi in un altro paese membro e deve far valere i tuoi diritti. Quindi, in teoria, ma anche in pratica, i migranti romeni all’interno dello spazio UE sono più sensibili a queste tematiche che magari per un italiano possano sembrare più lontane dai suoi interessi. La libera circolazione, il diritto di lavorare all’estero, welfare, diritto di voto ma anche riconoscimento dei titoli di studio: sono tutti interessi palpabili dei romeni in quanto comunitari. Inoltre, i romeni fino a poco tempo fa erano tra i cittadini degli stati membri più ottimisti e fiduciosi nelle istituzioni UE. Quindi si parte già da una predisposizione di partecipazione e di una consapevolezza maggiore: la risposta nella maggior parte dei casi è una positiva, anche pro- attiva.

Tra i romeni che vivono in Italia c’è stato infatti un dibattito legato alle due opzioni. Alcuni romeni residenti in Italia hanno espresso il desiderio di votare per candidati che si presentano in Romania, ma molti invece pensano che debbano votare per chi possa seguire i loro interessi più da vicino. Quindi, i pareri sono divisi.

Io, per esempio, ho scelto di votare per un candidato italiano nel 2009 e resto iscritta alle liste elettorali italiane.

Un segnale forte credo sia stato dato alle elezioni passate, quando quasi 30.000 romeni (28.467) si sono iscritti sulle liste elettorali aggiunte per dare il loro voto a dei candidati italiani, senza contare quelli che hanno la doppia cittadinanza, mentre 2070 hanno votato per candidati romeni, nei seggi predisposti dall’Ambasciata. 30.000 sono pochi paragonati ai più di 900.000 residenti romeni. Magari i romeni non sono ancora pronti per la politica italiana. Ma di sicuro, come si è visto, nemmeno politica italiana è prontissima  per i nuovi elettori.

Prospettive Altre: Il 14 febbraio ci sarà un’iniziativa di sensibilizzazione a Roma, qual’è l’obiettivo dell’iniziativa?

Miruna Cajvaneanu: Sono almeno due gli obiettivi. Il primo, fare un punto della situazione. Sarà presentato uno studio sociologico sulla partecipazione dei cittadini comunitari e sui comunitari in genere e sarà presentato e distribuito ai rappresentanti della comunità, delle associazioni e a qualsiasi persona interessata,  tutto il materiale che abbiamo preparato.

Poi, per la prima volta in un ambito dedicato al tema della partecipazione, interverranno dei consiglieri romeni eletti in varie città, da Padova ad Alessandria. Così, a partire dalla loro esperienza raccontata in prima persona, sarà avviato un dibattito e un confronto costruttivo e si formerà un gruppo di lavoro, un think tank che raccoglierà tutte le buone pratiche da poter condividere e diffondere all’interno della comunità.

Prospettive Altre: Cosa sta facendo la città di Roma in termini di sensibilizzazione per il 24 febbraio? Molti Comuni della Toscana ma anche Torino si sono attivati a vari livelli con iniziative di promozione della campagna. La Capitale invece?

op-votMiruna Cajvaneanu: Purtroppo, il Comune di Roma non fa abbastanza. Dall’Ufficio elettorale mi hanno informata che manderanno una lettera ai cittadini comunitari per indicare la scadenza dell’iscrizione, il modulo da compilare e le modalità di partecipazione, il che è un’iniziativa più che positiva.

Ma, purtroppo, sulla homepage del Comune non c’è nessun riferimento alla scadenza ravvicinata- 24 febbraio-, nessun link utile ,e alla data del 6 febbraio, mancavano tali informazioni facilmente rintracciabili per un normale utente internet.

Prospettive Altre: Come si potrebbe favorire la sensibilizzazione? Quale il ruolo dei Comuni? Cosa manca ancora?

Miruna Cajvaneanu: Intanto, mettere sulla homepage delle informazioni chiare, sarebbe un ottimo passo in avanti, soprattutto perché il ruolo dei Comuni e fondamentale. L’ideale sarebbe che l’iscrizione sulle liste elettorali aggiunte avvenisse automaticamente, insieme all’iscrizione all’Anagrafe. O perlomeno sarebbe utile che, insieme al modulo di richiesta della residenza, venisse dato anche il modulo d’iscrizione alle liste elettorali. Purtroppo ci sono stati dei casi in cui allo sportello dell’Anagrafe, per esempio, il funzionario ha richiesto altri documenti rispetto a quelli necessari.

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