“Io non dimentico i miei sapori” . Incontro con Lucety Bone

miei-sapori“Io non dimentico i miei sapori” è il titolo che Lucety Bone ha scelto per il suo libro ed è anche la frase che pronuncia spesso quando spiega perché ha deciso di plasmare i suoi ricordi culinari in un libro di ricette. Quei piatti che da ragazza preparava con la sua famiglia e ha segnato la sua vita. Originaria di Esmeraldas, in Ecuador, arrivò in Italia 17 anni fa, trovò lavoro in alberghi, fabbriche, facendo la cameriera, segretaria di import-export, ma anche assistendo un anziano. «Con lui ho conosciuto i piatti italiani. Ho imparato a preparare la “Ribollita toscana”» racconta. E assicura che in tutti questi anni le sue radici non le ha mai dimenticate e tanto meno messe da parte nella quotidianità. «Ho pensato che della gastronomia ecuadoriana si avesse poca considerazione. – spiega Bone – . Come se ci fossero pochi piatti da gustare. In realtà c’è un mondo di ricette da conoscere. E ogni regione si differenzia per i suoi sapori. Due anni fa decisi di realizzare questo libro ma pensavo di fare almeno una trentina di pagine, perché non ero sicura di poter ricordare tutto. Alla fine di pagine ne ho fatte 180».

Nelle presentazioni che in questi giorni sta realizzando in giro per l’Italia, Lucety Bone ci tiene sempre a precisare che la sua città natale, Esmeraldas, e la costa Guayaquileña, hanno avuto una forte influenza nel suo ricettario. “Ho imparato a cucinare a 11 anni e questo libro l’ho scritto in base ai miei ricordi, degli anni vissuti con la mia famiglia, di quello che mangiavo, i sapori e il gusto che mi ero rimasto. Certo gli anni sono passati, quindi l’ho fatto a modo mio, non pensando alle origini di quel piatto ma alle mie, da dove vengo e come mi avevano insegnato a preparare adattandoli secondo il posto dove mi trovo. In fondo risalire alle vere origini di un piatto è praticamente impossibile come lo è con le persone. ”. E lo spiega con un esempio concreto. “Noi usiamo molto l’achiote, un ingrediente essenziale di moltissimi piatti tipici dei nostri paesi. Non avrei mai pensato di trovare il suo simile nei semi della castagna. Se tu apri una castagna trovi gli stessi semi che noi usiamo per la base dei nostri piatti. E poi molti prodotti si trovano facilmente, quindi preparare i piatti del proprio paese non sono più una rarità”. E spiega la scelta di scriverlo in italiano: “Quando si parla di mangiare spesso si trovano punti in comune. In quello che ci piace o meno. Si tratta di un’integrazione stimolata da questa varietà di gusti. Vorrei che le mie ricette avvicinassero di più le persone”. E sui piatti italiani imparati in questi anni aggiunge: “Ho già in mente di fare il bis, questa volta in spagnolo e italiano”.

 

 

 

 

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