“Comunitari alle urne?”: intervista al sindaco di Scandicci

Questo articolo fa parte di un dossier intitolato “Voto dei comunitari, un diritto dimenticato” [Vedere tutti i contenuti del dossier]. Un dossier che in collaborazione con gli operatori del progetto “Operation Vote” cerca di stabilire quanto le amministrazioni locali e i cittadini provenienti dai paesi della comunità Europea in esse residenti sanno del diritto di questi ultimi a votare nelle elezioni amministrative e in quelle europee. Quanto si sa e quanto si fa per farlo sapere?

A Scandicci, Aladji Cellou ha intervistato il sindaco Simone Gheri.

A Scandicci, comune alle porte di Firenze nel capoluogo toscano, Simone Gheri, il sindaco, ha da tempo preso delle iniziative per una migliore inclusione nella vita politica, culturale e sociale di tutti i non italiani della sua città. Per Prospettive Altre, il sindaco Gheri spiega in questa intervista perché crede fortemente a una città cosmopolita e invita i comunitari a iscriversi sulle liste elettorali per partecipare alla costruzione del futuro di Scandicci in particolare e dell’Italia in generale.

Prospettive Altre:2014 è un anno elettorale a Scandicci. Quale sarà l’impegno del comune?

Simone Gheri: Ci sono i doveri d’ufficio. L’impegno è quello di svolgerli chiaramente al meglio, nel migliore modo possibile. Su questo, non ci sono problemi. Quest’anno, facciamo anche una operazione di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini comunitari residenti a Scandicci. Sensibilizzazione per fargli votare sia per le europee che per le amministrative. Abbiamo partecipato tra l’altro a questo progetto del Cospe, “Operation vote”, sulle operazioni di voto per fare sì che i cittadini europei residenti a Scandicci possano partecipare alle votazioni.

P.A: Dopo due mandanti, lei è pronto a lasciare le chiave della città a una nuova squadra. Con un bilancio?

Simone Gheri: Il mio bilancio, nostro bilancio in questi due mandati, non spetta a me farlo. Ma spetta ai cittadini. Per quanto mi riguarda, sono molto soddisfatto delle cose che abbiamo fatto. Abbiamo fatto tante trasformazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Altre cose sono ancora da fare, ma sono sereno, tranquillo e convinto che chi prenderà il mio posto sarà in grado di portare avanti tutti i progetti che abbiamo messo in campo.

“Il sindaco è in Italia, l’unica carica a scadenza; … non sarebbe male applicare a tutte le altre cariche elettive questa scadenza.”

P.A: Parlando di progetti, lei lascia soltanto il comune di Scandicci ma non lascia la politica perché è ancora giovane. Sbaglio?

Simone Gheri: Sicuramente lascio il comune di Scandicci ma la politica è una passione e rimarrà. Se c’è modo di continuare questa esperienza politica, amministrativa anche in altre situazioni, in altre realtà, lo fascio volentieri. Altrimenti, come lo diciamo sempre ai nostri ragazzi, ci reinventiamo. O torno a fare quello che facevo prima o mi reinvento altre cose. Anch’io sono convinto che non si debba stare attaccati o incollati alla poltrona e mi sembra che l’esperienza del sindaco va verso quella direzione. Perché il sindaco è in Italia, l’unica carica a scadenza; cioè dopo due mandati, non si può più rifare. Penso che non sarebbe male nemmeno applicare a tutte le altre cariche elettive questa scadenza.

P.A: Per quanto riguarda le elezioni a venire, quali disposizioni avete preso per fare votare un maggior numero di stranieri europei residenti a Scandicci?

Il sindaco Simone Gheri insieme al nostro Aladji Cellou durante l'intervista

Il sindaco Simone Gheri insieme al nostro Aladji Cellou durante l’intervista

Simone Gheri: Abbiamo mandato a tutti i cittadini europei residenti a Scandicci una lettera e sul sito ufficiale del comune stiamo cercando di coinvolgere tutti per spiegare come possono votare. Quindi un vademecum nelle lingue più diffuse del nostro territorio e un passa parola che penso anche a traverso le scuole e i genitori che frequentano le scuole, si possa arrivare a fare votare un più ampio numero possibile di persone. Colgo l’occasione per dire che possono votare alle elezioni europee e amministrative ma anche, se condividono le idee del centro sinistra, possono votare alle primarie per la scelta del candidato sindaco del Centro sinistra che sarà quasi sicuramente il prossimo sindaco di Scandicci. Quindi potranno votare il 9 marzo per il candidato sindaco.

“Siamo stati il primo comune in Italia a dare la cittadinanza onoraria ai bambini nati qua.”

P.A: Qualche dato degli stranieri residenti a Scandicci?

Simone Gheri: Se non mi sbaglio, sono circa il 9% dei residenti. Sono numeri abbastanza validi da poter lavorare bene per il massimo della inclusione possibile dei nuovi cittadini. Su questo stiamo lavorando e non ci sono particolari tensioni e penso che si possa fare un bel lavoro anche per costruire la Scandicci del domani. E poi soprattutto siamo stati il primo comune in Italia a dare la cittadinanza onoraria ai bambini nati qua. Perché riteniamo che un bambino nato in Italia, anche da genitori stranieri, non ha senso che debba aspettare 18 anni per avere la cittadinanza italiana. Noi, ai bambini che iniziano a frequentare le scuole primarie diamo tutti gli anni la cittadinanza onoraria. Ed è uno dei momenti più belli che porterò con me, perché è davvero un modo per far sentire parte dalla comunità tutti i bambini. Penso che non è giusto che debbano aspettare tanti anni per diventare formalmente cittadini italiani. Io auspico che il parlamento faccia una legge che riconosca lo ius soli. L’ideale sarebbe essere a pieno titolo cittadino italiano dalla nascita. Poi, può anche essere benissimo il primo anno delle elementari, quando il bambino comincia già a capire che cosa significa essere italiano, che cos’è l’inno italiano e quanto altro.

P.A: Torniamo un po’ alle elezioni. Si parla di disaffezione degli elettori verso le istituzioni. Lei lo percepisce?

Simone Gheri: Lo percepisco e poi lo vediamo anche dai numeri. C’è un distacco fra le istituzioni e i cittadini, soprattutto quelle istituzioni più lontane, quelle romane per intenderci. Percepisco meno distacco dal comune, dal sindaco. I cittadini continuano a vedere nel sindaco, l’ultimo aggancio nelle situazioni più drammatiche: la perdita del lavoro, la perdita della casa… Perché ancora i cittadini credono. Quindi nostro ruolo è mantenere la credibilità e l’affidabilità dell’amministrazione e del sindaco.

P.A: Qualche Scandiccese dice che il Parlamento europeo è troppo lontano dalle sue preoccupazioni quotidiane. Come fare per avvicinarlo un po’?

Simone Gheri: Bisognerebbe organizzare delle iniziative a partire dalle scuole per far capire quanto è importante essere in Europa, essere Europei e stare dentro l’Europa e l’euro. Non farsi prendere il naso da quelli che dicono che si può uscire dall’euro senza nessuna ricaduta in termini economici o finanziari. Io penso che debba lavorare di più con le scuole, fare più visite alle strutture comunitari, più scambi rispetto a quello che si fa ora. Una maggiore conoscenza di quello fanno le istituzioni europee e più politica, quindi meno burocrazia, è la soluzione!

P.A: Ha parlato ora della cittadinanza onoraria ai bambini di Scandicci, ma il voto degli extracomunitari è un tabù?

Simone Gheri: Un tabù, no! Io ritengo che se un cittadino extracomunitari sta da x anni -poi stabiliamo quanto, cinque o più- vive in Italia, sia giusto che possa al meno votare alle amministrative per la scelta del suo sindaco, del suo consiglio comunale. È un modo per fare la piena inclusione. Se uno ha deciso di vivere qua, è bene che abbia i suoi doveri e i suoi diritti, tra i quali anche il diritto di voto.

Aladji Cellou

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