Colombia e Perù verso la libera circolazione in Europa

Sembra ci sia volontà e intesa sull’eliminazione dei visti richiesto ai cittadini colombiani e peruviani per viaggiare in Europa, e la risposta positiva del Consiglio Europeo potrebbe arrivare entro fine anno. L’iniziativa va avanti dall’anno scorso quando il premier Spagnolo, Mariano Rajoy, si prese l’impegno di presentare alla Commissione Europea -e agli altri Stati dello spazio Schengen- la richiesta di togliere Colombia e Perú dalla lista dei paesi che necessitano di un visto per soggiorni brevi. Rajoy, in occasione dell’entrata in vigore dell’Accordo Commerciale Multiparte tra l’UE, la Colombia e il Perù, si espresse a favore delle due nazioni affinché facessero parte del gruppo di paesi latinoamericani che già hanno accordi di libero scambio con l’UE e non necessitano del visto.

Maria Antonia Van Gool, Ambasciatrice dell'UE in Colombia

Maria Antonia Van Gool, Ambasciatrice dell’UE in Colombia

Lo scorso ottobre il Parlamento Europeo sostenne con ampia maggioranza la richiesta di sopprimere l’obbligo di visto. Ma il processo è ancora lungo. “La decisione di oggi (4 febbraio 2014 -n.d.r.) riafferma la volontà politica dell’UE di rimuovere l’obbligo di visto per i colombiani ed è la luce verde per avviare il processo legislativo che permetterà di attuare il provvedimento prossimamente”, dichiara l’Ambasciatrice dell’Unione Europea in Colombia, Maria Antonia Van Gool, in una comunicazione che si trova sul sito della delegazione dell’Unione Europea in Colombia. E si legge: “È un esempio di fiducia reciproca e la volontà di continuare a lavorare insieme. Purtroppo non possiamo dare ancora una data precisa a partire da quando si potrà entrare ai paesi dello spazio Schengen senza visto, perché è ancora necessario fare atti legislativi e istituzionali” ha confermato l’Ambasciatrice van Gool.

La delegazione in Colombia ha inoltre ricordato che le elezioni del Parlamento Europeo si terranno tra il 22 e il 25 maggio, quindi “durante alcuni mesi il Parlamento non si riunirà, fatto che può influire sulla velocità del processo”. Ora l’ultima decisione spetta al Consiglio Europeo che deve approvare o meno questa richiesta.

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