“Comunitari alle urne?”: Arezzo celebra la cittadinanza europea

Europa è diventata la parola più citata nel discorso pubblico italiano degli ultimi anni, e negli ultimi mesi ancora di più. Per molti è diventato sinonimo di austerità e regole rigide, per molti invece è la speranza per il futuro, un modo per competere in un mondo che diventa sempre più globale e dove le dimensioni cominciano a contare molto.
Dal 22 al 25 maggio di quest’anno ci saranno le elezioni per il parlamento europeo, percepito cosi lontano dalle persone, quando in realtà decide su molte cose della nostra vita quotidiana. Questa entità che si chiama UE, estesa per oltre 4 mila km quadrati in 28 stati, con oltre 500 milioni di abitanti è chiamata ad eleggere 751 parlamentari che andranno a formare il prossimo parlamento europeo.

Solitamente le elezioni europee sono tra le meno partecipate tra le varie tornate elettorali che si susseguono in Italia. Sono quelle che appassionano di meno ovviamente. Succede un po’ cosi in tutti i paesi europei, ad eccezione di quelli neo entrati dove l’entusiasmo iniziale vince sull’assuefazione generale. Da alcuni anni le migrazioni interne all’Europa hanno fatto si che molti cittadini comunitari si trovino a vivere in un altro paese, diverso da quello di origine. Il legislatore ha pensato anche a loro, dando la possibilità che possano votare sia direttamente presso i propri consolati e quindi per eleggere i parlamentari del proprio paese di origine, sia scegliere di registrarsi preventivamente nel proprio comune di residenza e votare direttamente per eleggere gli europarlamentari del paese di residenza.
Come molto spesso accade però, l’informazione non è molto facile da veicolare e soprattutto bisogna individuare dei meccanismi efficaci per fare in modo che i cittadini comunitari che regolarmente vivono nel nostro paese ne possano beneficiare.
arezzo-op-voteLa Toscana, che da anni è tra le regioni virtuose in materia di immigrazione e integrazione, anche in questo senso si è attivata per facilitare il percorso. Stefania Magi, Assessore all’integrazione del Comune di Arezzo e referente Anci Toscana per le politiche migratorie, ha preso carta e pena e ha scritto ai sindaci dei comuni toscani informandoli delle piccole azioni concrete che potevano essere messe in campo.
«Penso che le cose possono cambiare anche partendo da azioni che sembrano piccole e soprattutto dal livello locale» – ci dice l’Assessore Magi – proprio per questo motivo ho pensato di mandare una lettera ai miei colleghi informandoli della possibilità e soprattutto cercando di coordinarci il più possibile – prosegue.
Ovviamente bisogna poi fare delle iniziative a livello locale. Domenica 9 febbraio, al Teatro Pietro Aretino di Arezzo, nell’ambito del progetto “Operation Vote”, promosso da  COSPE, il Comune, insieme alla Casa delle Culture e le associazioni di cittadini comunitari, hanno organizzato una giornata di festa, dove hanno anche sensibilizzato i cittadini comunitari in merito all’opportunità di esercizio del diritto di voto. Il programma prevedeva canti e balli, che hanno poi creato una atmosfera di festa.
«Per me è così naturale che chi vive in un paese partecipi alla vita politica, scegliendo i suoi rappresentanti e candidandosi. Che faccio fatica a trovare parole altisonanti per spiegarlo. Alla fine più che inventare tante chiacchiere mi piace citare la costituzione, che nei primi 12 articoli c’è tutto quello che c’è da sapere, tutti i principi fondamentali della vita civile» – ha esordito l’Assessore Magi davanti ad una sala gremita di persone. «La vostra partecipazione vuol dire la vostra appartenenza all’Italia, perché voterete candidati italiani, e la vostra appartenenza all’Europa, perché sceglierete, darete la vostra indicazione, su chi parteciperà a decidere le leggi europee» – ha proseguito l’assessore.

L’iniziativa ha trovato un buon riscontro, soprattutto della comunità romena che vive in città. «È molto importante coinvolgere le persone e farle sentire parte del percorso, come abbiamo cercato di fare con il Comune di Arezzo» – ci dice Carmen Ene dell’associazione Arezzo insieme onlus, la musica aiuta molto e siamo convinti che gli strumenti di sensibilizzazione debbano essere il più variegati possibile – conclude Ene.

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