“Comunitari alle urne?”: intervista con il viceconsole polacco di Milano

Questo articolo fa parte di un dossier intitolato “Voto dei comunitari, un diritto dimenticato” ([Vedere tutti i contenuti del dossier]). Un dossier che in collaborazione con gli operatori del progetto “Operation Vote” cerca di stabilire quanto le amministrazioni locali e i cittadini provenienti dai paesi della comunità Europea in esse residenti sanno del diritto di questi ultimi a votare nelle elezioni amministrative e in quelle europee. Quanto si sa e quanto si fa per farlo sapere?

A questo proposito, Murat Cinar ha intervistato il viceconsole generale della Polonia in Milano.

 

Milano – Nel 2013 l’Italia era il quinto Paese europeo per numero assoluto di stranieri residenti, con 4,3 milioni (+8,3% rispetto al 2012), ovverosia con il 7,4% della popolazione costituito da stranieri, dopo Germania (7,1 milioni), Francia (6,7 milioni), Spagna (5,7 milioni) e Regno Unito (4,4 milioni). In cima alla lista ci sono le persone provenienti dalla Romania quindi da un paese europeo, poco più di 1 milione di persone. Nella lista dei paesi di origine ci sono due altre nazioni dell’Unione Europea: Polonia (leggermente più di 110 mila) e Bulgaria (poco più di 55mila).

Tenendo in considerazione questi dati le elezioni per il Parlamento Europeo assumono un altro significato. Va ricordato che ogni persona di cittadinanza europea ha diritto di voto alle elezioni europee, anche se è in quel momento residente in un’altra nazione dell’UE. In quest’ottica si nota che il voto di circa 1 milione e mezzo di persone che vivono in Italia ha un senso ed impatto piuttosto rilevante.

Ma i dati purtroppo parlano di una realtà fortemente negativa in merito al diritto di voto. Secondo una ricerca del Cospe, solo l’8% delle persone aventi diritto sono iscritte alle liste aggiunte per votare. Quindi, cosa c’è che non funziona? Ovvero, perché le persone comunitarie residenti in Italia hanno un peso elettorale così debole? In merito a queste domande ed a tutto quello che riguarda l’esercizio del diritto al voto ho sentito Bartosz Skwarczyński, Viceconsole Generale della Repubblica di Polonia in Milano e membro inoltre dell’Ufficio Affari Legali, Migrazione e Collaborazione con le Comunità Polacche.

Prospettive-Altre:  Le autorità polacche sanno quanti sarebbero i/le cittadini/e polacchi/e maggiorenni aventi diritto di votare in Italia?

Il viceconsole Bartosz Skwarczyński

Il viceconsole Bartosz Skwarczyński

Bartosz Skwarczyński: Non ci sono dati precisi. Si può fare solo una stima approssimativa. Comunque sia, considerato che in Italia vivono circa 110 mila Polacchi e che il 70% di loro sono individui adulti aventi diritto al voto, saranno circa 80 mila i cittadini polacchi che possono votare.

Prospettive-Altre: Ci sono dei dati ufficiali in merito a quanti sono stati i/le cittadini/e polacchi/e che hanno votato alle precedenti elezioni per il Parlamento Europeo? Quanti sono i/le candidati/e? Quanti voti hanno ottenuto?

Bartosz Skwarczyński: Nel 2009 le elezioni al Parlamento europeo si sono tenute presso le tre sedi delle rappresentanze diplomatiche polacche in Italia, ovvero a Roma, a Milano ed a Catania. Secondo i dati ufficiali ottenuti dalla Commissione elettorale di Stato, alle elezioni hanno partecipato complessivamente 514 persone le quali hanno espresso le loro preferenze per i candidati del seggio nr. 4 di Varsavia (che complessivamente contava 99 candidati). I più votati sono stati i candidati dei seguenti partiti: Piattaforma Civica (236 preferenze) e Diritto e Giustizia (124 preferenze).

Prospettive-Altre: Le autorità di rappresentanza polacca in Italia hanno le proprie iniziative per informare i/le propri/e concittadini/e sul diritto di voto per le elezioni europee e per quelle comunali italiane?

Bartosz Skwarczyński: Le rappresentanze polacche in Italia intraprendono diverse iniziative per diffondere informazioni relative alle elezioni al Parlamento europeo. Comunicazioni in merito sono reperibili sui siti internet delle nostre rappresentanze diplomatiche, nei loro edifici e nelle sedi dei consolati onorari polacchi. Inoltre le informazioni sulle elezioni vengono divulgate attraverso varie associazioni dei Polacchi residenti in Italia. Le rappresentanze diplomatiche polacche presenti in Italia ne informano gli organi competenti locali con i quali la collaborazione è sempre stata molto fruttuosa.

Prospettive-Altre: Secondo le vostre osservazioni, i/le cittadini/e polacchi/e residenti in Italia, sceglieranno di votare alle elezioni europee del 22-25 di Maggio per i/le candidati/e italiani/e o quelli/e polacchi/e?

Bartosz Skwarczyński: È davvero molto difficile valutarlo in modo inequivocabile. Ci saranno certamente sia quelli che si recheranno per votare presso le sedi del Consolato di Roma e Milano, sia quelli che – vivendo in Italia – opteranno per i candidati italiani. Inoltre non bisogna dimenticare che molti dei polacchi che vivono in Italia possiedono la doppia cittadinanza ed essendo residenti in Italia, gli risulta più facile decidere sulle questioni riguardanti lo Stato in cui vivono.

Prospettive-Altre: L’Ambasciata ed i Consolati di Polonia in Italia, hanno un registro anagrafico?

Bartosz Skwarczyński: No, le rappresentanze diplomatiche in Italia non dispongono del registro anagrafico dei cittadini polacchi in Italia.

Prospettive-Altre: Le persone di cittadinanza polacca possono semplicemente votare per i/le candidati/e polacchi/e senza essere iscritte su un qualche registro della popolazione residente? Quali requisiti devono avere i/le cittadini/e polacchi/e per poter votare i/le candidati/e polacchi/e per il Parlamento Europeo?

Bartosz Skwarczyński: Per poter partecipare alle elezioni, l’elettore residente all’estero o il cittadino residente in Polonia ma domiciliato temporaneamente all’estero deve manifestare al proprio Console la volontà di votare presso la circoscrizione allestita all’estero e farsi aggiungere all’elenco degli elettori. Le dichiarazioni in merito vengono rese di persona, per iscritto, telefonicamente, con un telegramma, con un fax o per posta elettronica. Inoltre per poter partecipare alle elezioni, la persona deve avere il diritto al voto attivo che spetta a tutti i cittadini polacchi che hanno compiuto i 18 anni, i quali di tale diritto non sono stati privati con una sentenza passata in giudicato e non sono stati interdetti.

Prospettive-Altre: Esiste il voto elettronico?

Bartosz Skwarczyński: Il voto elettronico vero e proprio non esiste. Esiste invece la possibilità di votare per corrispondenza. In tal caso il Console spedisce al cittadino polacco il quale ha manifestato di volersi avvalere di tale facoltà il plico, che successivamente dovrà essere rispedito dall’elettore al Consolato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *