Gli extracomunitari e l’Italian Dream

Amandola (Amàndola, la Mannola in dialetto fermano) è un comune italiano di 3.709 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.” “La molteplicità dei paesaggi che caratterizzano questo territorio, è uno degli elementi che lo rendono straordinario; le creste aspre e selvagge della dorsale montuosa, le valli disegnate dalla forza dei fiumi, i piccoli borghi sapientemente incastonati…”. Ecc, ecc. E fin qui siamo al genere di info facilmente reperibili su wikipedia e nei depliant turistici. E che, almeno in questo caso, controfirmiamo senz’altro.

Un dato invece difficilmente riscontrabile è che ben il 57% degli stranieri di questo comune provengono da paesi anglosassoni. E non parliamo di turisti, ma di immigrati. A tutti gli effetti. Anche se molto diversi dall’idea che solitamente si ha dell’immigrato: uno cioè costretto a lasciare patria e affetti per motivi di sussistenza, per questioni politiche o umanitarie.

La ragione di questa presenza così massiccia di insoliti immigrati ad Amandola è una romanticheria molto radicata nei paesi anglosassoni ma che sta prendendo piede anche in varie parti d’europa: L’Italian Dream. Che consiste, a grandi linee, complice l’arte e la bellezza del paesaggio, nel comprare un vecchio casale, ristrutturarlo e farne un B&B.
A conferma di quanto sia seria questa cosa dell’Italian Dream basti dire che alla tv svedese fanno un reality show, The Italian Dream, dove i concorrenti una volta superate determinate prove come premio si vedono realizzare il sogno della vità: un casale adibito a B&B in qualche località delle Marche. Reality show identici vengono fatti anche in Belgio e in Danimarca.

Di stranieri si parla spesso e volentieri; e soprattutto male. A parlarne, con queste fosche tinte, sono soprattutto politicanti in cerca di facili consensi e media che fanno dell’allarmismo facile esca per utenti creduloni. Per cui ormai abbiamo una certa familiarità con “rumeni stupratori”, “algerini borseggiatori”… Tanto che ultimamente i manuali del buon giornalista sconsigliano caldamente l’uso della parola extracomunitari.
Tuttavia, tecnicamente parlando, extracomunitari sono anche alcuni degli “italian dreamers“: gli australiani ad esempio. Ovviamente costoro sono risparmiati dai clichè di cui sopra. Anzi sono per lo più esclusi dal discorso pubblico.

Ed è un peccato perchè, a mio avviso, collocare la parola extracomunitari anche in questi contesti potrebbe aiutarla a scrostarsi delle tante accezioni negative che si porta appresso.

Sorretto dunque dall’illusione che magari ad associare la parola extracomunitari all’Italian Dream la si mondi in qualche modo dall’abuso che se ne fa, sono stato ad Amandola ad incontrare quel che ai miei occhi è apparsa come un buon campione di extracomunitaria e italian dreamer: Pauline Betts. Dal 2007, insieme al marito Rob, residente ad Amandola dove gestisce un B&B.

Nel video Pauline Betts ci parla del perchè della sua presenza in Italia. Di integrazione. Del suo rapporto con i vicini italiani; del perchè ora non gestisce più il B&B La mela Rosa. Di come pure gli italian dreamers risentano della crisi economica. Del perchè lascia l’Italia (a questo punto i dati a nostra disposizione registrano un picco nell’audience: le lacrime fanno sempre questo effetto) e ora se ne torna in Australia….

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  1. Ornella Papitto
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