Recensione: Film “Rosarno”

Rosarno“Rosarno”, come la cittadina calabrese salita alle cronache per implicazioni della ‘ndrangheta, scioglimento del consiglio comunale e rivolta dei lavoratori dei campi, sfruttati e maltrattati. La regia è di Greta De Lazzaris. “Rosarno” include riprese realizzate nel 2004 e parla di molte vite legate a questa città. La regista resta all’esterno, discreta. Riusciamo ad osservare edifici, strade, automobili, animali al pascolo, discariche clandestine ma anche persone, insomma, la linfa vitale della città stessa. La De Lazzaris fa a tratti un lavoro simile a quello di David Abelevič Kaufman (più noto come Dziga Vertov) ne “L’uomo con la macchina da presa”. L’uso dello zoom permette senz’altro allo spettatore di conservare la sua posizione da osservatore e alla regista di non “disturbare” le scene di una vita quotidiana, tuttavia la luce debole genera qualche volta immagini sfocate o sgranate. Le riprese soggettive, secondo la regista, in certi momenti si avvicinano alle persone cosicché lo spettatore riesca a sentire il ritmo della città. Il proprietario degli alberi di mandarini che nasconde la “non-italianità” dei lavoratori che impiega per la raccolta e quando questi cercano di parlare con la regista gli dice “Animali, zitti!”, oppure la storia di un ragazzo maltrattato dai suoi genitori e preso in affidamento da un pastore in modo che potesse continuare ad andare a scuola e a dargli un piccolo aiuto, la corsa al materasso gratuito dei lavoratori agricoli migranti che vivono nei capannoni abbandonati in condizioni estremamente precarie e pericolose, oppure la raccolta dei lavoratori che attendono sul marciapiede della città ogni giorno, in attesa di essere “caricati” sul furgone e condotti ad un impiego. Nel film “Rosarno” si vede una città di disagi dove l’essere umano vive una vita precaria a 360 gradi ed è soggetto allo sfruttamento lavorativo da parte di un altro, ma ciononostante l’anello più debole della catena e non è l’essere umano. La regista porta davanti agli occhi dello spettatore lo sgozzamento di un agnello per la festa del sacrificio da parte di alcuni immigrati di fede musulmana residenti in città. Uno di quei momenti in cui si vede nettamente come l’essere umano usi la sua forza economica e fisica per schiacciare prepotentemente un altro essere vivente per ingraziarsi un potere, divino in questo caso. In quest’ottica il cerchio deplorevole di Rosarno si completa con successo.

Scheda:

Rosarno. Un film di Greta De Lazzaris. Documentario.  Italia 2013.

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