Proteste “Euromaidan” in Ucraina: Intervista con la scrittrice Marina Sorina

Da qualche giorno l’Ucraina è tornata a fare i titoli della stampa di messo mondo. Centinaia di migliaia di persone protestano in varie città del paese contro il governo attuale. Proteste prevalentemente pacifiche e colorate, ma non mancano momenti di tensione e di violenza. Per capire l’origine e l’andamento di queste proteste Prospettive-Altre ha intervistato la scrittrice Ucraina residente in Italia, Marina Sorina, appena tornata da Kiev.

Prospettive Altre: Come è iniziata l’onda di proteste che stanno colpendo l’Ucraina?

Marina Sorina: Le proteste sono iniziate intorno al 21 novembre, giorno in cui è stato annunciato che non sarebbe stato firmato un accordo di associazione Tra l’Ucraina e la Comunità Europea. Evento previsto per il 28 novembre e che non ha avuto luogo perché l’Ucraina non si è presentata dopo che il nostro capo del governo, Janukovič, ha avuto un incontro con Vladimir Putin. Subito dopo sono iniziate le prime proteste in piazza. Poi la protesta ha cominciato ad aumentare e domenica scorsa (1 dicembre) c’erano centinaia di migliaia in varie piazze del paese. L’altra particolarità è che se all’inizio lo slogan principale è “Ucraina è già Europa!”, mano a mano sono apparsi vari slogan contro il governo e contro la così detta “banda di ladri”.

P.A.: Quindi la protesta si è spostata dalla richiesta di entrare nella Comunità europea a una più ampia protesta contro l’attuale governo?

M.S.: Sì. A molte persone l’entrare o meno nella comunità europea resta abbastanza indifferente. Ma ci sono troppi problemi. Il malcontento nei confronti del governo sta, credo, nel cuore di ogni cittadino ucraino. A nessuno piace essere governati da ladri corrotti. Può essere illustrativo sapere che il primo cittadino ucraino, quello che dovrebbe essere garante della costituzione, Viktor Janukovič, è stato condannato due o tre volte da giovane per crimini di bassa lega: violenza carnale e cose di questo genere. Ma non è il passato che lo perseguita. È il presente. É che ruba, ruba molto. Tutti vedono che suo figlio appena trentenne diventa la persona più ricca del paese, senza avere particolari talenti o aver faticato. Vedono che le fabbriche dello stato sono state privatizzate a prezzi irrisori. Cose che stanno sotto gli occhi di tutti e che suscitano indignazione.

P.A.: Cosa fanno i contestatori in questi momenti?

M.S.: C’è un grande presidio in questa piazza che si chiama Maidan Nezalezhnosti (Piazza dell’indipendenza) che tradizionalmente è la pizza delle proteste… Questa piazza chiamata “Euromaidan” in questo momento è stata scelta perché ampia e di facile accesso. Domenica è aumentato il numero, perché è festivo e il tempo era soleggiato. Ci sono altri “Euromaidan” in molte altre città. In alcune altre città però, bisogna dire, ci sono contro-proteste pro governative, con insegnanti, pensionati, funzionari… tutta gente dipendente dallo stato e ricattabile.

Bisogna valutare un altro aspetto. Nella parte confinante con la Russia, la gente è sotto influenza russa dal punto di vista mediatico e ideologico. Perchè guardano i media russi…

P.A.: C’è in tutta la regione un po’ un rapporto di sudditanza verso la mega potenza russa?

M.S.: Ovviamente. Tutti i paesi confinanti hanno questo rapporto con la Russia. Ma l’Ucraina è vista un po’ come il figlio irrequieto, ribelle. Quello che vuole cambiare padrone. L’accordo che doveva firmare l’Ucraina con l’Europa è appena stato firmato da Georgia e Moldavia. E di questo nessuno ha detto nulla.

P.A.: Di quello che succede ci sono quindi due versioni più diffuse. Quali sono?

M.S.: C’è la versione di chi sta protestando, è quella che scegliendo tra due mali (Europa e Russia), meglio l’Europa. Nel senso che l’adesione all’Europa va nel senso di una apertura e di un miglioramento dello stato dei diritti mentre rimanere sotto la Russia vuol dire chiusura e meno diritti.

Invece quella che è della maggioranza delle persone, secondo me, quelli contro le proteste, è che tutto quello che succede è un complotto fatto da persone pagate per nuocere all’Ucraina. E per nessun altro motivo.

P.A.: Questo è quindi il parere di molti in Ucraina?

M.S.: Sì. della maggior parte delle persone, dall’operaio fino alla classe media. Ma questo non vuol dire che le idee non cambiano. Fino a domenica scorsa le proteste erano pacifiche e i numeri molto contenuti. Poi sono arrivati i reparti d’assalto della polizia e hanno aggredito i manifestanti. Quando ha cominciato a scorrere il sangue, la gente si è offesa e ha cominciato ad arrivare ancora più numerosa in piazza.

E qui ovviamente chi ci è andato ha visto che è una manifestazione pacifica fatta da gente normale. Invece chi segue la Tv russa ha solo immagini di scontri e di persone aggressive. La situazione è difficle da capire ed anche in continua evoluzione. Sembra che a momenti potrebbe essere istituito il coprifuoco o che potrebbe cadere il governo… Tutto è possibile.

P.A.: Approssimativamente di che numeri stiamo parlando?

M.S.: Stiamo parlando di 500.000 persone, mezzo milione. Era iniziato con un centinaio di migliaia, si diceva, e domenica scorsa è cresiuto il numero tantissimo. E questo solo a Kiev. Ci sono anche altre città presenti in piazza. Poi ci sono proteste di immigrati in varie città del mondo. Ovunque ci sono ucraini sono usciti per sostenere la protesta.

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