Carta di Roma, migliora la rappresentazione dei migranti nei media, ma le donne non fanno notizia

Presentato il 16 dicembre scorso il Rapporto “Notizie fuori dal Ghetto”, sull’ immagine dell’ immigrazione nei media. Poco presenti le donne straniere. Emerge il protagonismo delle seconde generazioni.

Presentazione della ricerca "Notizie fuori dal ghetto" alla Camera dei Deputati.

Presentazione della ricerca “Notizie fuori dal ghetto” alla Camera dei Deputati.

Migliora la rappresentazione dei migranti nei media, che escono dal ghetto delle notizie e conquistano spazi non solo nella cronaca nera ma anche in societa’, lavoro e politica. Poco e male pero’ si parla di donne migranti. Lo rivela il Rapporto “Notizie  fuori dal Ghetto” , presentato nei giorni scorsi dall’ Associazione Carta di Roma. Secondo lo studio elaborato dai promotori del Codice deontologico per la stampa, aumentano sui quotidiani nazionali le notizie in prima pagina su migranti e asilo ( 2 notizie al giorno) e  riguardano sempre meno la cronaca nera. Diversa la situazione dei quotidiani locali dove per il 50% delle notizie la cronaca nera trionfa quando si parla di immigrazione e asilo.

Ma se in generale la situazione migliora, grazie anche alla realta’ delle seconde generazioni e del dibattito politico intorno allo ius soli, la presenza  delle donne migranti nelle notizie e’ minima e l’ immagine che viene maggiormente rappresentata e’ stereotipata e inadeguata rispetto ad un fenomeno tanto variegato quanto complesso.
Ecco allora che le donne migranti appaiono succubi e passive, incapaci di emanciparsi dalle proprie tradizioni e quasi sempre badanti. E quando sono  vittime di violenza, se per le donne italiane si parla di femminicidio, nel loro caso si fa quasi sempre riferimento a “dinamiche  culturali” .

“Le donne migranti sono attive e protagoniste e non e’giusto che vengano rappresentate dai media come vittime  o unicamente come soggetti passivi”- ha  dichiarato Il Presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenuta alla presentazione del rapporto -.  “Sono donne che emigrano, – ha proseguito- che mantengono piu’ famiglie e la loro forza non viene mai evidenziata dal mondo dell’informazione, devono avere piu’ voce, la realta che emerge non e’ reale, c’ e’ molto attivismo in loro”.

Carta di Roma nacque nel 2008 proprio per volere della stessa Boldrini, nell’allora veste di portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, per far fronte al linguaggio discriminatorio o inappropriato di molti media nel rappresentare alcuni fatti di cronaca  che vedevano coinvolti dei migranti. A due anni dalla nascita dell’Associazione vera e propria, fondata  dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, insieme alla Federazione Nazionale della Stampa e diverse organizzazioni della societa’ civile e’ stato presentato questo rapporto per fornire un primo quadro sulla situazione.

carta-di-roma-02La buona notizia dell’ analisi riguarda soprattutto le seconde   generazioni, le quali lontano dallo stereotipo di vittime o di carnefici, sono riuscite ad imporsi nei media come protagoniste attive della societa’, creando massa critica e occupando gli spazi di settori quali societa’ .

Stigmatizzati dai media nazionali e locali sono invece  rom, sinti e camminati,  sia mediante un uso improprio del linguaggio: nomadi, zingari, sia attraverso un sospetto generale verso queste popolazioni.

Grande rilevanza mediatica viene data agli arrivi di migranti via mare, ma intesi principalmente come flussi in una veste emergenziale. Solo recentemente, dopo la tragedia del 3 ottobre, viene prestata  un po’ di  attenzione ai richiedenti asilo.

Nel corso della presentazione del rapporto sono intervenuti tra gli altri il neo Presidente dell’Associazione Carta di Roma, il giornalista Giovanni Maria Bellu, che ha sottolineato l’importanza del Codice deontologico e i progressi nella rappresentazione dei migranti degli ultimi anni; la scrittrice Ribka Sibathu;la giornalista Francesca Paci de La Stampa, che ha evidenziato il ruolo delle seconde generazioni nella  societa’ italiana e la Rete G2 – Seconde Generazioni, che nel riconoscere la buona rappresentazione dei figli d’immigrati ha auspicato una maggiormente  attenzione ai diritti negati di questi ultimi”.carta-di-roma-03

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