“Essere o non essere italiani”. Phaim giovane videomaker racconta la sua Tor Pignattara

Nascere e crescere a Roma, nel quartiere popolare e multietnico di Tor Pignattara ed avere i genitori del Bangladesh: “Essere o non essere italiani? Da questo dubbio Amletico  è partito Phaim Bhuiyan,  giovane videomaker di seconda generazione, per raccontare in un breve documentario prodotto da ZaLab, le storie di alcuni suoi coetanei, come lui originari del Bangladesh  ma nati e cresciuti a Roma.

Lo incontriamo per conoscere la sua prospettiva, quella di un ragazzo che sogna di diventare regista e di raccontare i diversi contesti sociali che lo circondano, partendo proprio da quelli che lo coinvolgono direttamente.

Phaim. Foto tratta dal trailer del suo documentario

Phaim. Foto tratta dal trailer del suo documentario

Phaim come sei arrivato a ZaLab, che ricordiamo, ha prodotto  e distribuito diversi documentari di interesse sociale, non ultimo Mare Chiuso di Andrea Segre?

Ho iniziato a fare video a 14 anni e già dai sedici anni ho cominciato a fare i primi concorsi. E’ una passione che coltivo da sempre e il mio interesse è stato sin dall’inizio quello di rappresentare la realtà sociale . Ho conosciuto ZaLab attraverso Andrea Segre e quando  mi hanno chiesto di raccontare la mia cultura ho cercato di documentare la vita del mio quartiere, Tor Pignattara, attraverso lo sguardo dei miei coetanei che, come me, sono nati e cresciuti qui ma hanno origini diverse. Storie di ragazzi figli d’immigrati del Bangladesh che, con i loro dubbi e talvolta problemi, si sentono italiani anche se hanno origini differenti. Non vogliono rinunciare alle loro origini e alle tradizioni delle loro famiglie ma non per questo si sentono  stranieri.

Si parla molto di una riforma della legge sulla cittadinanza, che preveda percorsi più agevoli per i figli d’immigrati per acquisire la cittadinanza. Lo chiede da anni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e gli fa eco il Ministro Kyenge sin dai primi giorni del suo insediamento al Governo. Quanto può contribuire a tuo avviso una riforma della legge a sciogliere il dilemma che poni con il tuo “Essere o non essere italiani”?

Trovo che la questione della cittadinanza sia un diritto negato. Lo esprime bene anche uno dei due ragazzi che ho intervistato, quando dice che nonostante sia nato e cresciuto qui e si senta italiano, i documenti lo identificano come straniero. Senza contare le difficoltà che ne derivano dal dover rinnovare il permesso di soggiorno, in mancanza della cittadinanza. Io stesso ho fatto domanda di cittadinanza recentemente, il giorno del mio diciottesimo compleanno, e sto aspettando di essere finalmente riconosciuto italiano a tutti gli effetti. Per quanto riguarda l’identità mi interrogo spesso sulle questioni relative alla nostra identità, è inevitabile che sia così:  mi sento italiano, ma tengo comunque molto anche alle mie origini. A  volte mi sento anche altro, qualcosa di indefinibile, di inspiegabile, una sorta di sintesi tra le due cose probabilmente.

Come vedi il tuo futuro e quello degli oltre 1 milione di figli d’immigrati tra nati e cresciuti in Italia?

Sono convinto che si debba dare voce alle seconde generazioni, sono nuove energie e non sono io a dirlo, se ne parla molto ormai. Basta guardare agli Stati Uniti , ma non solo, ci sono tante storie di successo un po’ ovunque e anche l’Italia deve saper cogliere questa sfida. Per quanto mi riguarda il mio futuro lo vedo qui. Spero di fare il regista, in altri Paesi ci sarebbero buone opportunità, ma voglio provarci nel mio Paese, l’Italia.

Intervista video con Phaim:

Trailer del suo documentario

essere o non essere… italiani from Za Lab on Vimeo.

essere o non essere… italiani from Za Lab on Vimeo.

Dopo “Italeñas”, con questa Scheggia di documentario Zalab intende proseguire la sua campagna di sensibilizzazione “Insieme per lo Ius Soli” , un appello alla  mobilitazione civile volta ad una riforma della legge sulla cittadinanza italiana, alla quale è possibile aderire diffondendo i brevi documentari proposti.

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