Da Glob011: Risorse umane usa e getta a Bolzano (e forse non solo)

Zomby Nurses
Photo by Kevin Dooley

La professione di infermiere/a è considerata poco interessante dai giovani italiani, almeno fino a questa crisi. Salari troppo bassi, ambiente di lavoro stressante e insalubre, orari massacranti e poco prestigio sociale. Insomma per decenni fare l’infermiere non interessava quasi a nessuno in Italia.

Gli ospedali si sono ritrovati con un grave deficit di personale paramedico e come succede sempre qualcuno ha annusato l’affare. Decine di cooperative si sono formate e hanno cominciato a portare mano d’opera a buon mercato tra le corsie italiane. Perù, Ungheria, Polonia, Ucraina, Cuba, Marocco… Da tutte le parti del mondo. Contratti brevi e precari, stipendi bassissimi (vere e proprie truffe), disponibilità assoluta per i turni, orari massacranti, minacce e soprusi di ogni genere.

Qualcuno forse si ricorda dell’infermiere Abdel Rahim Belgaid, di Torino, Massacrato dai responsabili della cooperativa che lo impiegava per aver reclamato il suo stipendio bloccato da 3 mesi. Quella storia sbloccò un po’ la situazione e il gravissimo dramma di Abdel Rahim, finito paraplegico, permise di lanciare il dibattito sulla questione. In alcune regioni la situazione degli infermieri stranieri migliorò, in molte altre non cambiò niente.

Oggi è dalla provincia autonoma di Bolzano che arriva un campanello d’allarme. «Quello che sta avvenendo nell’ ospedale di Bolzano sembra non interessi nessuno. Lentamente ed inesorabilmente gli infermieri peruviani, polacchi e romeni vengono silurati. Tecnicamente si tratta di liberi professionisti a cui non viene rinnovato il contratto. Ma di fatto questi lavoratori, che sono stati reclutati circa 10 anni fa per risolvere una grave carenza di personale, adesso devono fare spazio a lavoratori autoctoni. » scrivono Stefania Dente e Maximilian Benedikter in un pezzo apparso sul giornale online www.salto.bz.

Si tratta in pratica di professionisti contattati e portati in Italia dai loro paesi d’origine con una proposta di lavoro. Gente che negli ospedali alto atesini ci lavora da 10 e più anni e che si è fatta una solida esperienza. Persone umane che hanno mollato tutto per seguire un progetto di futuro che si è svelato solo un inganno.

É il perfetto esempio di immigrazione usa e getta alla quale molti vorrebbero avere accesso. Prendi dei lavoratori in tutto il mondo quando servono. Poi se c’è crisi o se non servono più li mandi via.

Per tenere lontani gli infermieri stranieri dall’assunzione le regole si fanno ferree. «Prima di venire qua non ci hanno spiegato bene, che per diventare dipendente bisogna parlare due lingue e essere in possesso del patentino di bilinguismo. Ci hanno detto che bastava soltanto la conoscenza della lingua italiana. Il resto lo ho scoperto, dopo essere venuta in Alto Adige parlando con le mie colleghe del reparto.» scrive una infermiera di origine polacca che nel frattempo si è sposata con un nativo del luogo e fondato famiglia, in risposta all’articolo. «Sono stata mandata via addirittura mentre mi trovavo in maternità.» E oltre il danno anche la beffa, prima di mandare via questi infermieri con tanta esperienza fu chiesto a loro di inserire i novellini appena sfornati dalle scuole locali: « In 10 anni ho acquisito una grande esperienza nel mio lavoro, ho inserito le nuove infermiere nel nostro reparto, seguivo le allieve durante i loro tirocini, cosi avevo anche una bella occasione di condividere la mia esperienza lavorativa…»

In una discussione via mail che è nata tra attivisti antirazzisti e sindacalisti di varie regioni d’Italia, una dirigente Usl di Modena ricorda come gli infermieri stranieri furono accolti con grande sollievo qualche decennio fa: «Li accogliemmo con una festa, demmo loro alloggio e corsi gratis: ne avevamo estremo bisogno.» Mentre qualcun’altro da Bolzano si chiede: «Se questo fenomeno ( licenziamento di infermieri stranieri) è a livello nazionale, dobbiamo creare una Rete per contrastare questa discriminazione!!».

http://www.glob011.com/italie/item/656-infermieri-a-bolzano

 

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