A Pisa arriva la Festa dei Popoli e delle Culture

PISA – Una festa all’insegna dell’integrazione e delle contaminazioni tra suoni, colori e culture, questo lo spirito della Festa dei Popoli che ha visto coinvolte le diverse comunità migranti di Pisa.

L’iniziativa, un evento significativo per la città e un arricchimento per tutta la cittadinanza, è stata organizzata dall’Istituzione Centro Nord-Sud, con il contributo della Regione Toscana e il patrocinio del Comune di Pisa, in collaborazione con la Consulta Provinciale Immigrazione.

Presenti durante la manifestazione il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, e l’assessore Pagnin, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa Sandra Capuzzi, il vice sindaco del Comune di San Giuliano Terme Fortunata Dini, e i rappresentanti delle varie comunità di migranti dei Comuni del territorio.

“La Festa dei Popoli e delle Culture – ha spiegato l’assessore provinciale all’integrazione Silvia Pagnin – nasce all’insegna delle contaminazioni tra una città, un territorio e le comunità immigrate. Dedicata alle comunità migranti di Albania, Kossovo, Cina, Russia, Ucraina, Tunisia, Eritrea, Congo Brazzaville, Senegal, Camerun, Filippine, Bangladesh, America Latina e Palestina, che voglio ringraziare per l’impegno profuso, la Festa è prima di tutto un’occasione di conoscenza per tutta la città, un momento di gioia, di condivisione e di voglia di stare insieme, per apprezzare al meglio il contributo che le molte comunità straniere presenti a Pisa e nel territorio portano alla nostra collettività”.

Ad animare il pomeriggio della festa vari laboratori interculturali dedicati ai più piccoli, organizzati dall’associazione Bubamara Teatro e l’associazione culturale Arturo che da anni svolgono attività interculturali sul territorio della provincia. Le varie sfilate delle comunità sono state accompagnate dalle note e dai ritmi della band degli Opa Cupa, il vivace complesso “zingaro” del salentino che si è esibito con le sonorità di Bosnia-Erzegovina, Albania, Algeria, Bulgaria, Italia meridionale, Marocco e Romania.

Aleksandra Caci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *