“Radici”: Viaggio di “ritorno” tra Genova e Ecuador

Viviana Barres è una cittadina genovese arrivata per il matrimonio di sua sorella quindici anni fa dall’Ecuador, e mai piú tornata indietro. Lo ha fatto solo quest’anno da protagonista della sua stessa storia nel programma di Rai3 “Radici, l’altra faccia delle migrazioni”, con il giornalista Davide Demichelis in un viaggio verso le origini della sua storia e della sua emigrazione.  Il racconto verrà trasmesso venerdì 21 giugno, in seconda serata.

Photo: © Alessandro Rocca

« Questa è la nostra seconda edizione ed è tutta al femminile – racconta Davide Demichelis – . Il filo conduttore di ognuna delle quattro puntate è il viaggio “indietro”, un ritorno in patria per scoprire da quale ambiente vengono. Le immigrate (di prima o seconda generazione) ci portano in Ecuador, Senegal, Cina e Burkina Faso. Il percorso che ci conduce alla scoperta delle radici dei migranti, offre anche lo spunto per mostrare come vivono nel nostro Paese, chi frequentano, quali attività svolgono e come si sono ambientate».

La prima puntata, andata in onda venerdì 14 giugno, è iniziato con il viaggio di Demichelis in Burkina Faso della mano di Fanta Tiemtore’, nipote di un Re del villaggio di Nimiyri, che lo conduce nel suo paese tra incontri ravvicinati con i coccodrilli, lunghe attese dal parrucchiere per le treccine e per il vestito dal sarto. Un pezzo d’Africa vissuto e visto con gli occhi di una emigrante e narrato e spiegato con la voce di un italiano. Combinazione stimolante dei quattro reportage firmati da Davide Demichelis con la collaborazione di Alessandro Rocca e che proseguiranno venerdí con la storia di Viviana Barres in Ecuador, 28 giugno con Malia Zheng in Cina e per ultimo venerdì 5 luglio in Senegal con Coumbaly Diaw .

« Questo è il modo migliore per conoscere le persone – continua Demichelis – . Nella storia di Viviana mi ha colpito che lei prima di questo viaggio non sia mai stata in Amazzonia: i tre quarti dell’Ecuador è coperta dalla foresta e Viviana non ci era mai stata. Ma questi sono stereotipi, non per forza conosciamo tutto quello che è vicino a noi anzi spesso sappiamo più delle cose lontane che di quelle vicine».

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