Castelfranco Emilia: Stop alla discriminazione attraverso lo sport

La Coppa dei Mondiali Antirazzisti ai giocatori “invisibili” della squadra multietnica Liberi Nantes

La 17° edizione dei Mondiali Antirazzisti ha premiato, con il trofeo “Coppa Invisibili”, Liberi Nantes, la prima squadra di calcio formata interamente da immigrati. Nata nel 1997 con lo scopo di diffondere la cultura dell’accoglienza contro ogni forma di discriminazione, la “Coppa Invisibili”, simbolo dell’inclusione e dello “stop alla discriminazione”, è una manifestazione sportiva internazionale organizzata dall’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) dell’Emilia Romagna, in collaborazione con Istoreco (Istituto Storico per la Resistenza) di Reggio Emilia.

premiazione della squadra Liberi Nates

Un importante riconoscimento questo, dato a una giovane squadra multietnica composta da profughi e richiedenti asilo che, considerando il suo sovrannumero di “extracomunitari”, con una deroga della Figc partecipa fuori classifica al campionato di terza categoria. Fondata da un gruppetto di amici immigrati provenienti da vari centri di accoglienza, dal 2008 Liberi Nantes ha partecipato a tutte le edizioni dei Mondiali Antirazzisti destinate a tutte quelle squadre alle quali viene negato un diritto, in questo caso il diritto alla vittoria. I suoi simboli, il colore bianco e azzurro, simboli della bandiera dell’Onu e della nazionale Italiana.

Durante la premiazione, un anticipo della manifestazione che si svolgerà dal 3 al 7 luglio a Castelfranco Emilia (Modena), tra i presenti anche il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge. «Lo sport, ha sottolineato nel suo discorso, è uno strumento fondamentale per diffondere la cultura della convivenza. Il gioco ci può aiutare, quando non guarda all’origine delle persone ma riconosce il merito, le competenze e le capacità cementando le amicizie e diffondendo valori positivi. Noi dobbiamo lavorare molto su questo aspetto se vogliamo ottenere il diritto alla cittadinanza». 

«I confini del diritto allo sport in Italia, ha affermato nel suo intervento Vincenzo Manco, presidente dell’UISP Unione Italiana sport per Tutti, vanno estesi alle cosiddette seconde generazioni, alle persone migranti in regola che risiedono nel nostro Paese e ai cosiddetti “migranti forzati”. Riteniamo che lo ius soli possa essere finalmente riconosciuto e anche lo sport possa diventare un terreno sul quale pratica sportiva possa essere riconosciuta in tutte le sue forme

Arriva così anche dal mondo dello sport una nuova spinta verso la modifica della legge sulla cittadinanza. «Idealmente questa coppa, scrivono nella loro pagina web della squadra, Liberi Nantes la dedica a tutti gli Invisibili e sono tanti in questo paese. Perché noi comunque il campionato l’abbiamo giocato, perché la FIGC Regionale Lazio tanti anni fa ci ha dato questa deroga speciale e quindi possiamo comunque giocare … Noi vorremmo non essere più una felice eccezione, vorremmo che lo sport diventasse un DIRITTO PER TUTTI. Vorremmo che domani la Coppa Invisibili non esistesse più, perché questo paese ha dato voce ai mille volti, alle mille necessità non solo dei migranti. Ci sono popoli invisibili: disabili, senza casa, poveri, disoccupati …»

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