Dossier: Immigrazione e partecipazione politica

Mentre si preparava questo dossier, il presidente Napolitano accoglieva per il giuramento il nuovo esecutivo presieduto da Enrico Letta. A sorpresa tra i ministri due nomi “stranieri”: Ministro dell’Integrazione: Cécile Kyenge, Ministro Pari opportunità, sport e politiche giovanili: Josefa Idem. Un fulmine in ciel sereno. Gli ambienti antirazzisti lo considerano un forte segnale di apertura. Mentre gli ambienti tradizionalmente xenofobi dimenticano del tutto la nomina della sportiva dall’aspetto e dal nome nordico e si concentrano esclusivamente sul ministro di origine africana, Cécile Kyenge.  L’accoglienza riservata alla politica italo-congolese illustra come nonostante fosse un fenomeno stabile e rappresenti ormai una parte non trascurabile della popolazione, la presenza degli immigrati in Italia non riesce ad entrare nel dominio della normalità

In 20 anni di presenza in Italia, l’immigrazione è cambiata tantissimo. Sia dal punto di vista numerico che nella strutturazione  composizione.

Dalle braccia richieste per sollevare una economia in cerca di bassi costi di produzione, lo stato italiano è confrontato sempre di più di fronte all’emergere delle persone, con bisogni, paure, idee, problemi, soluzioni… e qualche volta anche qualche diritto.

Questa popolazione oggi si misura anche con la partecipazione nei campi politici. Dalla lotta per id diritti specifici si arriva alla partecipazione tout-court.

Un dossier che tenta di riassumere il percorso e di fotografare la situazione della partecipazione politica in alcune delle sue svariate forme.

Immigrazione e partecipazione politica: dopo 20 anni di cammino parità ancora lontana

Nel 1989, 23 anni fa, per protestare contro l’uccisione di Jerry Masslo a Villa Literno, ci fu la prima manifestazione nazionale contro il razzismo. l’Italia aprì gli occhi su una realtà nuova: il serbatoio di mano d’opera a buon mercato non era più il Sud Italia ma il Sud del mondo.

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Gli immigrati nelle ultime elezioni politiche e regionali

Mentre il numero di immigrati presenti sul territorio è aumentato molto negli ultimi 20 anni, la presenza di personalità di origine immigrata nei luoghi del potere rimane sempre a livelli embrionali. Le ultime elezioni sia legislative che regionali hanno visto una molto discreta partecipazione di candidati di origine straniera e uno flop quasi totale a livello di risultati finali.

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Partecipazione: Kaabour candidato sindaco a Genova

Tra i candidati per le elezioni amministrative dello scorso maggio a Genova c’era anche Simohamed Kaabour, nato in Marrocco 31 anni fa. La sua lista civica “Fratelli e Fratellastri”, creata solo qualche mese prima della tornata elettorale, nasce come movimento sociale, culturale per “promuovere i nuovi cittadini, portatori di competenze e capacità nel contesto sociale”.

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