Pontedera, un documentario per fotografare una città in movimento

“Meridiani – Pontedera, una città in movimento”, un documentario per fotografare il volto dell’immigrazione di oggi a Pontedera.

“Meridiani- Pontedera, una città in movimento” si intitola così il documentario del giovane regista pontederese Tommaso Cavallini realizzato in collaborazione con il “Forum Percorsi di Cittadinanza”, il Comune di Pontedera e la Regione Toscana.

Il documentario, presentato in anteprima il primo marzo al museo Piaggio, racconta, attraverso le tante storie di vita dei migranti, un altro volto di Pontedera, fatto di mille colori, lingue, culture e tradizioni provenienti da paesi lontani. Il film, girato tra i luoghi più frequentati dagli immigrati, negozi, bar e ristoranti etnici, rappresenta un grande mosaico nel quale si intrecciano i pezzi di vita dei protagonisti, tra mille sacrifici e l’orgoglio di chi c’è l’ha fatta …

La pellicola scorre tra volti conosciuti come quelli di Dia Papa Demba, Presidente regionale dei Consigli degli stranieri della Toscana, di Naima Amadour e Cecilia Onyenezaide, rappresentativi e punto di riferimento non solo per le proprie comunità di provenienza ma per tutti gli immigrati presenti sul territorio, e le testimonianze dei più giovani, quello delle seconde generazioni. Le riprese fatte hanno raccolto, non solo la loro quotidianità ma anche le loro storie, l’esperienza vissuta in prima persona con momenti belli, sogni, difficoltà incontrate, progetti per il futuro, il rapporto con gli italiani e la loro seconda città, Pontedera.

“ L’idea di “Meridiani”, – racconta il regista, – nasce da un mio desiderio, cioè quello di realizzare un reportage che rappresentasse la mia città, Pontedera, e la richiesta della Regione Toscana e dell’Amministrazione comunale, di documentare le attività del Forum Percorsi di Cittadinanza, una nuova esperienza nata dopo il Consiglio comunale degli immigrati. Insieme al mio staff di collaboratori abbiamo accolto con entusiasmo la proposta partecipando e riprendendo durante l’ultima estate, le sfilate, le feste, gli incontri organizzati dal Forum. Da tempo,- continua, – anche nella mia città l’immigrazione è una realtà e sicuramente al di là della presenza degli immigrati, che ha aggiunto nuovi colori ai nostri quartieri, niente è più lo stesso a Pontedera. Negli anni è cambiata la vecchia Piaggio, accanto ai tanti ristoranti ci sono i kebab e in centro i negozi etnici, è un processo di una contaminazione continua, “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Con la nostra telecamera, abbiamo cercato più semplicemente di rappresentare le comunità dei migranti che oggi vivono nella nostra città. Abbiamo avuto la loro piena disponibilità a testimoniarci, anche in prima persona, il loro camino verso un percorso di integrazione che nella città della Piaggio coinvolge tutti, italiani e non. Sicuramente Pontedera rappresenta il modello di un grande laboratorio di culture, con la sua storia del passato e del presente continua a essere una città in movimento …”

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