Con il gioco online “Nei miei panni” migranti si diventa

Puoi diventare Modou, giovane ingegnere senegalese con moglie e due figli in Senegal e un permesso di soggiorno vicino alla scadenza, oppure Katerina, infermiera di 40 anni ucraina che ha lasciato la famiglia a Kiev, ancora per poco regolare in Italia. O ancora Ahmed, 23enne meccanico arrivato in Italia con il visto turistico e con il sogno di aprire un giorno un’officina tutta sua nella sua patria, la Tunisia.

Con il gioco online “Nei miei panni” basta un clic per provare a cambiare vesti e a indossare per un attimo quelle di un migrante che si trova in Italia, costretto ad affrontare una realtà troppo spesso segnata da fenomeni di discriminazione e razzismo per motivi etnici, linguistici, religiosi o per condizione sociale.

 “Nei miei panni” è un progetto promosso dall’Unar in collaborazione con Caterpillar AM, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione contro il razzismo che ha avuto il suo culmine giovedì 21 marzo, Giornata Mondiale Contro il Razzismo.

Le storie proposte sono ispirate a tre personaggi di fantasia, ma basate su dati statistici reali. “Molti dei fatti che si incontrano nel gioco – si legge alla pagina web di “Gioca nei miei panni” – accadono quotidianamente agli oltre 5 milioni di immigrati che vivono nel nostro paese. Basta mettersi nei panni dell’altro per capire che le discriminazioni razziali non hanno ragione di esistere”.

Per giocare clicca qui.

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