Rete G2 e Asgi a sostegno dei diritti

A.B., giovane di nazionalità croata, è cresciuta e ha studiato in Italia. Vorrebbe insegnare, ma per il solo fatto di non essere cittadina comunitaria si è vista finora negata la possibilità di realizzare il suo sogno. Grazie all’aiuto di Asgi e Rete G2 le cose potrebbero però cambiare.

“Sono arrivata in questo Paese quando ancora ero una bambina – racconta N. B. -. Ho frequentato la scuola italiana a partire dalle medie fino ad arrivare all’Università. Da sempre ho desiderato fare l’insegnante, ma i numerosi ostacoli fin qui incontrati legati alla mancanza della cittadinanza italiana o di un altro paese della Comunità Europea mi hanno impedito di iniziare l’iter previsto per diventare professoressa”. “In occasione dell’uscita dell’ultimo bando di concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione – continua –  ho però deciso di reagire. Sostenuta dall’aiuto di Rete G2 e dell’Asgi, ho scelto di far valere i miei diritti intraprendendo le vie legali contro un regolamento doppiamente discriminatorio. Innanzitutto per la mancanza di parità di trattamento tra me e gli altri aspiranti docenti italiani o comunitari, a cui vengono offerte maggiori possibilità a parità di titoli e competenze. In secondo luogo, per la mia condizione coniugale: dal momento che mio marito è un cittadino comunitario, secondo una direttiva europea dovrei aver garantiti i suoi medesimi  diritti. Dunque anche quello di poter partecipare a un concorso pubblico”.

Come afferma N.B., l’aiuto di Rete G2 e Asgi è stato fondamentale per intraprendere il ricorso. “Per difendere con efficacia i propri diritti in queste situazioni, un aiuto da parte di figure esperte è indispensabile – spiega -. Molti giovani di seconda generazione vivono sulla propria pelle simili discriminazioni, ma non sanno di avere la possibilità e gli strumenti necessari per ottenere quelle pari opportunità loro ingiustamente negate. Troppi non conoscono i propri diritti, né le realtà a cui rivolgersi per farli rispettare. Gli sforzi dovrebbero dunque indirizzarsi verso la formazione di cittadini più consapevoli: solo in questo modo potremmo porre le basi per una società più giusta”.

Laura Gianni

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