Il diritto alla cittadinanza sul grande schermo con il film “Sta per piovere”

 Il tema del diritto alla cittadinanza sbarca sul grande schermo. A parlare di uno ius soli che manca e che rende stranieri davanti alla legge moltissimi ragazzi e ragazze nati e cresciuti in Italia è stato Haider Rashid, regista del film “Sta per piovere”, proiettato in anteprima nazionale a Firenze.

“Mi chiamo Said e sono italiano”. È questo uno dei leitmotiv del lungometraggio presentato lo scorso 12 febbraio al Teatro Puccini di fronte a una sala gremita. Una frase che diventa il grido di lotta del protagonista Said Mahran, giovane nato e cresciuto in Italia da genitori algerini, da sempre vissuto a Firenze, ma divenuto “irregolare” e condannato all’espulsione all’età di 26 anni.

Lui, studente e lavoratore nel capoluogo toscano – set principale dell’intero film –, toscano e italiano si sente fin nel profondo. Solo la legge sembra non accorgersi dell’“italianità” di Said. Alla “giustizia” non importa che l’Italia sia il paese che gli ha dato i natali, che sia figlio di un operaio che lavora in una fabbrica fiorentina da oltre trent’anni, che tutto ciò che sia lui che suo fratello hanno, dagli amici ai ricordi, dalla scuola al lavoro, si trova in Italia. Nonostante tutto questo, la vita dei Mahran è e resta appesa a un documento: il permesso di soggiorno.

È proprio per il mancato rinnovo di quest’ultimo che le loro esistenze vengono travolte e rischiano di essere spazzate via. La causa scatenante è il suicidio del proprietario dell’azienda in cui il padre di Said era impiegato e, conseguentemente, la perdita della sua trentennale occupazione. Il risultato sono appena 15 giorni per lasciare il paese e tornare nella terra di provenienza: quell’Algeria in cui Said e suo fratello non hanno mai messo piede.

Avvocati, sindacati, tribunali: niente sembra in grado di cambiare le cose. Ma anche quando la situazione sembra senza vie di uscita, Said decide di non arrendersi: rifiuta qualsiasi scorciatoia e sceglie la strada più complessa, quella della mobilitazione. Lotta per far conoscere a tutti quello che sta vivendo – e che, come lui, vivono e hanno vissuto molti altri – e far nascere così in chi lo ascolta quell’indignazione punto di partenza per un possibile cambiamento.

“La scelta del titolo non è casuale – afferma Haider Rashid -. L’espressione “Sta per piovere” ha il sapore della novità, di una svolta di pagina imminente, di una piccola rivoluzione che sta per accadere. Sulla questione del diritto alla cittadinanza i tempi stanno maturando. Questo film ne vuol essere l’annuncio”.

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