Genova restituisce all’Ecuador pezzi di patrimonio “precolombiano”

Il Comune di Genova ha restituito al governo ecuadoriano circa 2600 reperti archeologici precolombiani, rimasti inediti e al chiuso per lunghi anni nei depositi comunali. Patrimonio culturale composto da beni storici che vanno dall’epoca Valdivia ( 3550 a .C.) all’epoca Manteña (110-120 d. C) dell’Ecuador.

“Nel 2004, la Collezione ‘Norero’ è stata donata anni fa da Maria Bozzo Norero, italo-ecuadoriana, vedova del Senatore della Repubblica dell’Ecuador, Vincenzo Norero, al Comune di Genova, al fine di esporre detto Patrimonio presso il Castello d’Albertis, Museo delle Culture del Mondo” – spiega la console dell’Ecuador a Genova, Esther Cuesta.

Fu proprio Maria Norero infatti a volersi rivolgere ai diplomatici ecuadoriani affinché la collezione – composta da una varietà di pezzi che vanno dalle statuette ai vasi, orecchini e piatti – potessero ritornare in Ecuador.

“A seguito dell’attenzione del Governo Ecuadoriano – aggiunge Cuesta – e l’importante rapporto di amicizia tra lo Stato dell’Ecuador, tramite le sue rappresentanze diplomatiche e consolari, ed il Comune di Genova , nel 2011 la Civica Amministrazione genovese ha accolto la richiesta di far rientrare in possesso dell’Ecuador tale patrimonio culturale ed artistico”.

E giovedì 14 febbraio presso il Comune di Genova, Palazzo Albini, si è finalmente tenuto l’atto ufficiale della firma per il trasferimento dal Comune di Genova alla Repubblica dell’Ecuador. “Questo atto non sarebbe avvenuto senza la stretta collaborazione con le autorità locali e il governo ecuadoriano. Un processo che da più di sei anni si stava lavorando e ora finalmente siamo felici di poter offrire a tutta la cittadinanza, ecuadoriani e non, la possibilità di ammirare e apprezzare questo patrimonio culturale e storico”, spiega emozionata la console.

“Si è fatto in modo di esaudire la volontà non solo nel rispetto di una sola persona ma di un popolo. – dichiara il sindaco di Genova Marco Doria – Faremo in modo, seguendo le indicazioni dei proprietari, di valorizzare la collezione nelle forme che saranno ritenute più opportune” conclude.

E la console dell’Ecuador Esther Cuesta ammette: “Per quanto ci riguarda vorremmo venisse realizzato un progetto volto allo studio, divulgazione e valorizzazione dei reperti archeologici. Coinvolgendo i giovani, studenti figli degli immigrati ecuadoriani affinché possano conoscere la loro storia, oggi ancora più vicina. Si sta pensando, infatti, di lasciare una parte dei reperti proprio a Genova. Mentre il restante potrebbe ritornare in Ecuador. Ma non è detto, potremmo prendere in considerazione l’idea di portarlo anche in un altro paese Europeo o Americano”.

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