Genova: apertura di un Centro antidiscriminazioni.

Sono una trentina gli immigrati che si sono rivolti alla Rete regionale di monitoraggio sperimentale – dopo la stipula nel 2009 del Protocollo tra Regione, Unar e Dipartimento per le Pari Opportunità – , “Noi non discriminiamo”. Il maggior numero di episodi discriminatori si verifica nel mondo del lavoro (l’esclusione ai concorsi pubblici e privati, ma anche contratti fatti firmare insieme con le dimissioni in bianco), per l’accesso al credito e ai servizi bancari (tassi elevati o esclusione dalla concessione del credito), e la casa (i rapporti condominiali sempre più conflittuali). Fotografia di un fenomeno allarmante presentato recentemente, a conclusione di un lungo lavoro – a cui aderiscono Arci, Acli, Anolf/ Cisl e associazioni di immigrati –, e che ha portato alla costruzione di un vero e proprio “Centro regionale di prevenzione e contrasto delle discriminazioni” con sede in Regione – piazza De Ferrari 1 – , e contattabile via telefono allo 010. 5488489 da lunedì a giovedì dalle 9 alle 18 e il venerdì dalle 9 alle 13, oppure inviando una mail a lavoro.migrazioni@regione.liguria.it .

“Per la realizzazione di questo Centro è stato emesso un bando pubblico affinché le associazioni potessero aderire al progetto e costituire o supportare la rete che ha messo a disposizione una serie di sportelli già presenti sul territorio” -spiega l’Assessore al lavoro e all’immigrazione, Enrico Vesco. Il funzionamento del Centro è supportato infatti da una rete territoriale composta dagli enti e dalle associazioni del Terzo settore ed è articolata in 5 nodi provinciali, 27 antenne territoriali e 30 punti informativi in tutto il territorio. Finanziato da fondi regionali e dalla Convenzione stipulata tra Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e Regione Liguria, per un importo complessivo di 70 mila euro, i contributi per il suo funzionamento sono stati assegnati ad ognuno di loro con lo scopo di sostenere parzialmente le attività e i servizi. Ma nel concreto di che cosa si occuperà? Risponde Vesco: “Si farà carico di implementare le azioni di prevenzione, di contrasto e assistenza alle vittime e monitoraggio delle discriminazioni basate sul genere, orientamento sessuale, razza, origine etnica o nazionalità, disabilità età religione e convinzioni personali”. “Una bella differenza” invece è un progetto finanziato da fondi Fei (Fondo Europeo per l’Integrazione), fino a giugno di quest’anno, promosso da Arci Liguria, Anolf e Acli Liguria, il cui obiettivo è la mediazione sociale e il dialogo interculturale. Che avverrà anche attraverso il social network Facebook.

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  1. Elena
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    • Domenica Canchano
      Domenica Canchano
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