Dossier: Scuola italiana, multiculturalità tra i banchi, ma non in cattedra

La scuola italiana corre a due velocità. Mentre le classi degli istituti di ogni ordine e grado rappresentano una fotografia fedele della società multiculturale grazie alla presenza tra i banchi di studenti e studentesse di diverse nazionalità, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda gli insegnanti.

Se infatti il mondo della scuola è un settore di difficile accesso per chi voglia fare dell’insegnamento il proprio mestiere, esso si presenta ancora più chiuso a tutti i cittadini e le cittadine di origine straniera che aspirano a diventare i professori e le professoresse di domani.

Tra le testimonianze di chi, pur incontrando mille difficoltà, è riuscito a realizzare il proprio sogno e di chi sta lottando per concretizzarlo, il dossier di Prospettive si pone come obiettivo quello di restituire un’immagine autentica di come si presenta il sistema scolastico nazionale a chi voglia entrare a farne parte come docente senza avere in tasca un passaporto italiano.

I. Scuola sempre più multiculturale, ma non in cattedra

Il 25 settembre scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione per il reclutamento di oltre 11.542 docenti nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado. Ma il bando prevede che per salire in cattedra bisogna avere la cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea.

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II. Rete G2 e Asgi a sostegno dei diritti

A.B., giovane di nazionalità croata, è cresciuta e ha studiato in Italia. Vorrebbe insegnare, ma per il solo fatto di non essere cittadina comunitaria si è vista finora negata la possibilità di realizzare il suo sogno. Grazie all’aiuto di Asgi e Rete G2 le cose potrebbero però cambiare…

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III. Adel Jabbar, sociologo: “ La scuola non è a misura di straniero”

Adel Jabbar è sociologo dei processi migratori e transculturali, e svolge docenze presso diverse Università italiane. Ha fondato a Trento la scuola “Res” , che da oltre 20 anni svolge autonoma attività di ricerca sociologica.
La scuola italiana è aperta agli stranieri che intendono insegnare o fare ricerca?
“No, la scuola italiana, così come in generale l’Italia, fa fatica a includere i cittadini stranieri. Il problema è soprattutto culturale…”.

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