Da MMC: Conferenza europea conclusiva del progetto Media4us a Utrecht

Olanda, Italia, Inghilterra, Ungheria, Repubblica Ceca, Svezia, Germania, Belgio: provengono da tutta Europa i partecipanti al progetto Media4us che il 21 e 22 febbraio si sono incontrati a Utrecht per la conferenza europea “Tuning in to Diversity: thinking forward”.

Al vaglio i risultati e le attività sviluppate nell’ambito del progetto  a partire dal 2011: 8 website nazionali e uno europeo, un inserto in otto edizioni nazionali della free press Metro, training per giornalisti migranti, una European Academy, una summerschool internazionale, seminari e tavole rotonde sui processi partecipativi.

Una prima sintesi dell’andamento complessivo del percorso compiuto è stata presentata dalla valutatrice Anna Meli.

“Sono state prevalentemente due le strategie che i partner hanno adottato nella realizzazione delle attività previste dal progetto Media4us – afferma Anna Meli -: una più vicina a quello che viene definito “citizen journalism”, l’altra tendente alla valorizzazione delle professionalità giornalistiche di chi già opera nel campo dei media.

“Il primo tipo di approccio – continua Meli -, scelto da Svezia, Gran Bretagna, Belgio e in parte anche dall’Olanda, è stato caratterizzato dal tentativo di render protagoniste degli spazi mediatici quelle minoranze solitamente escluse dai processi informativi, considerate dai mass media solo come oggetto e non come soggetto dell’informazione stessa. In questi paesi, le realtà locali e le comunità migranti sono stati i primi soggetti ad esser coinvolti. Il tutto con l’obiettivo di dare ai cittadini stranieri la possibilità di partecipare al dibattito pubblico, esprimendo le proprie opinioni”.

“Un maggior protagonismo di giornalisti professionisti – dichiara – si è invece verificato in Italia, Ungheria, Repubblica Ceca e Germania. La scelta di coinvolgere firme straniere già attive su testate locali o nazionali, blog, radio o tv, ha avuto come scopo quello di sottolineare l’importanza della presenza di giornalisti migranti nell’informazione di ciascun paese. Grazie al loro contributo, infatti, nuove prospettive e tematiche possono fare la loro comparsa all’interno dei processi mediatici e del dibattito pubblico. Con le loro capacità interculturali, i giornalisti stranieri rappresentano una fonte insostituibile di voci e notizie nuove per il panorama informativo tradizionale, in grado di sconfiggere la diffidenza verso gli stranieri che molti media main straeam rischiano di alimentare”.

Positivi i giudizi sull’inserto ospitato da Metro, diffuso il 20 novembre 2012 in contemporanea in otto paesi europei. “La pubblicazione su Metro – continua Anna Meli – ha garantito sia alle tematiche legate al fenomeno migratorio che ai giornalisti stranieri autori degli articoli grande visibilità. Ha permesso inoltre di raggiungere un ampio pubblico e ha consentito di coinvolgere nell’iniziativa molti migranti. Positivo il co – working con le redazioni nazionali di Metro – non così facili invece i rapporti con Metro International -, tanto da far pensare a possibili collaborazioni future”.

Più complessi invece sono risultati la gestione e l’aggiornamento dei siti web nazionali, prevalentemente basati su contributi giornalistici volontari. “Garantire una regolare periodicità e un assiduo aggiornamento degli web site nati con nell’ambito di Media4Us ha presentato diverse difficoltà. Tra i motivi principali la scarsità di risorse dedicate a questo aspetto del progetto e l’impossibilità di utilizzare piattaforme online già esistenti”.

Se il progetto Media4us è ormai in via di conclusione, non mancano le sfide aperte per il futuro. Tra i prossimi possibili step per un’informazione più a misura di società interculturale compaiono infatti il rafforzamento di unarete europea di corrispondenti e l’opportunità di continuare il lavoro iniziato con Media4us grazie al bando europeo Eif per l’integrazione.

Fonte: Media Multiculturalità

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