Elezioni presidenziali in Ecuador. Forte partecipazione in Liguria.

2 giorni fa (il 17 febbraio 2013) si votava in Ecuador per la presidenza della Repubblica. Ha vinto il presidente uscente Rafael Correa alla testa di un fronte di sinsitra contro una opposizione framentata.

La città di Genova ha contribuito in modo sostanziale all’elezione del presidente Correa. In effetti gli Ecuadoriani sono molto numerosi nel Capolugo ligure e hanno votato in massa.

Un reportage di Domenica Canchano

 

Elettore Ecuadoriano a Sampierdarena – Foto: Domenica Canchano

In Ecuador ha vinto la “Revolución ciudadana”. Costruita e mantenuta grazie anche ai migranti ecuadoriani che come ha ricordato nel suo primo discorso l’appena rieletto, Rafael Correa, 49 anni, “questo è il governo dei migranti, che non verranno mai meno”. Parole di ringraziamento arrivate dopo l’attesissima giornata elettorale in cui non è stato solo eletto il capo di stato ma anche i 5 rappresentanti al Parlamento Andino, 15 Parlamentari nazionali e 2 all’estero. Sul suo sito web, il Consejo Nacional Electoral, ha giá una schermata con i risultati elettorali ufficiali. I primi risultati confermano la tendenza che come noto da ieri vede la rielezione di Rafael Correa come presidente dell’Ecuador al primo turno, ottenendo oltre il 50% dei voti.

Genova è la cittá dove si è registrato una massiccia partecipazione alle urne. A esercitare il loro diritto, volontariamente, erano attesi 12.467 iscritti nel registro elettorale, di questi l’80% residenti in Liguria. Il restante arrivava da Savona, La Spezia, Ovada, Piacenza, Rimini, Bologna, Sanremo. E l’affluenza è arrivato al top dopo le 16, un’ora prima della chiusura dei seggi. “C’è qualche ritardatario che è rimasto fuori ma noi abbiamo avuto l’ordine di chiudere alle 17 per poi iniziare gli scrutini – spiega la Console dell’Ecuador Esther Cuesta, soddisfatta per la tornata elettorale – . I volontari hanno contribuito a questo successo, 17 quelli impiegati per la sicurezza e altri 15 per la pulizia dei locali. Un processo ordinato senza problemi”.

E continua: “L’affluenza è stata così elevata che i locali del Centro civico Buranello, di Sampierdarena, sono diventati piccoli” dice sorpresa la console dell’Ecuador a Genova, con giurisdizione anche in Emilia Romagna, Esther Cuesta, pochi minuti dopo le 17, ora della chiusura dei seggi. Che per la lunga giornata sono stati allestiti 26 scanni, 500 persone per ognuno di loro, divisi per piani e tra uomini e donne.

Vale la pena evidenziare che il voto all’estero per gli ecuadoriani non è obbligatorio ma la partecipazione al voto continua ad aumentare nel corso degli anni. Nel 2006 quando gli ecuadoriani furono chiamati per le elezioni presidenziali con l’arrivo a Genova del primo console, Pablo Áviles, gli elettori erano 6972. Di questi votò 5490. Allora però erano circa 25 mila (tra regolari e irregolari) gli ecuadoriani in città. Si stima che oggi fra regolari e irregolari il numero sia raddoppiato.

Elezioni Ecuadoriane a Genova – Foto: Domenica Canchano

Carlos Lalvay, di 27 anni, si occupa di montaggio video e stampa di fotografie, e per lui è la prima volta ai seggi. “Non ho mai votato prima né in Ecuador né qui – racconta – . ma questa volta lo devo fare perché mi sento più coinvolto. Voglio intraprendere un’attività che mi porti a investire nel mio paese. Non tornerò per rimanerci ma per fare carriera”.

Dei 20 mila ecuadoriani residenti a Genova, con documenti, il 60% è donna. Come Magaly Arias, di 52 anni, italo-ecuadoriana, badante fissa. che confessa: “A me piace Rafael Correa e somiglia in qualche modo a Berlusconi – racconta – . Oggi sono qui a votare per l’Ecuador ma domenica sarò alle urne per eleggere il presidente del Consiglio italiano. Sono cittadina italiana e per me è un orgoglio farlo. Vuol dire che la mia opinione conta”.

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