Senigallia, Marche, la protesta dei profughi vista da vicino

A Senigallia, nelle Marche, Alcuni profughi della cosiddetta “Emergenza Nord Africa”  ospitati presso l’Hotel Lori si sono ribellati. Protestano contro la mancata consegna della piccola paghetta diaria prevista dal programma e contro la mancanza di prospettive per il futuro.  La Stampa locale racconta il fatto concentrandosi come al solito sui fatti più spettacolari.

Prospettive è andato a vedere da più vicino. Ecco il suo racconto che ci riporta il nostro corrispondente Mohamed Malih.

Foto: “Senigallia” di AleBonvini

Senigallia è una ridente cittadina della riviera adriatica, famosa per la sua “spiaggia di velluto”, per la Rotonda a mare e, a livello internazionale, per la kermesse estiva il Summer Jamboree – raduno per appassionati e feticisti degli anni 50. Vive soprattutto di turismo e il suo maggior cruccio e la cosiddetta destagionalizzazione turistica.

Ma l’eco della globalizzazione, con i suoi strascichi di Primavere arabe e di Guerra di Libia è riuscita a raggiungere e turbare anche questo idilliaco lembo di costa marchigiana.

Il fatto è che 500 dei 20000 rifugiati sbarcati a Lampedusa durante la tanto temuta e strumentalizzata “emergenza nord Africa”, sono stati distribuiti nelle Marche. E 40 circa di questi si trovano ora, appunto, a Senigallia dislocati nei due centri di accoglienza: Casa Stella gestita dalla Caritas e L’Hotel Lori. L’unico albergo – a proposito di destagionalizzazione- che fa il “tutto esaurito” tutto l’anno.

Certo si stratta di ospiti un po’ particolari. Non sono qui per la tintarella o spinti dalla bellezza del paesaggio. Anzi Senigallia non l’hanno nemmeno scelta loro. Ce li ha mandati a suo tempo Maroni munendoli anche di “argent de poche”: 2, 50 ciascuno al giorno. Mentre all’albergo spettano circa 48 al giorno per ciascun ospite.

Ora i rifugiati ospiti dell’albergo, per quanto insoliti, sono pur sempre clienti. E se non altro perché i clienti hanno sempre ragione, si è portati a crederli quando sostengono che è da mesi che non vedono la pur miserrima diaria di 2.50 al giorno. Tanto da intavolare una animata discussione con la proprietà dell’albergo. Talmente animata che è più di una settimana che tiene banco sulle pagine della stampa locale. Cito un passaggio di un articolo dei tanti per dare l’idea di cosa stiamo parlando.

Albergo Lori Senigallia. Foto: vivere Senigallia.

Il 09/01/2013 il sito di informazione locale Vivere Senigallia scriveva:  “Gli extracomunitari infatti hanno preso a calci e pugni gli arredi, la mobilia, le sedie e tutto quello che capitava loro sotto mano provocando danni e mandando in frantumi diversi utensili. Per riportare l’ordine sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. Polizia e Carabinieri hanno avuto il loro bel da fare per riportare la quiete all’interno della struttura che ospitava anche altri profughi che hanno dovuto sopportare il raptus di follia del gruppetto. I profughi coinvolti nei danneggiamenti sono stati identificati e gli inquirenti valutano ora se e quali provvedimenti prendere nei loro confronti. Anche se episodio così eclatanti non si verificano spesso, l’istituzione del centro di accoglienza sulla spiaggia di velluto ha sollevato nel tempo diverse polemiche.”  (il pezzo integrale)

Fin qui l’antefatto. Io però ho voluto andare a fondo a questa vicenda e mi son recato all’Hotel Lori, da novello e zelante cronista, a caccia di “materiale di prima mano”. Vi giro i fatti così come gli ho appuntati sul mio taccuino:

 La prima impressione

15/01/2013 – Visita mattutina all’ Hotel Lori .

La mia impressione è di desolazione. C’era un rifugiato intento a fare la colazione, un altro che ascoltava la radio dal cellulare. Fanno parte dei 500 rifugiati fatti giungere nelle marche e dei 20000 rifugiati sparsi in Italia È un’emergenza che va avanti da due anni in seguito alle primavere arabe e alla guerra in Libia. Molti di loro sono stati accolti nelle Marche in piccole strutture, dove hanno anche potuto studiare, socializzare, prendere titoli di studio. Quasi tutti sono ancora in attesa della risposta alla richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato, lo stesso per cui il Governo ha per due anni col DPCM 5.4.2011 finanziato le regioni e le strutture. Ora sono le Prefetture che hanno preso la situazione in mano.

Desolazione

Non mi è sembrato molto accogliente: divani logori, bici e carcasse di bici ammassate all’ingresso, comunque nulla di irrecuperabile basterebbe una riassettata..

Credo comunque che lo standard di riferimento non debba essere le più o meno disastrate situazioni di partenza, ma quelle di un’accoglienza che metta in primo piano la dignità delle persone.

Mediazione cuturale

La signora con cui ho parlato, la titolare, molto gentile e disponibile nello spiegarmi la situazione, dice che non ne sentiva la necessità perché il marito in qualche modo le fa da mediatore per la sua conoscenza delle lingue. Ma quando ho detto che ero anch’io mediatore ha voluto il mio numero perché non si sa mai, potrebbe averne bisogno.

I rifugiati e il tempo libero

 Ho scambiato solo un paio di battute con alcuni di loro. Mi son sembrati tranquilli, di una tranquillità simile alla rassegnazione. Mi sembrava indelicato stare lì a fare domande su come impiegassero il loro tempo visto che li vedevo per la prima volta, ma la noia era palpabile.

Hanno lo status di profughi, possono circolare liberamente su tutto il territorio nazionale. L’albergo Lori però è abbastanza defilato e raggiungere il centro senza mezzi è difficile. Questo contribuisce a tenerli ancora più isolati.

Tirocini formativi

 La signora che gestisce l’albergo mi ha detto che sono stati attivati vari tirocini in collaborazione con l’ufficio dell’impiego di Senigallia e Jesi.

Gestori dell’albero e rifugiati: una relazione complicata

Sulla rissa la proprietaria non vuole parlare.

 Mi hanno detto, i rifugiati, che negli ultimi mesi non avrebbero ricevuto la diaria giornaliera 2.5 euro a cui hanno diritto. Sembrerebbe sia stata questa la causa scatenante dei fatti dei giorni scorsi.

 La signora con cui ho parlato si è lamentata della cultura maschilista di alcuni, che hanno avuto un modo di rivolgersi a lei particolarmente irruento. Dice che non hanno capito che qui la donna è pari all’uomo e che quindi può fare tutto. (Ecco, qui ad esempio un mediatore culturale sarebbe stato utile.)

La stampa

La signora mi ha detto che ci tiene ai suoi ospiti ed è preoccupata che il polverone mediatico sollevato in questi giorni possa nuocere ai ragazzi. Che magari si sparge la voce che sono dei violenti e quindi nessuno gli da più lavoro o casa quando finiranno, perché prima poi finiranno, i programmi assistenziali da cui ora sono tutelati.

La protesta arriva in consiglio comunale

 Nel pomeriggio di mercoledì 16 gennaio, i profughi sono entrati in Consiglio Comunale ( appositamente convocato). Al loro fianco gli attivisti del centro sociale Mezza Canaja  e altri cittadini legati al mondo associativo ed al volontariato senigalliese.

 Come al solito, durante la seduta consigliare i politici hanno assicurato che hanno sempre seguito, che seguono e che seguiranno ancor di più da vicino il caso, mentre si sono sempre attivati e si attiveranno ancor di più per trovare una soluzione ragionevole a questo problema. In fondo all’aula consigliare, durante questa emotivamente intensa assise, non si poteva non notare un grande lenzuolo bianco con questa scritta a caratteri cubitali: “Non vogliamo essere un problema per questa città, ma uscire dall’Hotel Lori, per il nostro futuro, per la nostra dignità”.

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