Genova: Premio “La Ragazza di Benin City”, edizione 2012

Genova 18/ 12/2012.

Si è svolta il 16 dicembre a Genova la consegna del Premio La Ragazza di Benin City, edizione 2012.

Un reportage di Mayela Barragán Z.

Giunta alla decima edizione la premiazione promossa e ideata dal Progetto La Ragazza di Benin City di Claudio Magnabosco e Isoke Aikpitanyi, nata nel 2002 con lo scopo di valorizzare il lavoro delle persone e le associazioni che sul suolo italiano si battono per sensibilizzare sul problema dello schiavismo moderno delle donne.

La decima edizione del Premio La Ragazza de Benin City è stata dedicata alla memoria di tre ragazze nigeriane assassinate in Italia recentemente, Favour e Loveth in Sicilia e l’ultima di poche settimane fa in Provincia di Roma.

Durante la premiazione Isoke Aikpitanyi ha dedicato parole cariche di forte emotività a Don Gallo, per l’amore e il coraggio, la sensibilità e l’attenzione che ha rivolto, e dedica, al dramma umano che si nasconde dietro la tratta degli esseri umani.

Il sacerdote genovese dopo la consegna del premio ha fatto un breve discorso di cui riporto un passo significativo:

“Noi ci strappiamo le vesti quando parliamo di prostituzione e ci hanno tagliato i fondi istituzionali che ci servivano per aiutare le persone—ha spiegato—. Abbiamo dei profughi libici in una comunità e adesso il Comune di competenza dice che non ci da più soldi. Donne che siete in stato di inferiorità autogestitevi, Gesù non ha detto. “La donna è meno”. Fiorisce il racket e si fa poco, ed io vi dico: restiamo umani”.

Da quest’anno il premio La ragazza di Benin City è diventato internazionale ed è così che è stato dato a Wole Soyinka, scrittore nigeriano, Premio Nobel per la letteratura 1986. Per l’occasione lo scrittore ha inviato una lettera di incoraggiamento a Isoke Aikpitanyi perché continui il suo lavoro, invitando tutti a venire in Nigeria quando nella prossima primavera le sarà consegnato personalmente il riconoscimento.

A livello nazionale oltre a Don Gallo, il premio è stato assegnato a una serie di personalità ed associazioni che si sono distinte per la lotta alla tratta, la difesa dei diritti umani e la visibilità dei migranti. A Federico Bollettin per il suo libro “Bianco e nera”, una storia di conforto per chi cerca di uscire dal mondo della tratta. A Marina Zecchin di Padova. A Roberto Malini per la poesia e il lavoro sui diritti umani. “Per me vale più questo premio che il Premio Nobel, la schiavitù esiste ancora e sono profondamente vicino al lavoro di Isoke”—ha dicchiarato Roberto Malini.

A Carla Peirolero per la sua attività culturale e il Suq. A Amnesty International per la sua campagna in Bodo Nigeria, a ritirare il Premio l’attivista romana Laura Renzi. “Questo premio lo dedichiamo a tutti gli attivisti di Amnesty”—ha detto.

Un’altra associazione premiata è stata l’Associazione Luanda, per il percorso che ha svolto con la diffusione e divulgazione della Giornata della Coscienza Nera in Italia. “Il percorso della Giornata sulla Coscienza Nera è nato in Brasile ed è arrivato a Genova nel 2004, da due anni è organizzato dall’Associazione Luanda che è nata in memoria di mia figlia” — ha raccontato Benicia De Jesus ringraziando a tutti i membri dell’associazione durante la consegna del Premio.

A Giorgia Serughetti, ricercatrice, autrice di uno studio sulla tratta e membro dell’associazione Se non ora quando, che ha dichiarato: “Grazie per l’invito, la battaglia sia contro la tratta che contro la violenza sulle donne si ha da fare insieme agli uomini. Il lavoro di Claudio Magnabosco e Isoke Aikpitanyi è pionieristico ed è necessaria la consapevolezza e una risposta collettiva”.

Anche Giuseppina Frate di Campobasso ha ricevuto il Premio per il suo studio comparativo sui dati statistici. A Enrico Maria Papes e I Giganti, un noto gruppo rock degli anni 60 che si profilava come il complesso che avrebbe accompagnato Fabrizio De Andrè, complesso musicale che nel 1971 sparisce dalla circolazione per avere portato in scena “Terra in bocca”. Un’opera rock che raccontava la storia di un giovane siciliano ucciso dalla mafia, una piece che si è potuta rivedere nel 2011 grazie all’intervento dell’associazione Libera. Altre persone premiate: la giornalista Chiara Caprio di Al Jazeera per il documentario “Nigerian Connection”, Monia Giovanelli, a PIAM con Princess. Ringraziamenti speciali e omaggi alla poetessa Iride Enza Funari di Brescia e all’avvocato Barabino e Signora.

Alla fine della premiazione ho posto alcune domande alla madrina della cerimonia, Isoke Aikpitanyi.

  • Com’è andata quest’edizione?
  • Direi bene perché siamo riusciti a premiare quelle persone che nel territorio nazionale si distinguono per la lotta alla tratta, per la difesa dei diritti umani, per il sostegno ai migranti. Persone come Don Gallo o altri che attraverso le loro ricerche, eventi o campagne solidarizzano verso le persone che vivono la schiavitù moderna che non è ammissibile. La particolarità di quest’anno è che con l’assegnazione a Wole Soyinka il Premio è diventato internazionale.
  • In memoria di tre ragazze nigeriane assassinate?
  • Sì, in memoria di queste tre ragazze perché sulla loro morte regna il silenzio, la violenza in se è già una cosa terribile e quando capita a una ragazza straniera senza diritti, senza visibilità è ancora più duro. Per questo in tempi così difficili premiare il lavoro e le azioni di tutte queste persone e associazioni è un simbolo perché dimostra che non siamo complici davanti a una tragica situazione come quella delle vittime della tratta.
  • Il premio a Don Gallo?
  • Don Gallo per me è un Padre eterno sulla terra, il mio primo sostenitore da quando nel 2007 e a due passi da qui ho presentato il libro Le Ragazze di Benin City, è unico nel fare sentire la sua voce per difendere noi, è un sostegno in tutti i sensi.
  • Perché la scelta quest’anno di farlo diventare internazionale?
  • Da quando lasciai la Nigeria non potevo più rientrare, l’anno scorso lui, Wole Soyinka, che ha una Fondazione, mi invitò a fare questo viaggio di ritorno e a portare delle testimonianze sulla situazione di vita delle ragazze nigeriane in Italia, personalmente sostiene la nostra lotta e per questo abbiamo deciso di premiarlo.

Nelle sue edizioni precedenti il Premio La Ragazza di Benin City è stato assegnato a Elvira Dones, scrittrice albanese, a Roberto Saviano, Tony Capuozzo, Fabrizio Gatti, Eugenia Bonetti, Don Luigi Ciotti, tutte persone che hanno mostrato una sensibilità particolare verso il problema della tratta delle donne e la situazione dei migranti in generale.

Quest’anno il Progetto La ragazza di Benin City in collaborazione con MuMA, Sol.co Liguria, Associazione promotori Musei del Mare e della Navigazione e Via del Campo 2,:rosso ha organizzato la manifestazione presso il Museoteatro della Commenda di Prè di Genova. A fare gli onori di casa durante l’evento gli ideatori del Progetto, Claudio Magnabosco e Isoke Aikpitanyi che nel congedarsi dai presenti, in una sala gremita hanno ringraziato tutti per l’assistenza.

 

Clicca sull’immagine per vedere l’album delle foto dell’evento a cura di Marta Ribeiro Associazione Luanda http://assocluanda.blogspot.it

 

 

 

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