Pontedera sono anch’io – L’Italia sono anch’io

Pontedera, 14/11/2012. Aleksandra Caci

Sono stati in 603 i ragazzi minori di origine straniera, di ben 31 nazionalità diverse, a essere presenti insieme alle loro famiglie alla cerimonia di conferimento della cittadinanza italiana onoraria da parte del Comune di Pontedera. Continua così la campagna nazionale l’Italia sono anch’io, un atto simbolico volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione del riconoscimento della cittadinanza italiana ai minori stranieri e a sollecitare il Parlamento per una riforma della normativa che attualmente in Italia prevede solo lo ius sanguinis.

Con la cerimonia di questo pomeriggio la nostra città scrive una delle pagine più importanti e più belle della sua storia – sottolinea nel suo intervento il sindaco Simone Millozzi .

Abbiamo voluto questa iniziativa perché da qui, dal nostro territorio, vogliamo mandare un messaggio particolare, un messaggio forte, vogliamo condurre una grande battaglia di civiltà, di dignità, vogliamo combattere quella palese discriminazione verso un’intera generazione di figli di questo paese affinché, come stabilisce l’articolo tre della costituzione italiana, vi sia pari dignità sociale per tutti i cittadini. Per questo abbiamo organizzato questa giornata nella quale concederemo la cittadinanza italiana onoraria a bambini stranieri che sono nati nella nostra città e che qui sono residenti con l’augurio che questa iniziativa simbolica, ma di grande valore, peso politico e sociale, possa rappresentare un prezioso contributo per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ormai non rinviabile e possa consentire di arrivare in tempi brevi all’ approvazione della legge in Parlamento che riconosca la cittadinanza italiana ai minori”.

E’ trascorso solo un anno, come ha ricordato nel suo intervento il sindaco Milozzi, da quando il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è espresso in maniera favorevole al riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia, negare quel diritto – aveva affermato il Capo dello Stato in quella occasione – “sarebbe un’autentica follia, una assurdità

E’ stata una vera sorpresa per noi aver ricevuto la lettera del Comune – ci racconta Albana Hala di nazionalità albanese e mamma di due bambini che hanno appena ricevuto l’attestato di riconoscimento della cittadinanza italiana onoraria. Ma la vera emozione l’abbiamo provata oggi. I miei due figli sono nati entrambi a Pontedera. Loro parlano perfettamente l’italiano e a scuola non si sentono diversi dai loro compagni italiani, merito anche delle loro meravigliose maestre che arricchiscono le lezioni con attività interculturali e insegnano loro il rispetto per la diversità. Penso che tutta la comunità di Pontedera oggi sia partecipe di questo evento, lo dimostra anche il fatto che a partecipare insieme a noi stranieri in sala ci sono anche tanti compagni italiani di scuola dei nostri figli insieme alle loro famiglie.

L’iniziativa organizzata dal comune ha avuto una risposta positiva tra le comunità degli immigrati che numerosi hanno riempito i gradini del Teatro Era. Neppure l’increscioso episodio di interruzione della cerimonia da parte di alcuni militanti di Forza Nuova è riuscito a spegnere l’emozione di chi per la prima volta ha potuto avere tra le mani un primo riconoscimento di cittadinanza.

Naima Amadour, vice presidente del Forum “Percorsi di Cittadinanza” del Comune di Pontedera, nella chiusura dell’evento sottolinea: Oggi è un giorno importante per le nostre comunità Il conferimento della cittadinanza italiana onoraria ai nostri figli nati è cresciuti a Pontedera è un riconoscimento seppur simbolico che rappresenta un passo significativo verso l’integrazione di chi oggi nasce in Italia è si sente italiano. Per questo la Consulta degli Stranieri del Comune di Pontedera ha indirizzato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la quale chiediamo la modifica, prima della fine della legislatura, dell’attuale legge di cittadinanza con il riconoscimento dello ius soli, riconoscendo così ai nostri figli il diritto di essere cittadini del Paese in cui sono nati.

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