Biliardo: Obama, Balotelli e Merry Fontes da Silva

Senigallia, 12/11/2012. Mohamed Malih

In America, beati loro, hanno Obama. Ma, a ben vedere, anche noi qui in Italia abbiamo il nostro piccolo Obama. Si tratta di Balotelli. L’eccezionalità di Obama sta nel fatto che è la prima volta, anzi la seconda, che gli Stati Uniti d’America hanno un presidente con una quantità di melatonina così alta. A maggior ragione lo stesso dicasi per Balotelli. Solo l’ambito del primato è diverso: non più politico ma sportivo. Balotelli, cioè, è il meno pallido esemplare di calciatore della nazionale italiana, a memoria d’uomo, mai assurto agli onori delle cronache come portabandiera degli azzurri. Così, una volta che si affronti il tema degli stranieri nello sport è impossibile che non venga in mente Balotelli, e il calcio. E subito a ruota i cori razzisti. Tutto ciò è bene perché ha permesso di portare fra i temi all’ordine del giorno il problema dei tanti Balotelli -seconde generazioni- con le loro mille difficoltà ad intraprendere qualsivoglia tipo di carriera, non solo quella sportiva, per via di un principio di matrice medioevale che ancora ispira il legislatore in questo paese: lo ius sanguinis. Tuttavia c’è anche il rovescio della medaglia: rendere praticamente inesistenti i tanti stranieri o figli d’immigrati che praticano i cosiddetti sport minori – da sempre fagocitati dalla supremazia mediatica del gioco del calcio.

foto: http://www.federspia.it

Prospettive, nel suo piccolo, cercherà ora di rimediare a questo stato di cose puntando i riflettori su una disciplina in cui è difficile imbattersi nelle cronache sportive che vanno per la maggiore: Il biliardo. E nel farlo da la parola direttamente a una ragazza il cui albero genealogico non ha nulla da invidiare per complessità e ramificazione nell’universo mondo a quello di Obama o di Balotelli. Lei si chiama Merry Fontes Da Silvia ed è un asso nel maneggiare la stecca.

Presentati a un po’ ai lettori di Prospettive.

Mi presento, mi chiamo Merry Fontes Da Silva, vivo e lavoro a Padova, dove ho aperto la mia agenzia viaggi nel 2007. Le mie origini le devo al bisnonno brasiliano, nonno portoghese e padre francese. Nata in Italia ho comunque mantenuto la doppia nazionalità, franco-italiana. A parte il lavoro, nella mia vita, un ruolo importante è ricoperto dal gioco del biliardo, con cui famigliarizzo da quasi 20 anni.

Come ti sei avvicinata al biliardo?

Ho iniziato per gioco…poi come atleta, poi come fornitore di servizi logistici alla Federazione Italiana Gioco del Biliardo, fino ad istituire un’ Associazione, di cui sono Presidente, che organizza eventi sportivi:  “Pool Events By Kettuvallam”.

Con il mio team abbiamo uno storico di circa 2 anni e, per la maggiore, organizziamo eventi nel Nord Italia, sebbene il tutto sia in crescita e speriamo di poter raggiungere altri lidi.

Sono tanti gli stranieri che giocano a biliardo?

La presenza di “stranieri” in questa disciplina, direi che è significativa, basti pensare che in una piccola gara provinciale, di circa 64 atleti, per lo meno una decina sono stranieri e per la maggiore romeni, moldavi, filippini. E questi ragazzi, non solo partecipano, ma si aggiudicano i gradini de podio!!!!!!!

L’ultima nostra tappa non a caso è stata vinta da Arjan Matrizi, che non si è limitato a vincere una gara sociale come la nostra, ma che presenzia a moltissimi eventi e che spesso sale sul podio del Campionato Italiano Federale. Terzo classificato Taulant Paja, anch’esso sempre presente anche nel Campionato Italiano e 2° categoria davvero forte!! Mark San Juan, filippino, da del bel filo da torcere a fortissimi atleti italiani.  E…..potrei farvi molti altri nomi, meno noti, ma che sono certa spiccheranno presto il volo…. ma per scaramanzia lo tengo per me!!!

Noti delle differenze fra stranieri e italiani nel praticare questo sport?

Credo fermamente che alla base di questi “talenti” vi sia un approccio diverso allo sport rispetto alla maggior parte degli sportivi italiani. Chiaramente parlo per mia esperienza personale, ma quello che noto è l’umiltà con cui questi ragazzi approcciano alla disciplina. A volte osservo con quale timidezza iniziano a prendere parte al gioco… e percepisco molta serietà. Precisi, puntuali, rispettosi delle regole… che dire? …. chapeau !

Per essere vincenti a volte basta il talento, per essere dei “campioni” la disciplina e il rispetto sono degli ingredienti fondamentali, e i ragazzi che partecipano alle mie manifestazioni hanno tutte le carte in regole per esserlo!

Per l’integrazione degli stranieri spesso si organizzano partitelle di calcio. Hai mai pensato a qualche iniziativa simile ma con protagonista il biliardo?

Mi piacerebbe poter organizzare un intero evento “straniero” … magari Prospettive mi può dare un congruo aiuto per organizzare alla rotonda di Senigallia L’ “EXTRA POOL CUP”… che ne dite???

A presto e complimenti per il vostro giornale…

Certo che la ragazza è audace. Ma anche noi di Prospettive quanto ad audacia non scherziamo. Tu Merry non smettere di sognare, noi, come si suol dire in questi casi, vaglieremo con la massima attenzione la tua richiesta.

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