Ancona – Come sta andando la sanatoria? Intervista con Carla Cocchi (Acli)

Ancona – 01/10/2012. Migena Proi.

“La sanatoria” 2012, Ovvero La procedura di emersione del lavoro nero degli immigrati ha avuto inizio il 15 Settembre scorso. Fin dal principio, le associazioni che fanno parte del Tavolo Nazionale Immigrazione (Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cgil, Fcei, Sei-Ugl, Uil), hanno espresso all’unisono le loro perplessità, legate in particolar modo agli alti costi (il datore di lavoro potrebbe spendere fino a un massimo di 7mila euro per lavoratore irregolare, considerando i diversi contributi) e alla dimostrazione della presenza dello straniero in Italia in maniera continuativa dal 31 Dicembre 2011.

A quindici giorni dall’inizio della sanatoria, lo scenario che si delinea sembra confermare le perplessità delle varie associazioni: il decreto legislativo n. 109/2012 pone vincoli che restringono eccessivamente la possibilità per i lavoratori stranieri di accedere alla sanatori. Due esempi : il contributo forfettario di 1000 è doppio rispetto alla sanatoria 2009 e la presenza sul territorio italiano allora non era prevista. Vincoli rigidissimi che trasformano quella che dovrebbe essere una possibilità in un’illusione.

La Dott.ssa Carla Cocchi, direttrice del Patronato Acli di Ancona, conferma i dati e le impressioni emergenti a livello nazionale. Fino al 27 Settembre i lavoratori stranieri che avevano inviato la domanda in tutta la provincia di Ancona erano 150. Gli accessi dei datori di lavoro al Patronato Acli per informazioni sono state invece 50, e di essi solo 7 ( 11 al 01/10/2012) hanno avuto le carte in regola per inviare la domanda (in prevalenza colf di sesso femminile). La politica comunicativa seguita, come ci spiega la Dott.ssa Cocchi, è volta alla trasparenza. Viene, infatti, consigliato ai lavoratori stranieri di presentarsi all’appuntamento con il datore di lavoro per le informazioni sull’emersione e la verifica della regolarità della documentazione probatoria della presenza sul territorio italiano, in modo che siano chiari ad entrambi i criteri di accesso, e non ci siano ulteriori confusioni su un decreto già complicato. I Paesi di provenienza dei lavoratori irregolari sono in prevalenza Bangladesh, Filippine e Perù. Il principale ostacolo da affrontare, sembra essere l’attestazione pubblica della presenza in Italia. Un ruolo fondamentale a questo proposito è svolto dalle strutture sanitarie. Infatti tre delle lavoratrici straniere che hanno concluso la pratica di invio della domanda presso l’Acli di Ancona erano o in possesso del certificato di pronto soccorso, o del tesserino “straniero temporaneamente presente”, o infine del certificato di nascita del proprio bambino in Italia. Un elemento incerto della prova di presenza sembra invece essere il timbro di entrata sul passaporto di altra frontiera Schengen, in particolar modo della frontiera polacca e romena. Molti arrivano proprio da queste frontiere, superate la quali, trovandosi nei paesi Schengen, sui loro passaporti non vengono apposti altri timbri, quindi non è dato sapere se hanno realmente soggiornato in Italia dal 31/12/2011 o in qualche altro paese europeo. L’ Acli di Ancona, a questo proposito, ha fatto domanda al Ministero per avere maggiori chiarimenti, ma non ci sono ancora delucidazioni in merito.

Volendo fare un confronto con la sanatoria del 2009 , la differenza è ravvisabile anche solo scorrendo il calendario degli appuntamenti per informazioni. Nello stesso lasso di tempo, ovvero a quasi due settimane dall’avvio della sanatoria, al Patronato Acli di Ancona, la richiesta di appuntamenti era decisamente maggiore, considerando inoltre che nel 2009 era una sanatoria esclusiva per colf e badanti.

Attraverso un’analisi delle domande inviate nella sanatoria in corso, è inoltre possibile intravedere lo stato di preoccupazione e ansia del lavoratore straniero. Infatti, il grafico presente nel sito del Ministero dell’interno, mostra un calo delle domande con il passare dei giorni.

La Dott.ssa Cocchi, anche attraverso le sue esperienze dirette all’ Acli, vede come possibile chiave di lettura dell’andamento dell’invio delle domande, la errata percezione da parte dei lavoratori di avere maggiore possibilità di riuscita nel caso in cui si arrivi prima degli altri. A due settimane dalla fine della sanatoria, nessuna corsa per arrivare primi sembra necessaria. Il ministro della cooperazione internazionale Andrea Riccardi ieri al Forum della cooperazione internazionale, ha ribadito che la sanatoria in corso è un’opportunità – nonostante lo scarso afflusso di domande dimostri che in pochi hanno le possibilità reali di sfruttare questa “opportunità” – che non ci sarà nessuna proroga, e l’unica apertura possibile potrebbe essere sugli organismi che certificano la presenza dello straniero in Italia.

Si attende in merito il parere dell’Avvocatura dello Stato, sperando che biglietti ferroviari o abbonamenti degli autobus consentano un maggiore accesso a quella che più che una sanatoria che svolge la propria funzione, sembra essere un terno al lotto.

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