Genova – la storia di Amy e il dramma di 1200 bambini senza documenti

Genova 18/09/2012. Domenica Canchano

In Italia migliaia di bambini crescono nell’ombra senza diritti e con poche prospettive. Sono i bambini “indocumentati”. Praticamente dei fantasmi. Anche se esistono, vanno a scuola, giocano… e sognano. Da una sanatoria all’altra, da una difficoltà all’altra le famiglie si imbattono in una legge fatta per assicurare mano d’opera all’economia e non per tutelare esseri umani. Da Genova la storia di una delle 1200 bambini senza documenti della città.

Genova, la Città dei bambini. Foto (in CC da Flickr) di Andrea Beggi

Amy ha otto anni e sogna di viaggiare, ma papà Mouhamadou le ha spiegato che è meglio rimanere a casa, ancora per qualche mese. Allora Amy ha chiesto il perché ma il papà ha usato termini strani e difficili, come “irregolari”, “sanatoria”, “foglio di via”. Eppure da quando è nata – e sono passati otto anni – sente ripetere la stessa cosa: e ogni volta per lei è difficile comprendere perché non l’è consentito spostarsi da un luogo all’altro. “Papà quando potremmo andare a trovare la nonna in Senegal?” chiede spesso Amy. E mamma Sarah interviene sempre con una promessa: “Presto tesoro. Ora è meglio studiare”.

Hanno le ali tagliate, Amy e altri 1200 bambini circa, nati da irregolari all’ombra della lanterna, o diventati tale dopo che i genitori hanno perso il lavoro e dunque il permesso di soggiorno. Per loro non esiste alcuna sanatoria, o meglio procedura di emersione, perché sono semplicemente bambini. E non manovalanza. Ma esistono, sognando di vivere un giorno in piena libertà. “La situazione dei bambini è terribile – spiega Patrizia Bellotto della Cgil di Genova – . E si può risolvere con il riconoscimento della cittadinanza italiana, ma quello è un altro capitolo”. In questo capitolo invece sono ignorati dalla sanatoria, dai flussi, da leggi che vengono emesse pensando agli immigrati come lavoratori e non come persone o nuclei familiari. Solo lavoratori. “Amy è nata a Genova otto anni fa e noi siamo irregolari – racconta papà Mouhamadou – . In tutti questi anni abbiamo provato a regolarizzarci: con la sanatoria del 2009 e il decreto flussi 2011. Mia moglie non trovava un datore di lavoro che le potesse fare un contratto e io pur avendolo mi penalizzavano perché un giorno la polizia mi aveva fermato e consegnato un foglio di via. Se la mia famiglia rimane a casa mi sento più tranquillo. Non oso pensare se uno di noi venisse mandato via, e ci dovessimo separare” conclude.

Amy è felice perché va a scuola e si è fatta dei nuovi amici. In classe alcuni parlano bene l’italiano altri no. Vorrebbe invitarli a casa ma la mamma le ha spiegato che non c’è spazio per tutti. “Casa nostra è piccola e la dividiamo con altre persone perché noi non possiamo avere un contratto di affitto” ricorda Mamma Sarah. Ad Amy piace preparare il suo zaino la sera prima e riempirlo di matite e colori. Disegna cieli azzurri e prati verdi. E un sole che illumina una casetta rossa, dove in piedi c’è lei e la sua famiglia. È una bambina vivace, dicono le maestre. Per questo mamma Sarah le raccomanda sempre di stare attenta. “Se si facesse male non posso portarla dal suo pediatra e ho paura ad andare al pronto soccorso” – spiega Sarah – . Abbiamo un dottore che ci segue e che lavora in un ambulatorio pediatrico per bambini irregolari. Ma quel posto non è sempre aperto”. Da tempo in Italia abbiamo superato quota un milione di seconde generazioni, e nelle stesse condizioni di Amy, si trovano decine di migliaia di bambini. Si stima che il 10% di bambini e minori vivono “indocumentati”. In questa sanatoria Mouhamadou riproverà a mettersi in regola, per poi fare la pratica per il ricongiungimento con la sua famiglia. “Con tutta probabilità quando verrà rilasciato il permesso di soggiorno a chi riuscirà ad emergere con questa sanatoria saranno passati i 12 mesi di lavoro necessari per il permesso per i figli – continua Patrizia Bellotto – . I lavoratori che emergono, infatti, dichiarano un contratto di lavoro che decorre almeno dal 9 maggio 2012, alla fine delle procedure avranno sicuramente maturato l’anno di lavoro”. Ma passeranno settimane, mesi e chissà anni prima che tutta la famiglia possa ottenere un permesso di soggiorno. E vivere alla luce del sole, come nei disegni di Amy.

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