Badolato-Catanzaro. Uno staff medico per l’immigrazione

Badolato- Catanzaro-18/09/2012. Meryem Maktou

Agli inizi dello scorso anno, grazie allo sforzo di una dottoressa e della sua squadra, la Direzione Generale dell’Azienda sanitaria Provinciale di Catanzaro istituisce nella stessa Provincia di Catanzaro uno Staff specializzato per l’Immigrazione. Obiettivo: diritto alla salute per tutti.

Membri dello staff sanitario di Badolato

Più che decennale esperienza nell’ambito dell’immigrazione, in un territorio che è stato, ed è, caratterizzato da molti sbarchi; un consultorio familiare, quello di Badolato in provincia di Catanzaro, che ha adottato come modus operandi quello di lavorare con le “persone”, a prescindere dalla nazionalità. Ma seppur prescindendo da questa, capita che l’assetto normativo non sia tanto clemente, e allora bisogna mettere in conto beghe, che inutili sono, ma che ignorare non si può. Ecco che vengono fuori i problemi di parità di accesso ai servizi sanitari laddove il diritto alla salute è un diritto universale, oppure problemi di prestazioni mediche che vengono date (nel caso dei comunitari) soltanto se si ha un contratto di lavoro, laddove quest’ultimo non dovrebbe che essere un atto di formalizzazione di un rapporto lavorativo.

In queste dinamiche ha operato per tantissimi anni la Dott.ssa Teresa Napoli (Dirigente del Consultorio familiare di Badolato) e le persone che l’affiancano, una continua battaglia e continue trattative per riuscire a garantire ai “non cittadini” le prestazioni che volta per volta necessitano, in un contesto, quello dell’immigrazione, che molto spesso lo sappiamo non è aspetto prioritario nei programmi politici dei nostri governanti. Anni di lotte, infine una conquista importante: la formalizzazione dell’Organismo di Staff per le attività aziendali relative all’immigrazione, direttamente collegato alla Direzione Generale dell’Azienda sanitaria Provinciale di Catanzaro.

Istituito nel ventotto dicembre 2010 con tanto di deliberazione formale, l’organismo pone finalmente le basi affinché gli operatori sanitari e gli utenti immigrati abbiano le idee più chiare in merito ai famosi diritti e doveri inerenti l’assistenza sanitaria. È un traguardo sì, ma soprattutto un punto di partenza verso una strada certamente non lineare, che porti verso un più chiaro sistema che garantisca un buon livello di tutela della salute. E L’organismo nasce proprio per questo, relativamente recente, ma racchiude in se non solo la principale funzione di monitoraggio dei servizi socio-sanitari di modo che, mano a mano, prevedano stesse modalità di accesso per tutti, ma a tal fine è anche organo di formazione dei mediatori culturali con cui collabora e degli operatori dei servizi sanitari, nonché organo di controllo, rendicontazione e raccordo. Dunque ha importanti funzioni di coordinamento funzionale delle attività tecnico-gestionali e formative, di area sanitaria e socio-sanitaria, dedicate alla popolazione immigrata e ai servizi aziendali e territoriali pubblici e privati che si occupano di immigrazione. Diventa in poco tempo un punto di riferimento non soltanto nella Provincia di Catanzaro, ma nei servizi dell’intera Regione Calabria.

Membri dello Staff sanitario di Badolato.

In un contesto globale oggi dove salute equivale a benessere, nel senso più ampio del termine, e benché la normativa miri a garantire questo diritto alla salute per tutti, nella pratica esistono barriere, che diventano ancora più evidenti nel caso di immigrati non regolarmente soggiornanti, per i quali molto spesso le amministrazioni locali non hanno predisposto percorsi appropriati per consentire loro la fruizione delle cure. È per questo che ogni realtà, locale o nazionale che sia, passo dopo passo, deve reinventarsi e creare strumenti che siano dei supporti importanti a delle leggi che enunciano si il principio, ma che non regolamentano la materia nello specifico.

E a guidarci molto spesso non dovrebbe essere solo la legge ma il buon senso, capiamo bene in che modo se si considera che pochi giorni fa attraverso provvedimento di Governo la Spagna ha abolito l’assistenza sanitaria gratuita per gli immigrati irregolari, ben sei aziende sanitarie regionali hanno dichiarato di essere intenzionate a non osservare il nuovo decreto: ovviamente nelle strutture di loro competenza le cure mediche ai “clandestini” continueranno ad essere erogate.

 

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